La didattica interdisciplinare in funzione dell’orientamento – di Laura Alberico

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L’orientamento è un progetto di vita   che necessita di flessibilità e competenza, strumenti di indagine conoscitiva  che non sono definiti a priori né si esauriscono nell’arco di un periodo, esse  vengono continuamente modellate nel percorso educativo e rappresentano il contenuto di valore dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica.


Fin dai primi anni della scuola primaria si utilizzano nella didattica le attività sensoriali capaci di sviluppare l’evoluzione del pensiero seguendo la crescita psicofisica del bambino. In questo periodo l’ambiente rappresenta un serbatoio  di informazioni e di stimoli che alimentano la creatività e la conoscenza, entrambe le pietre miliari del processo di apprendimento. Nella scuola secondaria di primo grado, che ha come caratteristiche costitutive la funzione formativa e orientativa della didattica, si gettano le basi per l’organizzazione strutturata delle conoscenze, si insiste sul metodo di lavoro come strumento indispensabile per l’acquisizione di conoscenze significative e permanenti. Gli obiettivi, i metodi, i contenuti e la valutazione rappresentano i vertici di un quadrilatero, nuclei interdipendenti e non sequenziali perché sono tutti correlati ed egualmente importanti per garantire l’efficacia dell’insegnamento-apprendimento. Nel corso degli anni, con le varie  riforme istituzionali ministeriali, l’asse portante della didattica si è incentrato sull’alunno e sul suo processo di apprendimento, sulla individualizzazione e personalizzazione del percorso didattico. Non più un trasferimento meccanico di conoscenze e informazioni ex cattedra ma una rivalutata considerazione delle reali attitudini e potenzialità individuali su cui fare leva e orientare il processo formativo, adattando, di volta in volta, le strategie adeguate, gli strumenti e i mezzi per la rilevazione delle conoscenze, abilità e competenze. Proprio su questi termini ( conoscenze, abilità e competenze) la scuola secondaria di primo grado svolge la sua funzione di orientamento e di formazione. La parola “educazione” spesso usata e abusata in vari contesti, diventa un ventaglio di percorsi formativi su base progettuale. Per questo motivo si parla di educazioni ( educazione alla convivenza civile, educazione ambientale, educazione alla cittadinanza, ecc.) e di certificazione di competenze al traguardo del triennio. Le unità di apprendimento rappresentano dei “contenitori” nei quali convergono i diversi obiettivi disciplinari che hanno la finalità di potenziare e integrare le conoscenze acquisite dagli alunni nel corso degli studi. La interdisciplinarità con gli obiettivi formativi trasversali  costituisce la “trama”  progettuale in cui  le materie di studio non sono più dei contenitori stagni ma una rete di relazioni tematiche in cui si sviluppano concetti e metodi di ricerca-azione per  il raggiungimento degli obiettivi comuni a tutte le discipline. Il metodo di insegnamento si basa essenzialmente su tre livelli significativi: la motivazione, l’ informazione e la ricerca. E’ chiaro come l’alunno debba essere prima di tutto motivato ad apprendere, per questo motivo si cerca di stimolare la naturale curiosità e interesse proponendo attività di scoperta del mondo circostante con riferimento all’esperienza personale di ognuno. Con l’informazione l’insegnante contribuisce ad indirizzare e integrare le conoscenze già possedute dagli alunni, egli può essere considerato un “mediatore” e un “facilitatore” del processo formativo. La fase della ricerca rappresenta una sintesi e una rielaborazione finale  in cui l’alunno dimostra il livello di comprensione ed uso del linguaggio specifico, l’uso adeguato degli strumenti specifici di ogni disciplina ed anche gli aspetti metacognitivi del suo studio ( impegno, partecipazione, interesse, disponibilità al dialogo  educativo). La scuola secondaria di primo grado non ha funzioni selettive come quella di secondo grado, essa costituisce un ponte tra due ordini di studi e come tale rappresenta un passaggio molto importante ma estremamente delicato perché gli alunni sono in piena fase adolescenziale e quindi manifestano apertamente le dinamiche psicologiche  interiori caratteristiche  di questo periodo critico in cui c’è la ricerca  della propria identità. L’attenzione a questo particolare periodo della crescita fa sì che non si possa parlare solo e soltanto di preparazione culturale ma di predisposizione o atteggiamento verso le scelte necessarie al termine del triennio. Possiamo considerare questo percorso un periodo di definizione e “aggiustamento” degli obiettivi a breve termine ( scelta della scuola superiore) ma anche di uno sguardo più consapevole al futuro con le sue problematiche sociali, economiche e organizzative. La didattica interdisciplinare può essere una offerta formativa adeguata ed efficace  se non costituisce un banco di prova sulla quantità delle conoscenze acquisite dagli alunni ma un ventaglio  di opportunità per sviluppare il senso critico, la conoscenza di sé, dei propri limiti e potenzialità in funzione delle scelte future e quindi dell’orientamento.

Laura Alberico
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