Limpegno degli intellettuali nel ‘900

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

 

Tesina Esame di Stato

Pellegata Maria Beatrice

Esame di Maturità 2002

INTRODUZIONE

Il Novecento è stato senza dubbio un’epoca di crisi, di complessità, di fatti storici grandiosi e drammatici, come i totalitarismi e i due conflitti mondiali; questi eventi, oltre ad avere causato un impensabile numero di morti e disillusioni di ogni genere, hanno anche notevolmente influito sulla mentalità e sui valori ideologici delle popolazioni. Ho voluto, con il mio percorso, andare ad esplorare come l’intellettuale si è posto nei confronti di tale scenario. L’arco di tempo è molto vasto, le situazioni sono numerose ed è per questo che ho deciso di focalizzare la mia attenzione nel periodo che va dall’inizio della prima guerra mondiale al secondo dopoguerra. Gli intellettuali che hanno vissuto quest’età di trapasso si sono sovente interrogati sul proprio ruolo sociale, in un mondo dominato in misura crescente dalla scienza e dalle professioni tecniche specializzate che ne mettono in crisi l’antico privilegio e la missione di “chierici”. All’inizio del mio lavoro mi sono subito interrogata sul significato che la parola “impegno” avrebbe potuto assumere in riferimento ai vari autori. Innanzitutto con il termine “intellettuale” non voglio intendere solo la figura del filosofo, anche se leggendo vari documenti ho potuto osservare che molto spesso si tende a far coincidere queste due “figure”. Sono sicuramente d’accordo con questa tesi nel momento in cui si indica con il termine “filosofo” qualcuno che pensa, che formula idee, che è coscienza critica, ma sono più propensa a vedere l’intellettuale in un ambito più ampio.

L’intellettuale impegnato è quello che “non sta nella torre eburnea, avulso dal contesto, che non si compromette con le vicende storiche… “. Per forza di cose, eventi così drammatici come la seconda guerra mondiale stimolano l’impegno e la presa di coscienza; in questi anni assistiamo infatti a un dibattito molto intenso sulle scelte degli intellettuali contro i totalitarismi a favore della libertà.

In Italia, ad esempio, è presente un intenso dibattito culturale che interessa anche alcune riviste del periodo, e mi è sembrato interessante entrare nel vivo di queste agitazioni ideologiche localizzando l’attenzione sulla polemica Togliatti-Vittorini. Anche in Francia ho riscontrato lo stesso clima, la stessa voglia di ricostruzione e ho scelto come autore più esemplificativo Albert Camus di cui ho approfondito in particolare il messaggio positivo che l’autore intende diffondere. Restando sempre in territorio francese, per l’ambito filosofico, ho preso in esame un intellettuale che nell’Europa occidentale è stato un modello di impegno, anche se abbastanza astratto e che, proprio per questo motivo, negli ultimi decenni ha fatto parecchio discutere. Come ultimo autore ho approfondito Orwell, che in realtà è considerato quasi un anticipatore delle idee che si andavano diffondendo in quegli anni. Ho poi allegato una scheda di analisi sul film “Ladri di biciclette” dei maestro De Sica, che mi ha permesso di capire a pieno quanto il Neorealismo rifletta il clima di impegno e ricostruzione nell’Italia dell’immediato dopoguerra.

Pubblicità
shares