L’esistenzialismo dello scrivere in musica – di Laura Alberico

 

Due cantautori, due vite, due storie. In una Italia frammentata e ancora senza governo le idee della musica sembrano raccogliere i frutti di una stagione anomala. Chi non ha mai cantato almeno una volta nella vita le canzoni di Jannacci e Califano? Origini diverse ma stesso desiderio di raccontare la storia della vita, nelle periferie delle grandi città dove le persone semplici sono malate di solitudine, noia e amore, sentimenti veri che parlano sulle righe di un pentagramma immaginario. Abbiamo imparato a capire il senso delle parole, graffiti dell’era moderna che sembrano pennellate di colore nel grigio della nebbia onnipresente, negli incontri di amori senza un domani, lettere e immagini di un tempo che vive dentro e fuori di noi e si rinnova sempre nella metamorfosi delle emozioni e dei sentimenti. Parole e musica che avvicinano due mondi diversi, interpreti della stessa realtà che li ha visti principi o califfi sul palcoscenico della notorietà, uomini cantastorie della vita per un ultimo e indimenticabile concerto.

” Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore….vengo anch’io”
” Ho una chitarra per amica e con voce malandata canto e suono la mia libertà”

Laura Alberico