KLEOBIS E BITONE – storia dell’arte

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KLEOBIS E BITONE
stile dorico
    Polimede di Argo realizzò all’innizio del VI sec le due sculture
    Queste statue sono state ritrovate a Delfi
    Viene preso come modello quello egizio
    » asse di simmetria attraversa verticalmente la figura
    » baricentro esattamente al centro dell’apertura delle gambe
    » finto passo in avanti » gambe a compasso ancora + rigide
    » braccia scendono verticalmente lungo i fianchi
    » mani strette a pungo conferiscono più rigidità muscolare
    » fronte piatta » difficoltà nella gestione dei volumi
    » linea spalle e frontalità del viso danno rigidità nelle forme
    Ideale del corpo maschile secondo lo stile vigoroso
    » muscolatura massiccia con maggiore volumetria e rigidità
    » tratti marcati eccessivamente (giunture, volto…)
    » capo con forma quadratica, massa della capigliatura 
        raccolta in trecce grosse, di numero simmetrico per lato
    » i muscoli sono però ancora disegnati, senza volumi
    Caratteristiche doriche
    » rispetto allo ionico che predilige forme allungate e 
      aggraziate viene sottolineata la solidità delle figure
    » il risultato finale ha un carattere rude, sgraziato
    » si riesce però a trattare le masse come volumi (es: arti)
    » artista lavora con l’addizione di volumi (partono con la 
       creta e poi aggiungono volume di materiale)
    Sono statue monumentali
   » l’uomo è grande per raffigurare il modello umano
   » non è l’azione presuntuosa di raffigurare l’uomo in 
     dimensioni sproporzionate di fronte alla divinità
    Scopo di raffigurare l’uomo nella realtà naturale
   » interesse nell’uomo che si muove, vive nello spazio
   » tentativo di raffigurare l’uomo occupante uno spazio reale
    Mito
Sono due fratelli, nati ad Argo, dotati di una straordinaria forza fisica. Un giorno la madre, sacerdotessa di Era, doveva andare al tempio della divinità, ma i buoi che dovevano trainare il carro non erano tornati in tempo dai campi. I due figli allora presero il loro posto e trainarono il carro e la madre su per la collina, sulla sommità della quale sorgeva il tempio. Arrivati, dopo una notte di festeggiamenti, stremati per la prova fisica, si addormentarono e non si risvegliarono più.
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