Lomicidio di Agrippina

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Tacito – Annales – XIV, 1-13

traduzione interlineare di Carlo Zacco

Tacito – Annales – XIV

 

1 -13. Lomicidio di Agrippina

 

[1]

Consulibus

G. Vipstano C. Fonteio,

Nero

non distulit ultra

scelus

Durante il consolato

di Vipstano e di Fonteio,

Nerone

non rimandò più oltre

il crimine

 

diu meditatum,

coalita

audacia

vetustate

imperii

et in dies

a lungo meditato,

cresciuta in lui

larditezza

per la lunga durata

del suo potere

e sempre

 

flagrantior

amore Poppaeae.

Quae,

haud sperans

matrimonium sibi

et discidium

più ardente

di amore per Poppea.

Ella,

non sperando

nel matrimonio per sé

e nel divorzio

 

Octaviae

incolumi Agrippina,

crebris criminationibus,

(et aliquando

per facetias

da Ottavia

finché Agrippina era in vita,

con continue accuse,

(e talvolta

per scherzo

 

vocare pupillum)

incusare principem

qui,

obnoxius

iussis alienis

lo chiamava ‘bambinetto)

rimproverava il principe

il quale,

soggetto

a ordini estranei

 

non modo

indigeret

imperii

sed etiam libertatis.

Cur enim

differri

suas nuptias?

non solo

era privo

di potere

ma anche di libertà.

Perché dunque

differire

le proprie nozze?

 

scilicet

displicere

formam

et triumphales avos,

an fecunditatem

 

nientemeno

gli erano sgradite

la sua bellezza

e gli antenati trionfatori,

o la sua fecondità/ricchezza

 

 

et animum verum?

Timeri ne

saltem

uxor

aperiat

iniurias patrum,

 

e il suo animo sincero?

Si temeva che

come minimo

la moglie

svelasse

gli abusi dei senatori,

 

 

iram populi

adversus superbiam

avaritiamque matris.

Quod

si Agrippina

non posset ferre

lira del popolo

verso la superbia

e lavarizia della madre.

Che

se Agrippina

non poteva tollerare

 

nurum

nisi

infestam

fil’io,

redderetur ipsa

coniugio

Othonis:

un nuora

a meno che (non fosse)

ostile

al figlio,

che almeno la restituisse

inmatrimonio

a Ottone:

 

ituram

quoque

terrarum

ubi audiret

contumelias imperatoris

sarebbe andata

anche

(in qualunque parte) della terra

a sentire

le ingiurie rivolte all’imperatore

 

potius quam

viseret

immixta eius periculis.

 

Nemo prohibebat

haec

piuttosto che

vederle

coinvolta nei suoi stessi pericoli.

 

Nessuno impediva

queste cose

 

atque talia penetrantia

lacrimis et arte adulterae,

cunctis cupientibus

infringi

e così penetranti

attraverso le lacrime e labilità di amante,

poiché tutti desideravano

che fosse spezzato

 

potentiam matris,

et nullo credente

odia

filii

duratura

usque ad caedem eius

il potere della madre,

e nessuno credeva

che l’odio

del figlio

si sarebbe indurito

fino all’omicidio di lei.

 


 

[2]

Cluvius

tradit

Agrippinam,

ardore retinendae potentiae,

provectam

eo usque ut

Cluvio

racconta che

Agrippina,

per brama di trattenere il potere,

si sia spinta

fino al punto che

 

medio diei,

id temporis cum

Nero

incalesceret

per vinum et epulas,

se offerret

in pieno giorno,

in quel momento in cui

Nerone

incominciava a scaldarsi

per il vino e il cibo,

si offriva

 

saepius

temulento

comptam paratam in incesto;

que proximis iam adnotantibus

blanditias

et oscula

spesso

a lui ubriaco

preparata e pronta allincesto;

e che mentre i vicini già notavano

le carezze

e i baci

 

lasciva

praenuntias

flagitii,

Senecam,

contra

inlecebras

muliebris,

petivisse

lascivi

che annunciavano

lo scandalo,

Seneca,

contro

gli allettamenti

della donna,

abbia chiesto

 

subsidium a femina,

immissamque

libertam Acten,

quae,

anxia

simul

suo periculo

aiuto ad una ragazza,

e che abbia inviato

la liberta Atte,

che,

preoccupata

a un tempo

del suo pericolo

 

et infamia Neronis

deferret

incestum

esse

pervulgatum,

gloriante matre,

e per il disonore di Nerone

denunciasse

che l incesto

era

reso noto,

mentre la madre se ne gloriava,

 

nec

milites

toleraturos

imperium

principis

profani.

Fabius Rusticus

 

e che

i militari

non avrebbero tollerato

il potere

di un principe

scellerato.

Fabio Rustico (invece)

 

 

memorat

id

cupitum

non Agrippinae[1]

sed Neroni,

que disiectum[2]

ricorda

che ciò (avvenne)

per il desiderio

non di Agrippina

ma di nerone,

per lo scompiglio

 

astu

eiusdem libertae.

Sed

quoque ceteri auctores

prodidere

eadem

dovuto all’astuzia

della sua liberta.

Ma

anche tutti gli  altri autori

hanno reso note

le stesse cose

 

quae Cluvius (prodidit)

et fama

inclinat huc:

seu

Agrippina

concepit

che Cluvio (ha reso note)

e la fama

volge in questa direzione:

o (davvero)

Agrippina

formò (davvero)

 

animo

immanitatis

tantum,

seu

meditatio

libidinis

novae

nel suo animo

una bestialità

tanto grande,

o comunque

l’idea

di una passione

singolare

 

visa est credibil’ior

in ea;

quae,

puellaribus annis,

admiserat

stuprum

cum

sembrò alquanto credibile

in lei;

lei che,

in anni giovanili,

aveva commesso

adulterio

con

 

M. Lepido

spe dominationis,

(quae)

pari cupidine

provoluta

usque ad libita Pallantis[3],

Marco Lepido

per sete di potere,

lei che

per la stessa smania

si è abbassata

a compiere le voglie di Pallante

 

et,

exercita

ad omne

flagitium,

nuptiis

patrui

e,

esperta

in ogni

azione vergognosa,

alle nozze

con lo zio.

 

[3]

Igitur

Nero

vitare

congressus

secretos

eius;

abscedentem

in hortos

aut

Quindi

Nerone

evitava

incontri

appartati

con lei;

quando si ritirava

nei giardini

oppure

 

in agrum

Tusculanum vel Antiatem,

laudare

quod

capesseret

otium.

Postremo,

nelle ville

di Tuscolo o di Anzio,

lodava

il fatto che

si prendesse

un po di riposo.

Alla fine,

 

ratus

praegravem

ubicumque

haberetur,

constituit

interficere,

consultans

hactenus

ritenendola

un peso insopportabile

ovunque

si trovasse,

stabilì

di ucciderla,

riflettendo

solo

 

an

veneno,

ferro

vel qua alia

vi.

Placuitque

primo

venenum.

se (farlo)

col veleno,

con la spada

o con qualche altra

forma di violenza.

scelse

prima

il veleno.

 

Sed,

si daretur

inter

epulas

principis,

non poterat

referri

Ma,

le fosse stato somministrato

durante

il  pranzo

del principe,

(ciò) non avrebbe potuto

essere attribuito

 

ad casum:

tali

iam

exitio

Britannici;

et videbatur

arduum

temptare

ministros

al caso:

tale

(fu) già

la morte

di Britannico;

e sembrava

difficile

corrompere

i servi

 

mulieris,

intentae

adversus

insidias

usu scelerum;

atque

ipsa

della donna,

attenta com’era

rispetto

alle insidie

per l’abitudine ai delitti;

inoltre

ella stessa

 

praesumendo

remedia

munierat

corpus.

Nemo

reperiebat

avendo assunto preventivamente

degli antidoti

aveva reso immune

il suo corpo.

Nessuno

poi trovava

 

quonam modo

occultaretur

ferrum et caedes;

et

metuebat ne

quis

delectus

in che modo

si potessero occultare

spade e sangue;

e

temeva che

chi

fosse stato scelto

 

illi facinori

tanto

sperneret

iussa.

Ingenium

obtulit

libertus

per quel delitto

tanto grave

potesse

rifiutare gli ordini.

L’idea geniale

fu proposta

dal liberto

 

Anicetus,

praefectus

classi

apud Misenum

et educator

pueritiae

Neronis

ac invisus

Aniceto,

sovrintendente

alla nave

presso Misero

ed educatore

della fanciullezza

di Nerone

e in odio

 

Agrippinae

odiis

mutuis.

Ergo

docet

posse

componi,

navem

pars

ad Agrippina

di un odio

reciproco.

Quindi

spiega

come potesse

essere costruita,

una nave

parte

 

cuius,

soluta

per artem,

effunderet

in mari

ipso

ignaram:

nihil

tam

della quale,

liberata

mediante artifici,

lasciasse affondare

nel mare

stesso

lei ignara

nulla

è tanto

 

capax

fortuitorum

quam mare;

et si

intercepta sit

naufragio

quem

adeo iniquum

capace

di eventi fortuiti

come il mare;

e se

fosse portata via

da un naufragio,

chi è

così malizioso

 

ut adsignet

sceleri

quod

venti et fluctus

deliquerint?

principem

additurum

templum

da attribuire

a delitto

cio di cui

venti e flutti

sono colpevoli?

il principe

avrebbe aggiunto

un tempio

 

defunctae,

et aras

et cetera

ostentandae pietati.

dedicato alla morta,

e altari

e altre cose

per ostentare pietà.

 


 

[4]

Placuit

sollertia,

iuta

etiam

tempore

quando

frequentabat

dies festos

Andò a genio

la trovata,

favorita

anche

dalle circostanze

giacché

celebrava (N.)

la ricorrenza

 

Quinquatruum

apud

Baias.

Illuc

elicit

matrem,

dictitans

iracundias

dei Quinquatri

presso

Baia.

attira

la madre,

mentre andava dicendo

che le collere

 

parentium

ferendas

et animum

placandum

quo

efficeret

rumorem

dei genitori

sono da sopportare

e il loro animo

da placare

affinché

si producesse

l’opinione comune

 

reconciliationis

que Agrippina

acciperet,

facili

credulitate

feminarum

di una riconciliazione

e Agrippina

vi credesse,

grazie al la facile

credulità

delle donne

 

ad gaudia.

Excepit

manu

obvius

in litora

venientem dehinc

verso le buone notizie.

La prese

per mano

andando incontro

verso la spiaggia

a lei che veniva da lì

 

(nam adventabat Antio)

et complexu

ducitque Baulos.

Id est nomen

villae

(infatti veniva da Anzio per mare)

e dopo averla abbracciata

la porta a Bauli.

Quello è il nome

della villa

 

quae

adluitur

flexo mari

inter

promunturium

Misenum

et lacum Baianum.

che

è bagnata

da uninsenatura del mare

tra

il promontorio

Miseno

e il lago Baiano.

 

Navis

stabat

ornatior

inter alias,

tamquam quoque id

daretur

honori matris:

La nave

stava

più ornata

tra le altre,

come se anche questo segno

fosse dato

a onore della madre:

 

quippe

sueverat

vehi

remigio triremi

et classiariorum.

naturalmente Agrippina

era solita

essere trasportata

di un imbarcazione a tre remi

e di tipo militare.

 

Ac tum

erat invitata

ad epulas

ut

nox

adhiberetur

Approfittando delle circostanze

era stata invitata

a cena

in modo che

la notte

potesse servire

 

occultando facinori.

Constitit

satis

extitisse

proditorem,

et Agrippinam

ad avvolgere nel mistero il delitto.

Risultò poi

con certezza

che ci fu

un traditore,

e che Agrippina

 

auditis insidiis

ambiguam

[utrum] crederet an [non]

pervectam

Baias

messa al corrente del tranello tesole

incerta

se credere (o no)

si fece portare

 Baia

 

gestamine sellae.

Ibi

blandimentum

sublevavit metum:

excepta [est]

comiter

in lettiga.

le accoglienze affettuose

dissiparono il sospetto:

fu accolta

calorosamente

 

que collocata

super ipsum.

Iam

sermonibus

pluribus,

modo

familiaritate iuvenili

e collocata

nel posto donore.

E già

con discorsi

di ogni genere,

ora

con giovanile confidenza

 

et rursus adductus,

Nero,

quasi

consociaret

seria

tracto

ora sostenuto,

Nerone,

come se

volesse renderla partecipe

delle sue preoccupazioni

trascinato

 

in longum

convictu,

prosequitur

abeuntem

haerens

artius

alla lunga

il convivio,

la riaccompagna

mentre se ne va

restando attaccato

più strettamente (a lei)

 

oculis

et pectori

sive

explenda simulatione

seu

supremus

adspectus

matris

alla sua vista

e al petto

o

per perfezionare la commedia

o

l’ultima

vista

della madre

 

periturae

retinebat

animum

quamvis

ferum

condannata a morire

tratteneva

il suo animo

benché

spietato.

 

[5]

Dii

praebuere

noctem

inlustrem

sideribus

et quietam

mari

placido,

quasi

Gli dei

offrirono

una notte

splendida

per le stelle

e tranquilla

per il mare

calmo,

quasi

 

ad convincendum

scelus.

Nec navis

erat progressa

multum,

comitantibus

a voler dar prova

del delitto.

La nave non

si era ancora discostata

di molto (dal lido),

e accompagnavano

 

Agrippinam

duobus

e numero familiarium,

ex quis

Crepereius Gallus

adstabat

haud procul

Agrippina

due

dei suoi intimi,

dei quali

Crepeiro Gallo

stava in piedi

non lontano

 

gubernaculis,

Acerronia

reclinis

super pedes

cubitantis

memorabat

per gaudium

dal timone,

Acerronia

distesa

ai piedi

di Agrippina sdraiata

ricordava

con gioia

 

paenitentiam

filii

et gratiam

recuperatam

matris,

cum

dato signo

ruere

il pentimento

del figlio

e il favore

recuperato

dalla madre,

quando

al segnale stabilito

ecco crollare

 

tectum loci

multo grave

plumbo,

que Crepereius

pressus

et

exanimatus est

il soffitto della cabina

molto appesantito

col piombo,

e Crepeiro

schiacciato

e

morto

 

statim:

Agrippina et Acerronia

parietibus

lecti

eminentibus

ac forte validioribus

allistante

Agrippina e Acerronia

per le pareti

del letto

che sporgevano

e casualmente troppo robuste

 

quam ut cederent

oneri

protectae sunt.

Nec sequebatur

dissolutio

navigii

turbatis

per cedere

al peso

furono riparate.

E non seguì

la distruzione

della nave

sia per la confusione

 

omnibus,

et quod

plerique

ignari

impediebant

etiam

conscios.

Visum

generale,

sia perché

i più

alloscuro della cosa

erano dostacolo

anche

aicomplici.

Parve opportuno

 

dehinc

remigibus

inclinare

navem

in unum latus

atque ita

submergere;

sed neque

allora

ai marinai

inclinare

la nave

su di un fianco

e in questo modo

affondarla;

ma nemmeno

 

ipsis

[fuit] consensus

promptus

in rem

subitam,

et alii

nitentes contra

costoro

si misero d’accordo

prontamente

per una manovra

immediata,

ed anzi gli altri

opponendosi

 

dedere facultatem

iactūs

in mare

lenioris.

Verum Acerronia,

imprudentia,

dum

produssero l’effetto

di una caduta

in mare

più lieve.

Ma Acerronia

per sfrontatezza

mentre

 

clamitat

se esse

Agrippinam

utque subveniretur

matri principis,

conficitur

va gridanto

di essere

Agrippina

affinché si corresse in aiuto

alla madre del principe,

viene finita

 

contis

et remis

et telis

quae fors obtulerat

navalibus.

Agrippina

nando silens,

eoque

con pali

e remi

e arnesi

che il caso aveva

ai marinai.

Agrippina invece

nuotanto in silenzio

e perciò

                                

 

minus

agnita

(unum vulnus

tamen

excepit

umero),

deinde occursu

senza essere

riconosciuta

(una sola ferita

tuttavia

ricevette

sulla spalla),

e poi per l’intervento

 

lenunculorum

vecta

in lacum Lucrinum,

infertur

villae suae

di barche

trasportata

al lago Lucrinio,

viene condotta

alla sua villa

 

[6]

Illic

reputans

ideo

se accitam [esse]

fallacibus litteris

et habitam

riflettendo sul fatto che

per questo

era stata attirata

con falsi inviti

e ricevuta

 

praecipuo

honore;

quodque

navis iuxta

litus

non [fuit] acta

ventis,

con particolare

accoglienza;

e sul fatto che

la nave a due passi

dalla spiaggia

non fu sbattuta

dai venti,

 

non impulsa

saxis;

concidisset

sui

parte

summa

veluti

machinamentum

terrestre;

non urtò

contro  i sassi;

ma cadde

nella sua

parte

superiore

come

una costruzione

in terra;

 

observans

etiam

necem

Acerroniae,

simul

adspiciens

suum vulnus,

considerando

inoltre

la morte

di Acerronia,

e contemporaneamente

guardando

la propria ferita,

 

sensit

solum remedium

insidiarum

esse

si non intellegerentur;

misitque

libertum

comprese

che il solo rimedio

allinsidia

fosse

fingere di non essersene accorta;

e inviò

il liberto

 

Agermum

qui nuntiaret

fil’io

benignitate

deum

et eius

fortuna

Agermo

ad annunciare

a suo figlio

la benevolenza

degli dei

e che grazie alla sua

fortuna

 

[eam] evasisse

gravem casum;

[eam] orare

ut differret,

quamvis

exterritus

era scampata

a un mortale accidente;

che ella pregava

di rimandare,

benché

sconvolto

 

periculo

matris,

curam visendi;

ad praesens [tempus]

sibi [esse] opus

per il pericolo

corso dalla madre,

la premura di vederla;

che per il momento

ella aveva bisogno

 

quiete

atque

interim,

simulata securitate,

adhibet

medicamina

vulneri

et fomenta

di riposo.

e

nel frattempo,

simulando eccesso di zelo,

applica

medicine

alla ferita

e bende

 

corpori;

iubet

requiri

testamentum

Acerroniae

bonaque

obsignari,

al corpo;

ordina

che sia ricercato

il testamento

di Acerronia

e che i suoi beni

messi sotto sigillo

 

[agens] id tantum[4]

non per simulationem.

facendo solo questo

senza scopo di simulazione.

 

[7]

At Neroni

opperienti

nuntios

patrati

facinoris

adfertur

[Agrippinam] evasisse

Ma a Nerone

che attendeva

notizie

dellavvenuto

delitto

viene riportato

che era scampata

 

sauciam

levi

ictu

et adito discrimine

hactenus

auctor

ferita

di un lieve

colpo

e che era andata incontro al pericolo

quel tanto che bastasse

perché l’autore

 

ne dubitaretur.

Tum

exanimis

pavore

et obtestans

iam iamque

adfore

non fosse dubitato.

Allora

morto

di paura

e giurando

che da un momento all’altro

sarebbe stata

 

properam

vindictae,

sive

armaret

servitia

vel

accenderet

militem,

sive

pervaderet

smaniosa

di vendetta

o

armando

la servitù

oppure

sobillando

l’esercito,

o

appellandosi

 

ad senatum et populum,

obiciendo

naufragium

et vulnus

et amicos

interfectos:

quod

al senato e al popolo,

rivelando

il naufragio

e la ferita

e gli amici

uccisi:

che cosa

 

contra sibi

[fore] subsidium?

Nisi

Burrus et Seneca

[excogitarent]

quid,

quos [Nero]

per sé

sarebbe stato d’aiuto?

A meno che

Burro e Seneca

non escogitassero

qualcosa,

i quali

 

statim

acciverat,

incertum [est]

[utrum] experiens

an

et ante ignaros.

immediatamente

aveva fatto chiamare,

non si sa

se per metteri alla prova

o perché

già prima sapevano.

 

Igitur

longum

silentium

utriusque,

ne dissuaderent

inriti,

an credebant

Quindi

un lungo

silenzio

di entrambi,

per non dissuaderlo

inutilmente,

o perché credevano

 

descensum

eo ut,

nisi praeveniretur

Agrippina,

Neroni esset

pereundum.

che la cosa sarebbe precipitata

a tal punto che,

se non si precedeva

Agrippina,

Nerone era

spacciato.

 

Post

Seneca

[egit] promptius

hactenus

ut respiceret

Burrum

ac sciscitaretur

an esset

Poi

Seneca

agì più prontamente

fino al punto

di fissare

Burro

e cercare di sapere

se fosse

 

imperanda

militi

caedes.

Ille

respondit

praetorianos

obstrictos

toti domui

da ordinare

ai soldati

l’omicidio.

Quello

risponde

che i pretoriani

stretti com’erano

a tutta la casa

 

Caesarum

memoresque

Germanici,

nihil atrox

ausuros

adversus

eius progeniem:

di Cesare

e memori

di Germanico,

nulla di atroce

avrebbero osato

contro

la sua progenie:

 

Anicetus

perpetraret

promissa.

Qui

nihil cunctatus

poscit

Che fosse Aniceto

a portare a compimento

le promesse.

Il quale

senza esitazione

chiede per sé

 

summam sceleris.

Ad eam vocem

Nero

profitetur

illo die

sibi dari

l’intera esecuzione del delitto.

A quella parola

Nerone

dichiara

che solo in quel momento

gli si stava dando

 

imperium,

auctoremque

tanti muneris

libertum:

iret propere

duceretque

il potere,

e che l’autore

di un tale dono

era un semplice libero:

che andasse subito

e portasse con sé

 

promptissimos

ad iussa.

Ipse

audito

venisse

nuntium Agermum

la gente più adatta

ad obbedire.

Quanto a sé

avuta la notizia

che stava arrivando

il nunzio Agemo

 

missu

Agrippinae,

parat

ultro

scaenam

criminis,

que, dum perfert

mandata,

inviato

da Agrippina,

prepara

di sua iniziativa

la scena

di un delitto,

e, mentre espone

lambasciata,

 

abicit

gladium

inter

pedes

eius,

tum

quasi

deprehenso

iubet

inici

lancia

una spada

tra

i piedi

di lui,

quindi

come

colto sul fatto

ordina

che sia mandato

 

vincla,

ut confingeret

matrem

molitam [esse]

exitium

principis

et pudore

in carcere,

per fingere

che la madre

avesse tramato

la morte

del principe

e per la vergogna

 

sceleris

deprehensi

sumpsisse

sponte

mortem.

del delitto

scoperto

si fosse data

sponraneamente

la morte.

 

[8]

Interim,

vulgato

periculo

Agrippinae

(quasi

evenisset

casu),

Intanto,

diffusasi la notizia

del pericolo corso

da Agrippina

(come

se fosse accaduto

per caso),

 

ut

quisque

acceperat,

decurrere

ad litus.

Hi

scandere

molium

appena

ciscuno

lo venne a sapere,

si riversavano

alla spiaggia.

Alcuni

si arrampicavano

sul molo

 

obiectus,

hi

scaphas

proximas;

alii,

quantum

corpus

sinebat,

vadere in mare;

posto innanzi,

altri

sulle barche

vicine;

altri,

fin quando

il corpo

lo consentiva,

entravano in mare;

 

quidam

protendere

manus.

Omnis

ora

compleri

questibus,

votis,

cl’amore

certi altri

tendevano

le braccia.

Tutta

la spiaggia

era pina

di lamenti,

preghiere,

vociare confuso

 

rogitantium

diversa

aut respondentium

incerta;

ingens

multitudo

di quelli che andavano chiedendo

cose diverse

o che rispondevano

in modo vago;

grande

folla

 

adfluere

cum luminibus,

atque,

ubi

pernotuit

esse

incolumem

ut

ad gratandum

giungeva

con torce,

e,

quando

si accorse

che era

incolume,

come

a volersi rallegrare

 

sese expedire,

donec

deiecti sunt

adspectu

agminis

armati

et minitantis.

le si fece intorno,

finché

non furono scacciati

allapparire

si una schiera

armata

e minacciosa.

 

Anicetus

circumdat

villam

statione,

refractaque

ianua,

abripit

servorum obvios,

Aniceto

circonda

la villa

con una guarnigione,

e, sfondata

la porta,

spazza via

i servi che incontra,

 

donec

veniret

ad fores cubiculi;

pauci

cui adstabant,

ceteris

exterritis

finché

non giunge

alla porta della sua stanza;

pochi

vi erano davanti,

essendo tutti gli altri

sgominati

 

terrore

inrumpentium.

Cubiculo

inerat

lumen

modicum

et una

per il terrore

di quelli che irrompevano.

Nel cubicolo

cera

una luce

fioca

e una sola

 

ancillarum,

Agrippina

magis ac magis

anxia,

quod

nemo [veniret]

a fil’io

ac ne quidem

tra le ancelle,

Agrippina,

sempre più

ansiosa,

poiché

nessuno veniva

dal  figlio

e neppure

 

Agermus:

aliam

fore

faciem

rei laetae;

nunc

solitudinem

Agermo:

ma ben diverso

sarebbe stato

l’aspetto

di una buona notizia;

ora solo

il vuoto

 

ac strepitus

repentinos

et indicia

mali

extremi.

Abeunte dehinc

ancilla,

prolocuta

e frastuoni

improvvisi

e indizi

di un male

estremo.

Essendosene andata

lancella,

dopo aver detto

 

“tu quoque me deseris?”

respicit

Anicetum,

comitatum

trierarcho

Herculeio

et Obarito

«anche tu mi abbandoni?»

si volta verso

Aniceto,

accompagnato

dal trierarco

Herculeio

e Obarito

 

centurione

classiario:

ac [dixit] si

venisset

ad visendum,

nuntiaret

[se esse] refotam

centurione

di marina:

e disse che se

venivano

per farle visita,

riportassero pure

che si era riavuta

 

sin

patraturus

facinus,

nihil

se credere

[patratum]

de fil’io:

se invece

stavano per commettere

l’omicidio,

per nulla

lo credeva

compiuto

da parte del figlio:

 

non

imperatum

parricidium.

Percussores

circumsistunt

lectum,

et prior trierarchus

non

poteva aver ordinato

un matricidio.

I sicari

circondano

il letto,

e prima il trierarco

 

adflixit fusti

caput eius.

Iam

centurioni

destringenti

ferrum

in mortem

gli assestò una bastonata

sulla testa.

E già

al centurione

che brandiva

la spada

per ucciderla

 

protendens

uterum

exclamavit:

“ventrem feri”,

confecta est

multisque vulneribus.

protendendo

il grembo

gridò:

«colpisci il ventre!»,

e finì crivellata

di colpi.

 

[9]

Haec

produntur

consensu.

Nero

aspexeritne

matrem

exanimem

questi fatti

vengono tramandati

concordemente.

Che Nerone

abbia contemplato

la madre

esanime

 

et laudaverit

formam

eius

corporis,

sunt

qui tradiderint

sunt qui abnuant.

Est cremata

e abbia lodato

l’aspetto

del  suo

corpo,

vi sono

chi lo tramanda

e chi lo nega.

Fu cremata

 

eadem

nocte

lecto

convivali

et exequiis

vilibus;

neque dum Nero

potiebatur rerum,

quella stessa

notte

su un letto

da mensa

e con esequie

miserevoli;

Né finché Nerone

possedeva il potere

                                              

humus

[est] congesta

aut

clausa.

Mox

cura domesticorum

accepit

levem

tumulum,

terra

fu ammassata

o

recinta.

Più tardi

per cura dei domestici

ricevette

un piccolo

sepolcro

 

propter

viam

Miseni

et villam

Caesaris dictatoris,

quae editissima

prospectat

sinus

presso

la via

di Miseno

e la villa

di Cesare dittatore,

che elevatissima

guarda dall’alto

i colfi

 

subiectos.

Accenso

rogo

eius

libertus

cognomento

Mnester

transegit

se ipse

ferro,

sottostanti.

Acceso

il rogo

un suo

liberto

chiamato

Mnestro

trafisse

se stesso

col pugnale,

 

 

incertum [est]

caritate

in patronam

an metu

exitii.

Agrippina

multos

annos

non si sa

se per amore

verso la padrona

o per timore

di essere ucciso.

Agrippina

molti

anni

 

ante

crediderat

hunc

sui finem

contempseratque.

Nam

consulenti

super

Nerone

prima

credette a

questa

sua fine

ma non ne tenne conto.

Infatti

a un consulto

su

Nerone

 

Chaldaei

responderunt

fore ut

imperaret

que occideret

matrem;

atque illa:

i Caldei

avevano risposto

che sarebbe avvenuto

che egli regnasse

e uccidesse

la madre;

al che lei:

 

“occidat”

inquit,

“dum imperet.”

«mi uccida»

disse,

«purché regni».

 

[10]

Sed

demum

scelere

perfecto

magnitudo

eius

est intellecta

a Caesare.

Reliquo

Ma

soltanto

a misfatto

concluso

lenormità

di esso

fu compresa

da Cesare.

Per il resto

 

noctis,

modo

defixus

per silentium,

saepius

exsurgens

pavore

della notte,

ora

resta fisso

in silenzio,

più spesso

saltando dal letto

per la paura

 

et mentis inops

opperiebatur

lucem

tamquam

adlaturam

exitium.

Atque

e fuori di sé

attendeva

la luce

come se

dovesse portare

la sua  morte.

Ma

 

eum

firmavit

ad spem

prima

adulatio

centurionum

tribunorumque

auctore

gli

rafforzò

nella speranza

la prima

adulazione

dei centurioni

e dei tribuni

il cui autore

 

Burro,

prensantium

manum

gratantiumque,

quod

evasisset

discrimen improvisum

era Burro,

che gli stringevano

le mani

e si congratulavano,

poiché

era scampato

al pericolo  improvviso

 

et facinus matris.

Amici

dehinc

adire

templa,

et coepto exemplo

municipia

e al delitto della madre.

Gli amici

da allora inpoi

accorrevano

ai templi,

e sul loro esempio

e i municipi

 

proxima

Campaniae

testari

laetitiam

victimis

et legationibus:

ipse

vicini

della Campania

testimoniavano

la lotoletizia

con sacrifici

e delegazioni:

quanto a  lui

 

diversa

simulatione,

maestus

et quasi

infensus

suae

incolumitati

ac inlacrimans

con un altro tipo 

di finzione,

afflitto

e come

adirato

per la sua

incol’unità

e in lacrime

 

morti

parentis.

Ma poiché,

facies locorum

ut vultus

ita non mutantur

per la morta

della madre.

tamen quia,

l’aspetto dei luoghi

come fa il  volto

non muta così

 

hominum,

obversabaturque

adspectus gravis

illius maris

et litorum

(et erant qui

degli uomini,

e continuava a fissare

l’aspetto minaccioso

di quel mare

e delle coste

(cera chi

 

crederent

audiri

collibus editis

circum

sonitum

tubae

planctusque

tumulo

credeva

di sentire

dai colli elevati

intorno

il suono

di una tromba

e il pianto

dal sepolcro

 

matris)

concessit

Neapolim

que misit

litteras

ad senatum,

quarum

summa

erat

della madre)

si ritirò

a Napoli

e inviò

una lettera

al senato,

di cui

la sostanza

era

 

repertum [esse]

cum ferro

percussorem

Agermum,

ex libertis

intimis

Agrippinae,

era statoscoperto

con una spada,

che il sicario

Agermo,

uno dei liberti

intimi

di Agrippina,

 

et eam, conscientia,

luisse poenam

quasi paravisset

scelus.

e lei, per rimorso,

si era punita

come se avesse organizzato

limicidio.

 

[11]

Adiciebat

crimina

longius

repetita,

quod

speravisset

consortium

imperii;

Aggiungeva

altre colpe

a lungo

ricercate,

che cioè

si era ripromessa

di dividere

il potere con lui;

 

iuraturasque

cohortes

praetorias

in verba

feminae;

idemque

dedecus

senatus

di far giurare

le coorti

pretorie

nel nome

di una donna;

(infliggere)la stessa

onta

al senato

 

et populi,

ac, postquam

frustra habita sit[5],

infensa militi,

dissuasisset

donativum

e al popolo

e, dopo

essere rimasta delusa,

adirata coi soldati,

aveva dissuaso

da donativi

 

patribusque

et congiarium

plebi,

et struxisset

periculaque

viris

inlustribus.

ai senatori

ed elargizioni

alla plebe,

e macchinato

la rovina

per uomini

illustri.

 

Quanto

labore

suo

perpetratum [esse]

ne inrumperet

curiam,

ne daret

Con quanto

sforzo

da parte sua

aveva ottenuto

che lei non irrompesse

nella curia,

e che non desse

 

responsa

gentibus externis!

Insectatione

obliqua

transtulit

quoque

in matrem

cuncta flagitia

risposte

a genti straniere!

Con insinuazioni

subdole

riversò

anche

nella madre

tutte le infamie

 

eius

dominationis,

[idest] temporum

Claudianorum;

referens

exstinctam

fortuna

di quel

governo,

cioè dei tempi

di Claudio;

dicendo

che la sua  morte

costituiva una fortuna

 

publica.

Namque

narrabat

et naufragium:

quis

inveniretur

adeo hebes

ut crederet

per lo stato.

E infatti

narrava

anche il naufragio:

ma chi

si trova

di tanto stupido

da credere

 

quod

fuisse

fortuitum?

aut

a muliere,

naufraga

missum [esse]

cum telo

che ciò

fosse

un incidente?

o che

da una donna,

benché naufraga,

sia stato inviato

con unarma

 

unum,

qui perfringeret

cohortes

et classes

imperatoris?

Ergo

non

iam Nero,

un unico uomo

a travolgere

le coorti

e le flotte

dell’imperatore?

Il risultato fu che

non

già su Nero,

 

cuius

immanitas

anteibat

questus

omnium,

sed Seneca

erat

rumore adverso[6]

quod

la cui

mostruosità

superava

lo sdegno

di tutti,

ma Seneca

era

divenuto impopolare

poiché

 

scripsisset,

oratione tali,

confessionem.

aveva scritto,

con tale discorso,

lammisisone (del delitto).

 

[12]

Tamen,

certamine

miro

procerum,

decernuntur

supplicationes

apud omnia

pulvinaria,

Eppure,

con gara

singolare

tra i nobili,

vengono decise

cerimonie

presso tutti

i templi,

 

utque

celebrarentur

ludis annuis

Quinquatrus,

quibus

essent apertae

insidiae,

e per

celebrare

in feste annuali

le Quinquatrie,

durante le quali

fu scoperto

il complotto,

 

statuerentur

simulacrum

aureum

Minervae

in curia

et, iuxta,

imago principis,

per collocare

una statua

aurea

di Minerva

nella curia

e, accando ad essa,

leffigie del principe

 

dies natalis

Agrippinae

esset

inter nefastos

Thrasea Paetus,

solitus

transmittere

perché i natali

di Agrippina

fossero

annoverati tra i nefasti.

Trasea Peto,

solito

passare

 

silentio

vel brevi adsensu

priores adulationes,

tum

exiit

senatu,

ac

fecit

sotto silenzio

o con rapido assenso

le precedenti adulazioni,

quella volta

uscì

dal senato,

ma

creò

 

causam

periculi

sibi,

non praebuit

initium

libertatis

ceteris.

Intercessere

quoque

piuttosto motivo

di pericolo

per sé,

e non diede

spunto

di libertà

agli altri.

Accaddero

anche

 

prodigia

crebra

et inrita:

mulier

enixa [est]

anguem,

et alia

prodigi

numerosi

quanto senza effetto:

una donna

partorì

un serpente,

un’altra

 

exanimata [est]

fulmine

in concubitu mariti;

iam sol

obscuratus [est]

repente

rimase uccisa

da un fulmine

mentre giaceva col marito;

poi il sole

si oscurò

all’improvviso

 

 

et quattuordecim

regiones

urbis

tactae [sunt]

de caelo.

Quae

eveniebant

adeo

e i quattordici

quartieri

della città

furono oscurati

dal cielo.

Queste cose

avvenivano

con talmente

 

sine

cura

deum

ut multos

annos

postea

Nero

continuaverit

imperium

poca

attenzione

da parte degli dei

che per molti

anni

a seguire

Nerone

continuò

il potere

 

et scelera;

ceterum,

quo gravaret

invidiam

matris

que testificaretur,

ea demota,

e i delitti;

inoltre,

per aggravare

l’odio

verso la madre

e testimoniare,

rimossa che fu,

 

suam

lenitatem

auctam,

reddidit

feminas inlustres,

Iuniam et Calpurniam,

che la propria

clemenza

era aumentata,

restituì

due nobildonne,

Iunia e Calpurnia,

 

praetura functos,

Valerium Capitonem et Licinium Gabolum,

sedibus patriis

olim

e due ex pretori,

Valerio Capitone e Licinio Gabolo,

alle rispettive città natali

dalle quali un tempo

 

pulsos

ab Agrippina.

permisit

etiam

reportari

cineres

Lolliae Paulinae

furono cacciati

da agrippina.

permise

anche

che si riportassero

le ceneri

di Lollia Paulina

 

exstrŭi

sepulcrumque;

que Iturium et Calvisium,

quos

ipse

nuper

relegaverat,

e si costruisse

un sepolcro;

e a Iturio e Calvisio,

che

esgli stesso

poco prima

aveva confinato,

 

exsolvit

poena.

Nam

Silana[7]

erat functa fato

Tarentum

regressa

ab exil’io

longinquo

condonò

la pena.

Infatti

Silana

era morta

a Taranto

al ritorno

da un esilio

lontano

 

Agrippina,

cuius

inimicitiis

conciderat,

iam labante[8],

vel tamen

mitigata.

quando Agrippina,

nella cui

ostilità

era caduta,

era già vacillante

o quantomeno

indebolita.

 

[13]

Tamen

cunctari

in oppidis

Campaniae,

anxius

quonam

modo

Nerone intanto

si tratteneva

nelle città

Campane,

ansioso (di sapere)

in che

modo

 

ingrederetur

urbem,

an reperiret

obsequium

senatus

an studia

plebis.

Contra

potesse entrare

in città,

se avrebbe trovato

lossequio

del senato

o la devozione

della plebe.

Di contro

 

quisque deterrimus,

quorum

alia regia

non extitit

fecundior,

disserunt

nomen

tutti i peggiori,

dei quali

un’altra reggia

non prolifera

più in abbondanza,

gli dicevano

che il nome

 

Agrippinae

invisum

et favorem

populi

accensum

morte

eius:

iret

di Agrippina

era odiato

e il consenso

del popolo

era aumentato

dalla morte

di lei:

andasse dunque

 

intrepidus

et experiretur

coram

venerationem

sui.

Simul

exposcunt

senza timore

e provasse

personalmente

la venerazione

verso di lui.

E intanto

chiedono

 

praegredi,

et inveniunt

promptiora

quam

promiserant:

di poterlo precedere,

ma trovano

(accoglienze) più entusiastiche

di quelle che

avevano promesso:

 

tribus

obvias,

senatum

cultu festo,

agmina

coniugum ac liberorum

disposita

i tribuni

che gli si fanno incontro,

il senato

in abiti da festa,

schiere

di donne e ragazzi

disposte

 

per sexum et aetatem,

gradus spectaculorum

exstructos

qua incederet,

quo modo visuntur triumphi.

per sesso ed età,

tribune degli spettacoli

costruite

per le quali passare,

come per i trionfi.

 

Hinc,

superbus

ac victor

publici servitii,

adiit

Capitolium,

exsolvit grates,

Da lì,

superbo

e vincitore

del pubblico servilismo,

andò

in Campidoglio,

rese grazie agli dei,

 

seque

effudit

in omnes libidines,

quas,

male coercitas

qualiscumque

e si

riversò completamente

in ogni genere di voglie,

le quali,

a stento represse

per una qualunque

 

reverentia

matris,

tardaverat.

forma di rispetto

per la madre,

aveva in qualche modo trattenuto

 

note:


[1] Genitivo soggettivo: Agrippina  prova desiderio

[2] Genitivo soggettivo:  la liberta getta scompiglio

[3] Liberto di Claudio

[4] L’unica cosa che fa con sincerità è rubare i beni di Acerronia morta.

[5] frustra habere aliquem = ingannare qualcuno; pass: frustra haberi = rimanere delusi.

[6] Adverso rumore essere: essere impopolare (esse + Abl che denota qualità estranea al soggetto)

[7] Iturio e Calvisio erano clienti di Silana

[8] da labor

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