L’AMOR CORTESE-CAVALLERESCO

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 TRISTANO ED ISOTTA,LANCILLOTTO E GINEVRA,PAOLO E FRANCESCA

Tristano e Isotta

Rivalen, re di Loonois, ha sposato Bleunwenn (“Bianco-Fiore”), sorella del re Marco di Cornovaglia in Bretagna; egli muore tuttavia poco dopo, in guerra. Prima di morire anch’essa dal dolore, Bleunwenn partorisce un figlio, a cui dà nome Tristano.

Il bambino è allevato da suo zio il re Marco, il quale è sottoposto al pagamento di un gravoso tributo dal re d’Irlanda: diventato un giovane guerriero, Tristano decide di liberare la Cornovaglia da questa sottomissione e parte per l’Irlanda, dove riesce a uccidere il gigante Morholt, fratello del re: viene tuttavia ferito con un colpo di spada avvelenato, ma curato dalla figlia del re, Isotta, che non sa che egli ha ucciso suo zio. Tristano, una volta guarito, torna in Cornovaglia.

Pressato di sposarsi per garantire al trono una successione, il re Marco decide di prendere per moglie colei a cui appartiene un capello d’oro, portato dal mare da un uccello. Tristano, ricordandosi di Isotta, parte per l’Irlanda, ma, appena arrivato, deve combattere un terribile drago. Lo uccide, ma viene ferito, e, ancora una volta, curato da Isotta, che si accorge allora che egli è colui che uccise il Morholt: rinuncia tuttavia a vendicarsi e viene promessa in sposa a Marco per sanare le rivalità tra i due regni. Si imbarca dunque con Tristano verso la Bretagna.

La regina d’Irlanda affida all’ancella Brangien un filtro magico, da far bere ai due sposi la notte di nozze: essi allora si innamoreranno profondamente l’uno dell’altra. Ma durante la navigazione, Tristano beve per errore il filtro, credendo che sia vino, e lo offre a Isotta: i due cadono nelle braccia l’uno dell’altra. Isotta sposa tuttavia Marco, facendosi sostituire da Brangien per la consumazione del matrimonio.

Dopo mesi di amori clandestini, di trucchi e menzogne, i due innamorati vengono scoperti e condannati a morte, riescono a fuggire e si rifugiano nella foresta. Dopo tre anni, il filtro comincia a indebolirsi: non sopportando più la vita allo stato selvaggio, e scoperti da re Marco, Tristano decide di restituire la donna al re, e parte.

Si reca nell’isola di Bretagna dove sposa Isotta dalle Bianche Mani, con la quale tuttavia non consuma il matrimonio. Ferito gravemente durante una spedizione, capisce che solo Isotta può guarirlo e la manda a chiamare, chiedendo che vengano messe vele bianche alla nave con cui verrà, se lei accetta di venire, e nere se si rifiuta. Ella accetta, ma la sposa di Tristano, avendo scoperto il loro amore, gli riferisce che le vele sono nere. Credendosi abbandonato da Isotta, Tristano si lascia morire; la donna, arrivata troppo tardi presso di lui, si suicida a sua volta. Pentita, la moglie di Tristano rimanda i corpi in Cornovaglia, facendoli sepellire assieme.

Paolo e Francesca

 I personaggi danteschi sono da identificarsi con Francesca da Polenta, figlia di Guido il Vecchio, signore di Ravenna (che “siede”, è fondata, “su la marina dove il Po discende”, la riviera Adriatica), e Paolo Malatesta.

Francesca aveva sposato, di certo dopo il 1275, Gianciotto Malatesta, il figlio deforme e zoppo (“ciotto”) di Malatesta da Verrucchio, signore di Rimini.

Era un matrimonio stipulato per ragioni politiche: infatti esso sanciva e garantiva la pace fra le due famiglie e le due città dopo un lungo periodo di scontri. Romanzeschi sono i particolari relativi all’incontro tra Francesca ed il cognato Paolo Malatesta: si narra che Paolo si recò a Ravenna per sposare, per procura di suo fratello, Francesca, certo è che i due si innamorarono e furono sorpresi e trucidati da Gianciotto di certo dopo il 1282-1283, periodo in cui Paolo fu capitano del popolo a Firenze, e più probabilmente nel 1285, anno in cui Gianciotto fu podestà a Pesaro

 

Lancillotto e Ginevra

La vicenda che coinvolge  Lancillotto e Ginevra comincia proprio con il rapimento di quest’ ultima da parte del malvagio Malgigante.

Tra i cavalieri della tavola rotonda impegnati alla ricerca di Ginevra c’è anche Lancillotto caratterizzato dal suo amore segreto per la donna.

Il romanzo a discapito di quanto si possa pensare non è incentrato sul tradimento ma sul profondo amore tra i due.

Per trovare la strada per Gorre Lancillotto dovrà superare molte prove tra cui quella di compromettere il proprio onore salendo sulla cattedra degli assassini(da cui prende il titolo il romanzo).

Alla fine riesce a liberare l’amata ed uccide Malgigante anche se ella venuta a sapere della sua incertezza a salire sulla cattedra non gli rivolgerà la parola per un lungo periodo di tempo.

 

Dopo aver letto i tre diversi testi che riportano gli esempi più eclatanti di amor cortese cavalleresco possiamo analizzarli per trovare in essi elementi comuni che ne determino e ne caratterizzino lo stile.

È impossibile non notare l’elemento principale che è l’amore tra i protagonisti.

Esso ne determina i comportamenti, le azioni e quindi lo svolgimento del racconto;

come si vede in molti testi dell’amor cortese il sentimento che lega due persone non tiene conto se esse sono gia impegnate da vincoli matrimoniali.

L’infrazione dei vincoli coniugali non viene condannata; infatti in quell’ epoca il matrimonio veniva celebrato non per amore ma per motivazioni politiche o pecuniarie.

L’amore cortese ,invece, è l’espressione più pura di questo sentimento che rapisce in un turbine i due innamorati facendogli perdere ogni controllo delle loro azioni (punizione di Paolo e Francesca).

Questa passione spinge i protagonisti ad isolarsi dagli altri (la fuga di Tristano ed Isotta nella foresta) dando tutto se stessi all’amato (vedi Lancillotto che rinuncia all’onore per l’amata).

Questo periodo è appunto caratterizzato dalla nascita della letteratura romanza che esalta il valore delle passioni e pone al primo posto l’amore incondizionato e senza inibizioni che assorbe la personalità degli innamorati unendoli anche dopo la morte, nel bene e nel male, con un legame indissolubile.

di Simone

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