L’Anticristo di Nietzsche

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

La Divina Commedia, Inferno, Canto 34, vv. 1-69

E quindi uscimmo a riveder le stelle. Come termina l’ Inferno di Dante, XXXIV, 70-139

A.S. 2001-2002

TESINA PER L’ESAME DI STATO DI LAURA BOSONI

 

– Les dieux s’en vont –

l’Anticristo – Nietzsche

L’opera si presenta come il definitivo punto di rottura che si crea tra l’autore e il cristianesimo, considerata come la religione della compassione. La critica spietata mossa alla religione si rivela alla fine dell’opera come la realizzazione della “tra svalutazione dei valori” sia religiosi che morali. L’ateismo radicale di N. prevede che i deplorevoli effetti e l’impostazione nichilista della morale della religione siano già impliciti nella loro origine, attaccando direttamente il concetto di Dio che si è andato a formare nel mondo moderno.

La critica si sviluppa su diversi punti che analizzano i vari aspetti della religione e della morale:

la religione stessa supportata dalla compassione e da valori che portano inevitabilmente alla décadence e alla formazione di un uomo dalla personalità debole

le origini del Cristianesimo visto come prosecuzione e sviluppo dell’Ebraismo, falsificate attraverso l’opera di Paolo di Tarso e all’interpretazione sbagliata che i Vangeli hanno praticato della figura di Cristo

la filosofia tedesca (Liebniz, Kant, Lutero) considerata nient’altro che una nullità e vista come motivo principale della sopravvivenza del Cristianesimo

la Chiesa che attraverso l’azione dei preti riesce a dominare la popolazione: i preti sono gli ideatori del peccato, la negazione della scienza, la causa principale di guerre e malattie, viste come mezzo per impedire all’uomo di pensare, di conoscere

la morale tradizionale con i suoi valori che ha portato alla negazione della verità e all’affermazione di una morale di schiavitù opposta al codice di Mani che afferma una morale aristocratica impregnata di valori positivi.

L’intera produzione letteraria di N. deve essere inserita all’interno della corrente di pensiero decadente. Nato alla fine dell’ottocento, il Decadentismo rivendica la centralità dell’uomo come soggetto e ne analizza la profonda crisi di valori che lo affligge e lo porta inevitabilmente verso l’irrazionalità. L’uomo di fine secolo si trova privo di una eredità storica che sia in grado di spiegare la sua vita e i suoi valori fino a questo momento portati avanti dalla società (cristianesimo, idealismo, positivismo) vengono meno. L’opera vuole mettere i risalto come l’uomo, durante il corso della storia sia andato a costruirsi dei valori che lo hanno allontanato dalla sua esistenza e dalla realtà. All’interno dell’opera ricorrono insistentemente gli aspetti fondamentali della concezione di N.:

il nichilismo, inteso come il ridurre a niente la vita, accettando il Cristianesimo, rinunciare alla ricerca del potere, reprimendo gli istinti che portano al miglioramento, intralciando la selezione naturale

la trasvalutazione dei valori, che giunge a compimento attraverso l’affermazione dell’ateismo,la negazione del Cristianesimo come presa di coscienza che la fede in Dio è in declino

l’affermazione del Superuomo, che avviene con la proclamazione della legge contro il Cristianesimo

la rivalutazione della scienza come mezzo antitetico all’imposizione ai valori cristiani e come mezzo di riscatto dell’uomo contro i preti

l’affermazione di una morale aristocratica nei confronti di una morale di schiavitù

l’eterno ritorno dell’eguale che emerge dalla lotta tra l’uomo antico e quello moderno giudicato e sconfitto dal primo. L’analisi della civiltà classica fa emergere tutti i valori positivi che in essa erano presenti, la nobiltà dell’istinto, il gusto, l’indagine metodica (metodo scientifico), la volontà dell’avvenire umano.

Esistono diversi collegamenti che riportano della analogie con autori e correnti filosofiche precedenti:

viene citato Aristotele, poiché il filosofo greco individuava nella compassione uno stato morboso pericoloso che andava aggredito attraverso l’utilizzo della tragedia

il buddismo è considerato come l’unica religione positivistica  della storia, “cento volte più realistico del Cristianesimo”; la sua dottrina sostituisce la concezione di peccato con quella di dolore, superato in termini pratici (vita all’aperto, moderazione dei cibi, cautela verso gli alcolici). Esso ha come meta suprema il raggiungimento della serenità, la quiete, l’assenza di desideri e questa meta si raggiunge.

Molto più numerose sono le divergenze che vengono evidenziate:

Kant viene attaccato soprattutto sotto il punto di vista della morale. Secondo N. una qualsiasi legge morale deve essere personale, “nostra personalissima legittima difesa e stretta necessità”, mentre la morale kantiana prevedeva l’imposizione di un imperativo categorico impersonale, considerato “la ricetta delle décadence e persino dell’idiotismo”. Lo stesso concetto racchiuso nella ragione pratica viene definito come un tentativo di scientificizzare la corruzione, la mancanza di coscienza intellettuale

Sant’Agostino è citato come esempio per criticare i padri della Chiesa, attraverso i quali si è compiuto il “dissanguamento” del mondo classico ed è stato portato in alto tutto ciò che è miserabile, sofferente di se stesso

La filosofia tedesca attaccata da N. comprende diverse correnti filosofiche, dal razionalismo di Leibniz, all’idealismo hegeliano, alla riforma protestante attuata da Liutero. In esse N. vede la principale causa della continuazione del Cristianesimo e per questo vuole annullarle. In particolare, Lutero viene attaccato perché ha accusato la Chiesa e ha attuato la sua riforma proprio nel momento in cui “sul seggio papale non stava più l’antica corruzione”, durante il Rinascimento, considerato l’unico momento storico che ha cercato l’affermazione dei valori aristocratici, la tra svalutazione dei valori cristiani. Hegel è invece attaccato in quanto la sua opera ha tentato di risanare la rottura che si è creata tra Cristianesimo e mondo moderno , perciò è considerato un ostacolo al compimento dell’ateismo, quindi perciò deve essere eliminato.

Un aspetto della realtà contemporanea che trova indubbiamente riscontro all’interno dell’opera è la contrapposizione esistente tra scienza e religione. Anche se l’autore nella sua spietata critica estremizza tale concetto, la base su cui poggia è ancora oggi valida. La religione, fondandosi sul concetto di fede, preclude la possibilità di una conoscenza scientifica.”se questo Dio dei cristiani ci venisse dimostrato crederemmo ancora meno in lui”, per cui “l’uomo non deve pensare”, non deve conoscere. Risultano impensabili nella concezione moderna quelle parti delle teorie di N. che sonno state erroneamente ricondotte al pensiero nazista, mentre si rifacevano al concetto di Superuomo, l’espressione della volontà di potenza, del dire di sì alla vita (“i deboli e i malriusciti devono perire: questo è il principio del nostro amore. E a tale scopo si deve essere loro anche di aiuto”).

  • torna all’indice della tesina Il diavolo di Laura Bosoni

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: