L’insurrezione della Britannia nel 61 d.C.

 

Tacito – Annales – XIV, 29-39

traduzione interlineare di Carlo Zacco

Tacito – Annales – XIV

29 – 39. L’insurrezione della Britannia nel 61 (fino al 35 tradotto, dal 36 solo testo latino)

[29]

Consulibus

Caesennio Paeto et Petronio Turpiliano

accepta

gravis clades

Durante il consolato

di Casennio Pero e Petronio Turpiliano

ricevemmo

una grave sconfitta

in Britannia;

in qua,

ut memoravi,

A. Didius legatus

neque retinuerat

nisi

parta

in Britannia;

dove,

come ricordai,

il legato Aulo Didio

non mantenne nulla

se non

le cose già acquisite

at Veranius

successor,

populatus

Siluras

modicis excursibus,

prohibitus est

e a Veranio

suo successore,

dopo aver saccheggiato

i Siluri

con piccole incursioni,

fu proibito

morte

quin proferret ultra

bellum,

magna fama

severitatis

dum vixit,

per morte sopraggiunta

di proseguire oltre

la guerra,

avendo avuto gr. fama

di rigidezza

finché visse,

manifestus ambitionis

supremis verbis

testamenti:

quippe,

multa adulatione in Neronem

ma manifestatosi ambizioso

nelle ultime parole

del suo testamento:

infatti,

dopo molte adulazioni a Nerone

addidit

subiecturum fuisse

ei

provinciam

si vixisset

biennio proximo.

aggiunse

che avrebbe assoggettato

per lui

la provincia

se avesse vissuto

per i successivi due anni.

Sed tum

obtinebat

Britannos

Paulinus Suetonius,

concertator

Corbulonis

scientia militiae

Ma allora

governava

la Britannia

Paolino Svetonio,

emulo

di Corbulone

per perizia militare

et rumore populi

qui sinit

neminem

sine aemulo,

cupiens

aequare,

e per le dicerie del popolo

che non ammette

nessuno

senza un rivale,

desideroso

di eguagliare,

domitis perduellibus,

decus

receptaeque Armeniae.

Igitur

parat

adgredi

insulam

domati i ribelli

l’onore

della conquista dell’Armenia.

Quindi

si prepara

ad invadere

l’isola

Monam

validam incolis

et receptaculum perfugarum,

que fabricatur

naves

alveo plano

di Mona

forte per la popolazione

e rifugio di profughi,

e costruisce

navi

a chiglia piatta

adversus

[fretum] breve et incertum

Sic pedes [transmisit];

equites

tramisere

secuti

per affrontare

il fondale basso e insidioso.

Trasporta così la fanteria;

i cavalieri

passarono

seguendoli

vado

aut adnantes equis

inter

altiores undas.

 

a guado

o nuotando sui cavalli

tra

le onde più alte.

 

[30]

Pro litore

stabat

acies

diversa,

densa armis virisque,

intercursantibus feminis

Sulla spiaggia

stava

lo schieramento

avversario,

fitto di armi e uomini,

con donne che vi si mescolavano

in modum Furiarum,

veste ferali,

crinibus disiectis,

praeferebant faces;

Druidaeque circum

a guisa di furie,

vestite a lutto,

scarmigliate,

e portavano fiaccole;

E i druidi intorno

fundentes

diras

preces

manibus sublatis

ad caelum;

adspectus

perculere

militem

emettendo

orrende

invocazioni

con le mani sollevate

al cielo;

la vista

colpì

l’esercito

novitate,

ut,

quasi haerentibus membris,

praeberent

immobile corpus

vulneribus.

per la sua novità,

al punto che,

con le membra come paralizzate,

offrivano

il corpo immobile

alle ferite.

Dein

cohortationibus ducis

et se ipsi stimulantes

ne pavescerent

agmen muliebre et fanaticum

Poi

con le esortazioni dei capi

e incoraggiandosi a vicenda

a non temere

una schiera di donne e invasati,

inferunt signa[1],

sternuntque

obvios

et involvunt

igni suo.

attaccano,

abbattono

chi gli si fa incontro

e li travolgono

con il loro stesso fuoco.

Posthac

impositum [est]

praesidium

victis

excisique [sunt]

luci

sacri

saevis

Dopo ciò

fu imposto

un presidio

ai vinti

e vennero abbattuti

i boschi

consacrati

alle loro barbare

superstitionibus:

nam

fas habebant[2]

adolere aras

cruore captivo

et consulere

deos

superstizioni:

infatti

stimavano lecito

bruciare sugli altari

il sangue dei prigionieri

e consultare

gli dei

hominum fibris.

Haec agenti Suetonio

nuntiatur

repentina defectio

provinciae.

dalle viscere umane.

Mentre Svetonio svolgeva queste cose

si annunciò

una rapida ribellione

della provincia

[31]

Rex Icenorum

Prasutagus,

clarus

longa opulentia,

scripserat

Caesarem heredem

 

Il Re degli Iceni

Prasutago,

famoso

per la lunga prosperità,

aveva designato

Cesare erede

duasque filias,

ratus

tali obsequio

regnumque

et domum suam

fore

procul

e le due figlie,

ritenendo

che con tale ossequio

il regno

e la sua casa

sarebbero stati

lontani

iniuria.

Quod

vertit

contra,

adeo ut

vastarentur

regnum

dagli attacchi.

Cosa che

gli si rivolse

contro,

al punto che

furono devastati

il regno dai centurioni

per centuriones,

domus per servos

velut

capta.

Iam primum

uxor eius

Boudicca

dai centurioni,

la casa dai servi

come fossero

bottino.

Come prima cosa

sua moglie

Boudicca

adfecta verberibus

et filiae

stupro violatae sunt;

Quique praecipui

Icenorum,

quasi

fu picchiata

e le figlie

furono violentate;

Tutti i più eminenti

tra gli Iceni,

come se

accepissent[3]

cunctam regionem muneri,

exuuntur

bonis avitis

et propinqui

regis

avessero ricevuto

tutta la regione in dono,

vengono spogliati

dei beni familiari

e i parenti

del re

habebantur

inter mancipia.

Qua contumelia

et metu graviorum,

quando

cesserant

 

venivano tenuti

come schiavi.

Per questo oltraggio

e per timore di peggiori,

poiché

erano ridotti

 

in formam provinciae,

rapiunt arma;

commotis ad rebellationem Trinovantibus,

et qui alii,

in condizione di provincia,

afferrano le armi;

dopo aver spinto a ribellione i Trinovanti,

e quant’altri,

nondum

fracti

servitio,

pepigerant

occultis coniurationibus

resumere libertatem

non ancora

piegati

in schiavitù,

avevano  giurato

con intese segrete

di riprendere la libertà

odio

acerrimo

in veteranos.

Quippe

deducti

recens

in coloniam Camulodunum

per odio

asperrimo

verso i veterani.

Infatti

stabilitisi

da poco

nella colonia di Camuloduno

pellebant

domibus,

exturbabant

agris,

appellando

captivos,

servos,

militibus

li scacciavano

dalle case,

li scacciavano

dai campi

chiamandoli

prigionieri,

servi,

mentre i soldati

foventibus

impotentiam

veteranorum

similitudine

vitae

et spe

eiusdem licentiae.

appoggiavano

la sfrenatezza

dei veterani

data l’affinità

di vita

e la speranza

della stessa licenza.

Ad hoc

templum constitutum

divo Cl’audio

adspiciebatur

quasi