L’Iliade


dell’alunna Erika Veltri della classe I F della scuola secondaria di primo grado Giuseppe Capua” di Melicuccà (RC)

“Cantami, o Diva, del Pelide Achille/ l’ira funesta che infiniti addusse/ lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco/ generose travolse alme d’eroi,/ e di cani e d’augelli orrido pasto/ lor salme abbandonò (cos’ di Giove/ l’alto consiglio s’ademp’a), da quando/ primamente disgiunse aspra contesa/ il re de’ Prodi Atride e il divo Achille” [Proemio dell’Iliade nella traduzione di Vincenzo Monti]

Cantami o dea , lira funesta del pelide Achille, che ha portato la morte degli Achei. Tanti sono morti in giovane età , finiti in pasto a cani e uccelli , cos’ poteva esser fatta la volontà di Giove. Da quando ci fu unaspra contesa tra il re Agammenone e il divo Achille .