Lelogio della follia


Erasmo da Rotterdam

Relazione del libro di Andrea Pardi 4°F -1/8/05

Notizie sull’autore:

Geer Geertsz (cambierà successivamente il suo nome con  quello umanistico di Desiderio Erasmo) nasce la notte tra il 27 e il 28 ottobre del 1466 a Rotterdam dal prete Rotger Geertsz.

Dopo essersi formato agli studi classici nel 1488 prende i voti a Steyn diventando canonico agostiniano. Da questi legami si libererà solo ventinove anni più tardi per la sua incapacità di accettare la  vita conventuale.

Tra il 1495 e il 1521 prosegue gli studi prima a Parigi dove al seguito di numerosi mecenati studia ed impara il greco, poi a Basilea ed in seguito a Friburgo. La sua continua ricerca verso gli studi, alimentata da una sempre nuova esigenza di libertà, lo portano a viaggiare continuamente per l’Europa.

Passò anche del tempo in Italia soprattutto a Venezia presso le tipografie di Aldo Manuzio che gli insegnò personalmente molte cose sull’uso della stampa.

Dopo la scrittura di numerosi trattati, quasi tutti scritti in latino, morì il 12 luglio 1536 in piena coscienza, senza pensar mai di chiedere l’aiuto di un confessore.

Nel 1511 veniva pubblicato il suo capolavoro, Elogio della Follia”, che lo rese figura così rappresentativa di quel periodo storico. Scritto come dedica a Tommaso Moro, suo grande amico, fu, nell’arco di quel secolo, ristampato circa sessanta volte, prova questa del valore dell’opera.

 

Riassunto (tematiche):

LElogio rappresenta una esaltazione allegorica della figura della Follia: rappresentata come dea in vesti di donna. Erasmo servendosi delle dolci parole della dea, pone in discussione tutto un mondo ed un sistema di vita.

Il libro si presenta dunque come una satira della teologia scolastica, dellimmoralità del clero ed elogio della follia del vero cristiano che impronta la sua vita sulla fede.

L’ironia è assai poco velata, si prende infatti esplicitamente gioco di molti concetti e pregiudizi di  quel tempo. pregiudizi di  quel tempo.

In tutta la narrazione Erasmo ritiene che la follia sia la dominatrice dell’intera civiltà con le sue leggi e le sue usanze. Una follia che con le sue ali circonda ed abbraccia ogni genere di persona, laici o ecclesiastici, umili e potenti, ignoranti e sapienti. Una dea che nella sua schiettezza rappresenta tutti gli umani errori e tutte le umane debolezze.

 

Spazio/ tempo:

Tutto lo svolgersi del libro è ambientato all’interno di una riunione di divinità e non, cronologicamente questo libro comprende un arco di tempo esiguo, tanto quanto la durata dell’elogio della Dea.

 

Personaggi:

Il libro è tutto incentrato su un unico personaggio, che è la follia.

Questa divinità è incarnata nel corpo di una giovane donna, molto scettica e critica nei confronti di tutte le classi sociali, ma anche nei confronti delle divinità stesse. Nel libro,vi sono poi moltissime citazioni di personaggi appartenenti al tempo di Erasmo oppure di carattere mitologico.

 

Mi è piaciuto?

Devo dire che questo libro mi ha colpito molto, soprattutto per l’originalità e la modernità con cui è stato scritto. Penso però che Erasmo abbia un po esagerato a criticare tutti e a non criticare mai sé stesso, inoltre in alcuni punti ho trovato questo libro un po pesante per via delle continue citazioni di personaggi a me sconosciuti. Nel complesso questo è un libro molto originale che mi sento di consigliare a tutti.