L’insegnante che osserva i suoi alunni

è importante che un insegnante osservi i suoi alunni durante la mattinata.

Un docente, relativamente all’osservazione, può scegliere:

  1. un momento della giornata scolastica (ad esempio l’intervallo, oppure il laboratorio, il lavoro di gruppo, ecc…)
  2. un evento che si ripete, registrando in quali circostanze si verifica quell’evento. Ovviamente se si tratta si un evento negativo (esempio, quando quel ragazzo urla) farò in modo che non si verifichino più quelle circostanze che hanno favorito quell’evento, mentre se si tratta di un evento positivo, come la dimostrazione di una competenza.
  3. il diario, cioè segno tutto quello che mi colpisce, in modo non ordinato

Le modalità sono differenti, e occorre verificare quale è quella giusta nel contesto.

Riesco ad osservare solo se sono attento, e se riesco ad escludere dalla  osservazione i miei pregiudizi.

L’osservazione chiede di essere messa per iscritto, altrimenti, con il tempo, ciò che è stato visto lo si perde, se non viene registrato.

Quando osservo, devo mettere per iscritto quello che vedo, non devo trarre le conclusioni, cioè non devo giudicare.

Ad esempio, devo scrivere: “dorme in classe”, non “è annoiato dalla lezione”, perché potrebbe dormire in classe a causa di un altro motivo, (ad esempio una medicina, o una nottata insonne).