La formazione per esercitare la tanatoestetica

Come si diventa tanatoesteta? Prima di affrontare il come, cerchiamo di capire il cosa, dal momento che, sebbene sia ormai praticata da anni, nel nostro paese questa professioni risulta sconosciuta a molti.

Cos’è la tanatoestetica. La parola tanatoestetica deriva dalla combinazione di due parole greche: thanatos, ovvero morte e aisthesis che può essere tradotto come “percezione attraverso i sensi”. Da questa espressione di carattere filosofico deriva poi l’¢espressione comune che richiama il concetto di pratica della cosmesi e della cura del corpo.

La tanatoestetica è una branca della tanatoprassi che può essere definita come è “l’insieme delle cure rivolte e del trattamento estetico delle salme prima delle esequie“. La tanatoestetica si occupa nello specifico della cura dell’¢aspetto estetico del defunto (Wikipedia, voce tanatoprassi).

La professione del tanatoesteta

Quindi all’¢interno della parola tanatoestetica sono comprese le varie pratiche che si utilizzano per rendere il pi๠piacevole possibile l’¢aspetto estetico di una persona defunta e comprendono sia il maquillage specifico, un’¢eventuale ricostruzione e la vestizione. Lo scopo è quello di curarne viso, mani e parti esposte in modo che trasmetta la sensazione di una persona viva che sta dormendo.

La professione di tanatoestetica si prefigge lo scopo onorevole di aiutare la famiglia e gli amici del defunto ad avere un ultimo ricordo molto simile a quando era in vita. Questo è molto importante soprattutto quando una lunga malattia o un incidente hanno deturpato in modo forte l’aspetto del loro caro.

Quella del tanatoesteta è una figura professionale molto richiesta, soprattutto nelle grandi città  come testimoniano vari titolari di agenzie di onoranze funebri a Roma. Una buona formazione è fondamentale insieme ad alcune doti personali di base, perché l’¢opera che si ha davanti può essere complessa: il defunto, infatti, non deve trasmettere l’¢idea di essere truccato, ma semplicemente quella di una persona tranquilla che dorme.

Non è semplice essere abili in questa che potremmo definire una vera e propria arte che può presentare anche notevoli difficoltà  dal momento che potrebbe essere necessario ricostruire una o pi๠zone del volto o di altre zone esposte della persona. La sensibilità , un’¢ottima preparazione e tanta applicazione possono portare chi desidera eccellere ad essere un ottimo professionista.

Quali caratteristiche deve possedere un tanatoesteta

L’¢esercizio di questa professione richiede un carattere molto tranquillo, equilibrato ed empatico. Occorre essere rispettosi e curare al massimo i dettagli. Il contatto diretto con la famiglia e gli amici del defunto può mettere a dura prova una persona troppo sensibile, ma d’¢altro canto occorre saper comprendere ed eventualmente scusare possibili comportamenti motivati dalla sofferenza senza mai mancare di rispetto alle persone vicine al defunto.

Nell’¢attività  formativa viene prestata per questo motivo una particolare attenzione agli aspetti psicologici della professione che richiede da un lato partecipazione e dall’¢altra un equilibrio notevole per non lasciarsi trasportare dalla sofferenza altrui.

Esistono corsi di formazione per la professione di tanatoestetica?

Certamente, alcuni dei quali di ottima qualità . Una buona formazione deve tenere conto dei vari aspetti dell’¢attività  che si andrà  a svolgere: aspetti tecnici, senz’altro, ma senza dimenticare quelli psicologici e deontologici della professione. 

Una buona formazione dovrà  prevedere sia una parte teorica che una sezione pratica e verterà  sui seguenti temi:

  • Conoscenza dei fondamenti dell’¢anatomia e fisiologia: il tanatoesteta non è un medico, ma deve conoscere i processi fisiologici successivi alla morte per poter riconoscere e rimediare alle possibili alterazioni del corpo dopo la morte cosଠda comprendere come comportarsi in ogni diversa situazione;
  • Studio delle tecniche per il trattamento estetico di una persona defunta, che sono molto diverse da quelle di una persona in vita e richiedono alcune operazioni preventive e una particolare attenzione nell’¢applicazione dei prodotti;
  • Conoscenza approfondita anche con cenni di base alla chimica dei prodotti specifici che verranno utilizzati;
  • Conoscenza degli strumenti e dei materiali che verranno utilizzati nell’¢esercizio della professione;
  • Studio della normativa sulla sicurezza sul lavoro e della sua applicazione al campo specifico della tanatoestetica. La professione richiede massima attenzione nel corretto uso dei dispositivi di protezione individuale, dato che porta con sé un alto rischio che deriva dall’¢uso di prodotti potenzialmente pericolosi e la vicinanza con un corpo morto che potrebbe essere veicolo potenziale di malattie;
  • Studio del protocollo da seguire per la prevenzione dei contagi;
  • Analisi delle procedure da seguire per l’¢eliminazione dei rifiuti biologici;
  • Valutazione degli aspetti psicologici e deontologici della professione;
  • Sezione pratica in una agenzia funebre.

Per approfondire ogni aspetto della tanatoprassi è possibile visitare il sito dell’Assotan, Associazione Italiana Tanatoprassi.