L’IDEA DI UNIVERSO NEL MEDIOEVO

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La cosmografia di quest’epoca ritorna ad essere simile a quella dei popoli antichi: l’Universo torna ad avere una struttura chiusa e statica.

La prima cosmografia completa dell’alto Medioevo, destinata a sostituire l’insegnamento degli astronomi pagani da Pitagora a Tolomeo, fu la celebre Topographica Christiana del monaco Cosma. La Terra aveva la forma di tabernacolo, circondata dall’oceano a sua volta circondato da una seconda Terra (il luogo del Paradiso). Quattro piani verticali costituivano i muri dell’Universo che racchiudevano il tutto. Il tetto dell’Universo era un semicilindro che poggiava sui muri nord e sud.

Solo con Gerberto, il più esimio tra i letterati, i geometri, i musicisti e gli astronomi del suo tempo, che divenne Papa con il nome di Silvestro II nell’anno mille, venne restituita alla Terra la forma sferica ed attorno ad essa le sfere planetarie.

Venne conservata nel tempo la divisione originaria in mondo sublunare e mondo sovralunare, ma le due regioni furono suddivise in tanti gusci tali da costituire una scala che faceva passare da Dio alle forme più basse dell’esistenza.

All’interno della Terra c’era una cavità conica in cui nove ordini di diavoli disposti sulle pendici in cerchi sempre più ristretti erano il corrispettivo delle nove sfere celesti; Lucifero era incastrato nella punta del cono nel centro esatto della Terra. Quindi l’universo del Medioevo non era veramente geocentrico, quanto piuttosto “diavolocentrico”.

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