L’impero sconfitto e il tramonto del paganesimo

L’impero sconfitto

e il tramonto del paganesimo

I persiani sconfissero e uccisero Giuliano e si appropriarono dell’Armenia. Infatti  le iniziali vittorie di Giuliano lo spinsero troppo oltre, e crearono i presupposti per una debolezza dell’impero a Oriente.

L’imperatore Valentiniano scelse come capitale Milano e non Roma, per la sua posizione strategica, e Milano rimase importantissima, fino al 402, quando fu scelta Ravenna al suo posto.

Valentiniano era cattolico, ma tollerante con i pagani.

Il suo successore Valente fu sconfitto ad Adrianopoli nel 378 dai visigoti, con i quali aveva stipulato un patto che non resse, a causa di alcuni episodi, come l’uccisione di alcuni goti, da parte di un ufficiale romano.

Qualche anno dopo, nel 382, con Teodosio,  imperatore d’Oriente, i Goti furono reintegrati nell’esercito, ma senza dover sottostare più a ufficiali romani. 

Nel 388 fino al 395, una volta morto l’imperatore d’occidente, Graziano, l’impero fu riunificato da Teodosio, che:

1.      Nel 380 emanò l’editto di Tessalonica, odierna Salonicco, con il quale le religione cattolica diventò religione di stato

2.      Nel 390 fece condannare a morte 7000 persone a Tessalonica, responsabili degli scontri nel corso dei quali morì un ufficiale goto, ma il Natale sempre del 390 chiese umilmente perdono al vescovo Ambrogio, ed ebbe da lui leucarestia, testimonianza dell’influenza dei vescovi e del fatto che l’imperatore doveva sottostare alla legge naturale e divina

3.      nel 391 convocò il Concilio di Costantinopoli (secondo concilio ecumenico dopo quello di Nicea del 325) in cui fu sconfessato l’arianesimo, che però, allontanato dall’impero, si diffuse poi tra goti e vandali

4.      nel 394 sconfisse Eugenio, un cristiano filopagano

5.      nel 395 morì e lasciò l’impero, ma diviso per sempre, tra Onorio (occidente) e Arcadio (oriente)