LA NASCITA DI UNA CULTURA EUROPEA: LE ARTI E IL PENSIERO DAL XII° AL XIII° SECOLO

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Il progetto di attività didattica proposto è stato strutturato in modulo per permettere sia una visione, seppure sintetica, delle varie fasi della programmazione, sia perché il modulo per sua definizione è estensibile o riducibile in funzione del contesto in cui si realizza, permettendo lattuazione in tutto o in parte dell’attività progettata senza perdere la sua funzione formativa e curricolare.

Il presente lavoro è stato realizzato con gli strumenti di Office Word, Powerpoint e Front page

Tempi di attuazione così suddivisi:

·        Unora progettazione struttura (dal P.O.F. all’unità didattica);

·        Tre ore ricerca materiale (Web, testi);

·        Unora stesura elaborato.

Tempi di attuazione per il Modulo disciplinare:

·        Due ore progettazione e strutturazione contenuti;

·        Quattro ore ricerca e documentazione (Web, testi);

·        Due ore stesura e montaggio elaborato ed ipertesto.

 

 

MODULO PLURIDISCIPLINARE per UNA classe TERZA LICEO SCIENTIFICO INDIRIZZO LINGUISTICO

LA NASCITA DI UNA CULTURA EUROPEA: LE ARTI E IL PENSIERO DAL XII° AL XIII° SECOLO

Marino Beltramini

Premessa

Il modulo relativo all’arte e la cultura gotica va inquadrato nel Piano dell’offerta formativa curricolare dell’Istituto: infatti, gli obiettivi formativi da perseguire tramite la trattazione dei diversi moduli in cui si articola la programmazione devono coniugarsi con gli obiettivi formativi generali indicati nel POF e deliberati dal Collegio dei docenti.

A titolo di esempio si ipotizzi che nel POF sia stata prevista, tra le finalità dell’Istituto, quella di far conseguire all’al’unno conoscenze, competenze e capacità specifiche, offrendo, tramite l’azione educativa, strumenti culturali atti a formare una persona positivamente orientata e capace di partecipare consapevolmente alla vita sociale.   

In sede di programmazione annuale delle attività, il Consiglio di classe, tenendo conto di tale finalità generale, definirà in maniera articolata gli obiettivi didattici trasversali dei moduli, riferiti alla specificità della singola classe. Ad esempio, potrà individuare i seguenti obiettivi:

·        valenza formativa della lingua e uso del linguaggio specifico delle discipline;

·        far acquisire sicure competenze linguistiche orali e scritte;

·        partecipazione costante e qualificata alle attività didattiche;

·        impegno produttivo e costante;

·        perfezionare le abilità di studio per la costruzione di una metodologia della ricerca;

·        sviluppare un sapere unitario e multidisciplinare;

·        sviluppare la cultura di team, abituando lo studente al lavoro di gruppo.

Nel Piano di lavoro del docente dovranno poi comparire, accanto agli obiettivi trasversali, gli obiettivi didattici disciplinari.

Come risulterà dalle indicazioni del piano di lavoro annuale, le finalità dell’insegnamento della Storia dell’arte consisteranno: “nel fornire la conoscenza del ruolo e del significato della produzione artistica nella contemporaneità e nel passato. Le opere d’arte sono studiate come testimonianze storiche e come mezzo per capire la molteplicità dei messaggi visivi contemporanei. Nello sviluppare la consapevolezza negli allievi del valore del patrimonio storico – artistico come thesauro di memoria”

Per quanto riguarda la classe terza, la programmazione curricolare, con diversi gradi di approfondimento in relazione al tipo di classe, prevede di raggiungere i seguenti obiettivi disciplinari in termini di:

Conoscenze:

·        del contesto storico – culturale entro cui si forma e si esprime l’opera d’arte (avvenimenti, movimenti, correnti, tendenze culturali);

·        dei temi, soggetti, generi della raffigurazione (tipologie iconografiche);

·        degli elementi espressivi del linguaggio artistico del singolo autore o di scuole e contenuti (metodi compositivi);

·        delle tecniche di realizzazione delle opere.

Competenze:

·        sapere individuare le coordinate storico – culturali del processo artistico;

·        saper riconoscere le particolarità degli elementi espressivi utilizzati dagli artisti;

·        compiere l’analisi e la lettura complessiva dell’opera d’arte (periodo, autore, committente, destinazione, tema, linguaggio, tecniche);

·        usare in maniera adeguata l’espressione linguistica e terminologica propria della materia;

·        saper cogliere i legami del processo artistico con altri ambiti disciplinari, poiché nell’opera d’arte confluiscono aspetti e componenti di diversi saperi (umanistico, scientifico, tecnologico).

Capacità:

·      di comprendere il processo di convergenza nel prodotto artistico di fattori storici, culturali, estetici;

·      di cogliere nell’opera d’arte i legami tra la tradizione del passato e la cultura contemporanea;

·      di creare i collegamenti e le analogie tra movimenti, artisti, opere;

·      saper fare una sintesi delle conoscenze in una trattazione pertinente e chiara di risposta ai quesiti formulati durante le verifiche;

·      di approfondimento personale dei contenuti.

Contestualizzazione dell’intervento:

La classe è composta di venti alunni provenienti in buona parte da comuni limitrofi la sede dellistituto, non sono presenti alunni portatori di handicap. Il livello cognitivo è mediamente discreto, i processi attenzionali risultano generalmente di tipo ricettivo, il profitto espresso è più che sufficiente e limpegno abbastanza continuo.

Gli obiettivi del modulo proposto possono pertanto essere così sintetizzati:

·        conoscenza degli elementi caratterizzanti l’arte e la cultura gotica;

·        individuazione delle coordinate storico – culturali del periodo;

·        capacità di analizzare un’opera gotica, individuandone gli elementi significativi, le analogie e le differenze con i periodi precedenti;

·        saper cogliere i legami tra la prassi artistica del gotico e la cultura del tempo, anche in relazione ad altri ambiti disciplinari;

·        sviluppare l’attitudine a lavorare in gruppo;

·        sviluppare la metodologia della ricerca finalizzata alla elaborazione di un prodotto.

In sintesi:

Obiettivi formativi generali è Collegio dei docenti (POF)

ê

Obiettivi didattici trasversali Consiglio di classe

ê

Obiettivi didattici disciplinari è Docente di Storia dell’arte

ê

Obiettivi didattici del modulo è Docenti di Storia, Lettere, Filosofia, Storia dell’arte, Francese

Pre-requisiti: conoscenza dell’arte e della storia dei periodi precedenti (arte classica, paleocristiana, romanica), conoscenze linguistiche di base.

Collegamenti interdisciplinari: Lettere, Storia, Filosofia, Francese.


 

La tavola di programmazione del modulo è articolata in sette unità didattiche:

U.D. 1 – Aspetti generali del mondo gotico e l’origine del gotico nellIle de France

U.D. 2 –La pittura e la scultura gotica.

U.D. 3 – La mediazione del gotico italiano.

U.D. 4 – Il pensiero filosofico nel XII° e XIII° secolo in Europa.

U.D. 5. – Gli eventi storici e la loro periodizzazione dal XII° al XIII° secolo in Europa.

U.D. 6. –La langue doc et d’oil i poemi troubadorici in Francia.

U.D. 7. –La letteratura del XII° e XII° secolo in Italia.

U.D.

Conoscenze

Competenze

Capacità

U.D. 1

·         Gli orientamenti storico – culturali del periodo

·         Gli elementi essenziali dell’arte gotica

·         Le caratteristiche dellarchitettura gotica francese

·         Gli esempi più significativi dellarchitettura religiosa nellIle de France

 

·         Sapere individuare le cause che hanno portato all’evoluzione dal Romanico al Gotico

·         Sapere Identificare le tecniche e le tematiche principali nellarchitettura religiosa francese del XII° – XIII° sec.

·         Confrontare fra loro le diverse esperienze costruttive del Romanico e del Gotico

 

·         Analizzare gli aspetti comuni e le divergenze con l’arte romanica

·         Analizzare un esempio di chiesa gotica francese

·         Sapere organizzare e produrre un ipertesto sul tema trattato

 

U.D. 2

·         Esempi significativi di pittura e scultura italiana del periodo

·         Le caratteristiche essenziali dell’arte figurativa del periodo

·         Sapere individuare le tecniche, la collocazione e l’apparato iconografico degli esempi proposti di pittura e di scultura italiana del XII° – XIII° sec.

·         Analizzare un testo pittorico o scultoreo tra quelli proposti

·         Sapere organizzare e produrre un ipertesto sul tema trattato

 

U.D. 3

·         Le caratteristiche dellarchitettura gotica italiana nell’Italia centrale e settentrionale

·         Gli esempi più significativi di architettura religiosa e civile in Italia del XII° sec.

·         Sapere Identificare le tecniche e le tematiche principali nellarchitettura religiosa italiana del XII° – XIII° sec.

·         Confrontare fra loro le diverse esperienze costruttive italiane e nord europee

·         Analizzare un esempio di edificio religioso o civile del gotico italiano

·         Sapere organizzare e produrre un ipertesto sul tema trattato

U.D. 4

·         Il pensiero filosofico nel XII° e XIII° secolo in Europa

·         ..

·         Sapere

·         ..

·         Sapere organizzare e produrre un ipertesto sul tema trattato

U.D. 5

·         Gli eventi storici

·         .

·         Sapere

·         Sapere organizzare e produrre un ipertesto sul tema trattato

U.D. 6

·         La langue doc et doïl

·         I poemi troubadorici

 

·         Sapere

·         ..

·         Sapere organizzare e produrre un ipertesto sui temi trattati

U.D. 7

·         La letteratura italiana dal XII° al XII° sec.

·         .

·         Sapere

·         ..

·         Sapere organizzare e produrre un ipertesto sui temi trattati


 

Tavola di programmazione dell’UD 2: Gli orientamenti storico – culturali del periodo;

Gli elementi essenziali dell’arte gotica; Le caratteristiche dellarchitettura gotica francese
Gli esempi più significativi dellarchitettura religiosa nellIle de France

Fasi

Contenuti

Attività docente

Attività
alunni

Metodologia

Strumenti

Verifiche

Tempi

(minuti)

1

Presentazione U.D.

Presenta gli obiettivi dell’UD inquadrandola nel modulo di riferimento

Seguono l’esposizione del docente

Lezione frontale

Fotocopia tavola di programmazione

 

 

10

2

Gli orientamenti storico – culturali del periodo;

Gli elementi essenziali dell’arte gotica

Espone i contenuti, scrive alla lavagna le parole e i concetti chiave

Seguono l’esposizione del docente, prendono appunti

Lezione frontale

Lavagna, libro di testo, lavagna luminosa

 

 

90

3

Le caratteristiche dellarchitettura gotica francese: esame di alcuni esempi di chiese gotiche francesi (Notre Dame, Laon, Amiens)

Illustra gli esempi e sollecita gli studenti ad analizzarne il contenuto e il significato.

Sintetizza gli interventi degli alunni.

Seguono l’esposizione del docente, prendono appunti, rispondono ai quesiti del

docente

Lezione interattiva,

problem solving

Diapositive e/o video (eventualmente reperiti dagli stessi studenti) relativi agli esempi proposti

 

 

 

 

100

4

 

Approfondimento sugli argomenti proposti e progettazione ipertesto per le parti inerenti l’unità didattica

Propone schemi organizzattivi, assiste ai lavori di gruppo, interviene per chiarire dubbi, anche utilizzando schede, tavole sinottiche

Lavorano per gruppi su esempi ed aspetti diversi, discutendoli

Metodo della ricerca.

Lavori di gruppo

Fotocopie manuali, internet

 

120

 

5

 

Sintesi dei lavori di gruppo (mappe concettuali)

Ascolta le relazioni dei capigruppo

Espongono le risposte e i risultati della ricerca

Lezione partecipata

Relazioni degli studenti

Il lavoro di gruppo vale quale verifica formativa poiché riepiloga quanto sin qui trattato nell’U.D. o nel modulo in generale

50

6

Verifica

 

 

 

 

Verifica sommativa

60

7

Feedback

Ridefinisce l’intervento didattico sulla base degli esiti delle verifiche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Sequenza delle fasi e nodi concettuali

Fasi 1 e 2 – Dopo aver chiarito gli obiettivi dell’U.D., il docente illustra gli argomenti che devono aiutare gli studenti a contestualizzare e ad individuare gli aspetti connotativi dell’arte gotica.

Denominazione Gotico è una parola coniata nel XV° sec. (attribuita da alcuni storici a Lorenzo Valla, da altri a Raffaello in un rapporto a Leone X°), l’espressione era sinonimo di barbaro, usata in senso dispregiativo, per definire una corrente artistica antitetica all’armonia dell’arte classica greco-romana. Nei secoli XVII° e XVIII° si considerava l’arte gotica unarte inventata dai Goti che l’avrebbero importata in Francia; da tempo si è rimediato a questo errore e attualmente è provato che l’arte gotica è nata in Francia. Dopo una rivalutazione del gotico, in seguito agli studi dedicati al medioevo dal romanticismo, oggi il termine serve soltanto a designare i caratteri specifici dell’arte del XIII° sec. Senza pregiudizio positivo o negativo, indica l’arte delloccidente europeo fra lesaurirsi del romanico e la nascita del rinascimento.

Durata L’arte gotica ha avuto uno sviluppo di circa quattro secoli perdurando maggiormente in alcune parti d’Europa (Francia, Inghilterra, Germania). Nata nel XII° sec. ha resistito fino al XV° sec., possiamo suddividere l’esperienza gotica in:

·        Gotico primitivo (1150/1230 circa): Saint Denis, Notre Dame, Laon, Senlis, Sens;

·        Apogeo (1230/1300 circa): Amiens, Beauvais, Bourges, Chartres, Saint Chapelle, Strasburgo, Mont Saint Michelle;

·        Gotico rayonnant (XIV° secolo): Carcassonne, Bordeaux;

·        Gotico flamboyant (XV° secolo): St-Germain, Vendome, Milano.

Contestualizzazione storica e cause Come afferma Focillon ogni capitolo della nostra civiltà ha il proprio ambito geografico ed il proprio paesaggio”, l’arte gotica si sviluppa in Europa in un periodo di grandi cambiamenti storici, socio-economici e tecnologici. Dal punto di vista storico il declino dell’Impero dOriente, la crisi del Romano Impero (sconfitto dal papato e dalla nobiltà terriera germanica), il delinearsi delle monarchie nazionali (che trova giustificazione nella filosofia di S. Tommaso secondo il quale, riprendendo un’idea aristotelica l’uomo è per natura animale sociale” ma non può esservi vita sociale in una moltitudine, senza il governo di uno solo che miri al la bene di tutti; il bene comune è preminente rispetto al bene individuale”) alleate ad una consolidata borghesia mercantile, costituiranno lorditura su cui si svilupperà l’arte gotica. Tuttavia anche altri fattori saranno determinanti per lo sviluppo di una cultura artistica nuova. Un numero impressionante di monasteri benedettini (40000) cl’uniacensi e cistercensi che garantiva sia una unitarietà culturale, sia un capillare controllo religioso-amministrativo del territorio (ad es. in Francia un terzo della proprietà fondiaria era legato agli ordini religiosi). La nascita degli ordini mendicanti (Francescani e Domenicani) e con le Crociate degli ordini cavallereschi (Templari, Cavalieri di Malta) favorirono lo spostamento di pellegrini dal Nord dell’Europa allOriente.Quanto fin qui esposto esprime un duplice aspetto dell’attività del Medioevo. Esso è sedentario e nomade, locale ed europeo. Le città, i territori, gli stati feudali, le monarchie sono ambienti più o meno fissi; le vie commerciali, gli itinerari dei pellegrini sono ambienti mobili. Tutto ciò realizzerà, anche se con inflessioni diverse, il consolidamento di una cultura europea ed occidentale. Da un punto di vista tecnologico, le invenzioni (il mulino ad acqua), le scoperte (il carbone), le specializzazioni artigianali (evoluzione nella tessitura), favoriranno la crescita demografica e lo sviluppo economico. Il declino dei comuni e l’avvento di una borghesia mercantile e legata al nuovo sistema creditizio, saranno gli elementi decisivi per le grandi opere gotiche. Il gotico dunque è l’arte dei monarchi, dei signori, della ricca borghesia; al tempo stesso arte laica e religiosa.

Caratteri generali L’arte gotica è essenzialmente originale e razionale, organizza a sistema i fermenti già presenti nell’arte romanica, e assume un ruolo significativo nel sistema del sapere. Dato che il pensiero tomistico costituisce il fondamento della filosofia e della cultura dellOccidente (la razionalità di origine divina visibile nella natura e nella storia voluta da Dio), esso determina ed indirizza anche l’arte. La prassi vissuta degli ordini monastici, i codici cavallereschi hanno come finalità la salvezza finale; analogamente lartigianato, l’arte sono modi di operare che hanno come fine l’opera perfetta. La tecnica diviene un modo di fare etico guidato dalla ragione e dalla esperienza; un fare finalizzato ed intenzionale che preclude il modello, larchetipo dell’arte bizantina, che accresce l’esperienza e fa progredire verso il fine ultimo: la salvezza. Una tecnica quindi progressiva che costituisce uno degli aspetti fondamentali della cultura occidentale ed europea. Poiché si accentuano gli studi e le ricerche, nell’intento di scoprire la perfezione divina presente nel cosmo, si conduce alle estreme conseguenze linnovazione tecnica e l’arte si sviluppa ampiamente in ogni ramo: dallarchitettura alla scultura, dalla pittura alla miniatura, dalloreficeria alla tappezzeria allarredamento. Lartista, come tecnico di eccezionali qualità, assume un nuovo ruolo, lavora in funzione del sovrano o della chiesa, ma lo fa svolgendo la sua funzione specifica; la sua opera, anche se serve interessi superiori, concorre a formare l’ideologia del suo tempo e, in quanto arte, l’artista ne è l’unico responsabile. L’arte mira a superare il passato e come la vita mira all’eterno, e lo fa attraverso l’esperienza del mondo; l’artista deve trovare il bello come segno di Dio, presente in tutte le cose, ma essendo uomo è turbato dallerrore e dal peccato, occorre quindi superare gli errori mondani pur vivendo l’esperienza terrena.

Fasi 3 – Il docente espone con l’ausilio di trasparenti e diapositive, il nodo tematico dellarchitettura, anche attraverso la presentazione di alcuni modelli (Laon, Notre Dame, Amiens.

Larchitettura non esaurisce la vitalità dell’arte medioevale, tuttavia la subordina e la determina. La comunità urbana, evoluzione del borgo romanico, si apre ai forestieri per i nuovi traffici commerciali, e il crescere della ricchezza richiede la disciplina e lampliamento dell’assetto urbano. La cattedrale, come nel Romanico, è ancora al centro della città (spesso affiancata dal Palazzo comunale), non più monumento” ma meraviglia”, manifestazione della ricchezza, della capacità tecnica e della cultura della comunità. La ricchezza consente lesibizione di maestria tecnica che si esprime nelle guglie altissime delle cattedrali manifesto” di abilità tecniche via via sempre più specializzate.  Accertato che la ricchezza è il mezzo, l’idealità gotica si esprime nella luce e lo spazio. Il Gotico ha un origine certa e documentata: nasce nellIle de France (anche se alcuni segni sono già presenti nella romanica chiesa di Vezelay) e il propugnatore del nuovo atteggiamento artistico è labate Suger (potente consigliere del re di Francia Luigi VII° e reggente in sua assenza durante le crociate) che sviluppa nel coro della chiesa di Saint Denis (1140) gli stilemi dellarchitettura gotica.

La luce” è sempre stata un elemento essenziale dellarchitettura cristiana, nella basilica paleocristiana essa è diffusa e mistica (trascendente negli edifici circolari), nel duomo romanico diventa terrena” fatta di penombre destinate a qualificare la materia, ora invece la luce diventa presenza divina perché essa è l’unico mezzo posseduto dall’uomo per rappresentare Dio e la chiesa sillumina dello splendore divino. La cattedrale quindi sviluppa verticalmente, in un gioco di intelligenza persuasiva, una geometria tessuta dalla luce.

Lo spazio” nelle basiliche paleocristiane e itinerario verso la verità (ascensione spirituale negli edifici a pianta centrale), nel Romanico è misurato e concreto (uno spazio come lo definisce lArgan attrezzato”), nella cattedrale gotica lo spazio deve perdere la scala umana (linfinitamente grande- linfinitesimamente piccolo sono i poli della dimensionalità gotica) per spostarsi verso limmensità divina; si deve percepire e vedere ma deve imprimere” la sensazione del lontano intoccabile ed irraggiungibile come lo è Dio.

Lattuazione del verticalismo e della luminosità richiede soluzioni tecnico-progettuali estreme che superino l’esperienza romanica. Si è molto discusso sulle origini dell’invenzione tecnica gotica, una tesi vorrebbe che dallOriente, di ritorno dalle crociate, architetti francesi o forse i Templari, abbiano portato in Europa i cosiddetti numeri doro” cioè nuovi rapporti matematici tra retta e curva. Tuttavia per i maestri della pietra” se la cattedrale era una scultura dove i vuoti sovrastano i pieni e la luce e l’aria vincono le tenebre”, il problema era smaterializzare le pareti laterali (contrafforti) che avevano, nellarchitettura romanica, la funzione statica di equilibrare le spinte delle volte; non solo, ma se la volta mantenesse la forma romanica a tutto sesto, per ottenere le vertiginose altezze, richieste dalla nuova concezione spaziale delle cattedrali gotiche, le dimensioni in pianta sarebbero risultate inconciliabili con la realtà urbana in cui le cattedrali dovevano inserirsi. La soluzione a questi problemi sono le novità costruttive del Gotico: l’arco spezzato o a sesto acuto (arc brisé), la volta a crociera ogivale (voûte sur croisées d’ogives), l’arco di spinta o rampante (arc boutant).

·        Larco a sesto acuto: nasce dallintersezione di due archi a tutto sesto. Più si avvicinano le spalle più si acquista spazio in altezza a parità di materiale, inoltre più le spalle si avvicinano più le spinte dell’arco diminuiscono, per cui si ottiene lo straordinario vantaggio di rendere inutili le grandi masse murarie di controspinta, le ossature quindi diventano più snelle (pilastri a fasci nervati);

·        La volta a crociera ogivale La struttura di una volta a crociera ogivale (tavola 1) consiste in: I° due archi diagonali AD-BC; 2° due archi doppi BD (o tre, se la volta è divisa in sei parti); 3° due archi formeret (o un formeret AB e un archivolto CD per le navate laterali). Il punto d’incontro si fisserà su una pietra 0, chiamata chiave (clef), che mantiene il serraggio dei conci e ne assicura la solidità. La grandissima superiorità della volta a crociera ogivale è data dalla sua leggerezza; questa leggerezza è la risultante della localizzazione delle spinte di questa volta. Esercitando la loro azione su quattro punti d’appoggio cui fanno capo i quattro archi diagonali, le spinte sono ripartite su questi quattro punti d’appoggio. Ne risulta che ogni volta a crociera ogivale è assolutamente indipendente e di un’estrema leggerezza. Le conseguenze di questa invenzione degli architetti gotici sono notevoli: la leggerezza della volta permette di ridurre lo spessore dei pilastri, e l’indipendenza di ogni volta consente di traforare i muri che sono soltanto un riempimento e non un sostegno. Volta divisa in sei parti a pianta quadrata. Questa volta si incontra nel primo periodo del XIII secolo; la vediamo nelle cattedrali di Parigi, Laon, Bourges, Soissons. Essa abbraccia due campate ed è formata da sei scomparti, da cui il nome di volta esapartita (sexpartite); un arco doppio supplementare, che rinforza cioè la volta, divide la pianta quadrata in sei parti (tavola 1). Questa volta ha l’inconveniente di distribuire i carichi sul pilastri in maniera non uniforme: infatti, mentre quattro pilastri ricevono l’imposta degli archi doppi, degli archi diagonali, e degli archivolti, altri due pilastri, al contrario, ricevono l’imposta dei solo arco doppio supplementare (tavola I). D’altra parte, le due finestre che danno luce alla volta corrispondono all’asse della stessa; e gli archi diagonali, a causa della loro direzione, impediscono il passaggio della luce. Qui troviamo una mancanza di unità tra il tracciato della volta e la pianta dell’edificio (tavola 1). Un esempio della volta esapartita si può osservare a Notre-Dame di Parigi. Volta a pianta bislunga (plan barlong). Tutti gli inconvenienti fin qui enunciati spariscono con la volta a pianta bislunga, che abbraccia una sola campata e ha quattro scomparti. Con questa volta quadripartita i pilastri ricevono uniformemente lo stesso numero di nervature e i carichi sono bilanciati (tavola I). Si chiama pianta bislunga una pianta con la forma di un parallelogramma rettangolo, cioè di un quadrilatero irregolare. Questo tipo di volte fu adottato nella cattedrale di Amiens e in quella di Reims.

·        Arco di sostegno o rampante L’arte romanica aveva dovuto contrastare solo le spinte continue delle volte a botte; l’arte gotica, invece deve contrastare le spinte localizzate delle volte a crociera ogivale, con l’arco di sostegno queste spinte vengono neutralizzate. Per non interrompere la totale unitarietà del volume interno lossatura portante viene esiliata quasi interamente all’esterno dell’edificio grazie all’arco di sostegno che funziona come una sorta di leva. L’arco di sostegno si compone di due parti: una massa solida in muratura chiamata contrafforte, e uno o più archi che si dipartono da questo contrafforte per poi poggiare contro la navata (tavola II). Quando l’edificio non è molto elevato, l’arco di sostegno è semplice. Quando si tratta di una cattedrale, l’arco di sostegno è a due piani (tavola Il, Amiens) e i due archi puntellano un contrafforte applicato al muro della navata e al traverso del pilastro di questa stessa navata. Se la cattedrale ha una doppia navata laterale, l’arco di sostegno non è soltanto a due piani, ma a doppia rampa, cioè munito di un pilone intermedio (tavola II, Bourges). L’abside di Notre-Dame di Parigi offre l’esempio, forse unico, di un arco a una sola rampa di quindici metri al di sopra delle due navate laterali. La funzione dell’arco di sostegno è quindi di puntellare la volta della navata di traverso al pilastri e di trasmettere la spinta obliqua della volta al contrafforte (tavola II). Inoltre si può constatare che usando medesime curvature darco è possibile variare la larghezza e l’altezza del telaio strutturale ottenendo sezioni trasversali diverse interrompendo la successione con un contrafforte.  L’arco di sostegno serve ugualmente allo scorrimento dell’acqua piovana grazie ad un cunicolo scavato nell’estradosso e sfociante in un doccione. Senza l’arco di sostegno sarebbe impossibile erigere la navata di una grande altezza; inoltre venendo a poggiare sul fianchi della volta, l’arco di sostegno lascia ai pilastri soltanto un carico leggero e verticale: così i pilastri diventano sempre più leggeri. Infine l’arco di sostegno, sempre disposto al traverso dei pilastri e sostenendo la parte della navata che si eleva al di sopra delle navate laterali, permette un’ottima illuminazione di tutta la parte alta della navata. Poiché l’arco di sostegno riceve le spinte delle volte in cima al contrafforte, quest’ultimo si potrebbe rovesciare se non lo si sostenesse con delle piccole edicole chiamate pinnacoli (pinacles) (tavola II, Amiens e Bourges). Tuttavia, quando i contrafforti hanno un notevole spessore, come nella basilica di Saint-Denis, i pinnacoli non sono indispensabili.

Alcune considerazioni: se l’equilibrio statico romanico è dato dal peso (dall’alto) e spinta (dal basso), l’equilibrio gotico si traduce in contrasto dinamico di spinte e controspinte e lurto della forze (quindi non solo simbolicamente) avviene nel punto più alto (la chiave di volta, lintersezione di due archi a tutto sesto che dà origine all’arco a sesto acuto). Elementi apparentemente ornamentali come pinnacoli, svolgono una funzione strutturale liberando” verso l’alto le tensioni delle forze. Persa la funzione portante le pareti laterali si smaterializzano e vengono sostituite da immense vetrate (offerte dalle varie corporazioni) e traducono in colore ed immagini, nelle figurazioni sacre, la presenza divina, e l’elogio del lavoro trionfante nella minuziosa rappresentazione delle tecniche dei vari mestieri.

Simbologia Larchitettura gotica non si propone solo la chiarezza delle dimostrazioni scolastiche, esercizio dialettico della ragione, ma contiene una valenza fortemente simbolica (non sempre leggibile dalla nostra esperienza) e che costituisce un denominatore comune di tutte le cattedrali gotiche.

·        Il rosone che allargandosi sino a toccare lo scheletro dei contrafforti, oltre a svolgere una funzione di puntellamento e permettere la processione e il ritorno della luce, è un simbolo della perfezione cosmica, l’immagine dell’inizio senza fine, il suo centro è il principio generatore: di qui entra la luce celeste. Il rosone dunque nella dimensione spaziale esprime la mistica totalità del cosmo cristiano, nella dimensione temporale la ciclicità della fortuna;

·        Le linee ascendenti sono il simbolo del pensiero cristiano, lo slancio delle anime verso il cielo;

·        Le linee orizzontali rappresentano il mondo terreno, e il labirinto spesso presente sulla pavimentazione (Chartres) simboleggia il faticoso cammino del fedele verso la salvezza. Il Labirinto esprime la ricerca. della parola perduta, della pietra filosofale, della verità, il viaggio iniziatico che conduce dall’effimero all’eterno, dal profano al sacro;

·        Poiché il Nord rappresenta le tenebre e il Sud la luce, i Battisteri sono costruiti a Nord perché al momento del Battesimo il bambino vive nelle tenebre. Anche le facciate sono poste a Nord Ovest. Perché chi entra nella Cattedrale deve percorrere un cammino dal buio del Nord alla luce del Sud. L’abside, infatti, di regola ubicato a Sud Estin direzione del sole che nasce, verso Gerusalemme;

·        Le Cattedrali dedicate alla Madonna (Notre Dame) sono addirittura orientate verso il punto ove il sole si leva il 15 agosto, giorno della assunzione;

·        La Croce Latina rappresenta la Croce di Cristo. Il Coro la testa di Cristo. L’Abside la corona di spine. Le due torri le braccia dei fedeli supplicanti. La Cupola rappresenta il cielo. Il Campanile il faro : domina il villaggio e lo protegge. La Cripta (dal greco cruptòs – nascosto) è il tempio magico, la caverna sotto la montagna sacra. Il luogo dove la vita nasce e dove il corpo viene seppellito. A volte si trovano tombe e Vergini Nere, simbolo della terra primitiva;

·        Il Chiostro che separa il Monastero dalla Chiesa rappresenta il passaggio alla Gerusalemme Celeste;

·        Il Triangolo Equilatero rappresenta la divinità perché possiede tutte le perfezioni geometriche. La Luce simbolizza la natura stessa della divinità. La luce che illumina le tenebre rappresenta lo spirito, la vita, la trasmissione del pensiero.

Si è voluto leggere anche nella deviazione dellasse della navata centrale il simbolo del Cristo morente che reclina la testa da un lato. In realtà se il coro non è perfettamente in asse con la navata centrale, ciò è dovuto ad un difettoso risultato di lavori interrotti e ripresi.

Esempi

Fase 4 – L’esame guidato degli esempi relativi allarchitettura gotica, deve far comprendere agli studenti che l’analisi di un modello consente di individuare gli stilemi di un periodo. Inoltre il lavoro di ricerca e la conseguente realizzazione di un ipertesto permette lo sviluppo dei diversi stili cognitivi degli allievi.

Fase 5 – Ha lo scopo di riepilogare e sistematizzare quanto emerso nella fase precedente

Indicazioni per la costruzione della verifica sommativa:

·        Verifica della conoscenza sui nodi concettuali dell’U.D. (10-15 item a scelta multipla; 5 quesiti a risposta singola).

·        Verifica delle competenze (comprensione) tramite 1-2 test di correlazione e 3-5 quesiti a risposta singola.

·        Verifica delle capacità di analisi e sintesi: una trattazione sintetica di argomenti o analisi di un esempio proposto mediante scheda, il prodotto ipertestuale.

BIBLIOGRAFIA

– ARGAN C.G. Storia dell’arte italiana ed. Sansoni 1992;

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– FOCILLON H. L’arte doccidente Einaudi 1965


 

NOTRE DAME

Sull’esempio di Sugero , abate di St Denis, Maurizio di Sully, vescovo di Parigi, volle dotare la città di una cattedrale degna della sua nuova grandezza ed importanza, affidandone il progetto e la direzione dei lavori a Jean de Chelles e a Pierre de Montreuil . La nuova cattedrale dedicata a “Notre Dame” è affine a quella di Laon ma l’effetto che produce sull’osservatore è nettamente diverso. Il transetto non era sporgente, mancavano le torri, ad eccezione di quelle della facciata occidentale, e comparivano archi rampanti, che saranno presenti in tutte le cattedrali successive. La perfezione della sua struttura, le sue equilibrate proporzioni, l’armonia degli spazi e delle linee faranno di Notre Dame un modello per il gotico classico. Nel 1864 si conclusero i lavori di restauro, guidati da Viollet-le-Duc , resisi necessari sia per le ingiurie del tempo che, soprattutto, per quelle degli uomini, in particolare nel periodo della rivoluzione del 1789.

La costruzione della Cattedrale di Notre-Dame ebbe inizio nel 1163. Luigi VII e il vescovo Maurice de Sully vollero costruire sullIle de la Cité (isola della città) una chiesa che potesse rivaleggiare in bellezza con labbazia gotica di Saint-Denis, iniziata nel 1136. Per erigerla furono necessari 150 anni. Durante questo periodo l’intera evoluzione del gotico condizionò lo stile della cattedrale; per tale motivo sono visibili influssi architettonici già presente nella cattedrale di Chartres, in quella di Reims e in quella di Amiens. In gotico classico” sono il coro, i transetti (1163-82) e la navata centrale (1182-1200). Il passaggio al gotico maturo si evidenzia sulla facciata principale (1200-1220) e in alcune parti della navata centrale (1230-1250). Infine fu ritoccato in stile gotico maturo anche il coro (1265-1320). Qui, come successivamente a Saint-Denis, il grande restauratore del XIX secolo Viollet-le-Duc si adoperò tra il 1844 e il 1864 per riportare al primitivo splendore la cattedrale, caduta nel corso dei secoli quasi in rovina. La cattedrale, lunga 130 m, larga 48 e alta 35, è a cinque navate divisa da grandi pilastri cilindrici: può contenere 9000 persone. Oltre alle numerose tombe, statue, pulpito e allaltare, vale la pena di ammirare anche: una visione dinsieme dall’interno suggestivamente illuminato dalla luce indiretta; il grande rosone della facciata nord della navata trasversale con le 80 raffigurazioni dellAntico Testamento (1270); il grande rosone della facciata sud (1257); La statua di Notre-Dame de Paris (1420-40), famosa immagine di culto della patrona della cattedrale (antistante la colonna a destra dell’ingresso al coro); i 23 bassorilievi (1319-51) della Vita di Cristo dipinti e parzialmente dorati (stalli del coro), opera di Jean Ravy e di suo nipote Jean de Bouteiller

AMIENS

 La superficie della Cattedrale dl Amiens (7.700 mq.) permetteva ai 10.000 abitanti della città di assistere alla stessa funzione religiosa. La sua grandiosità è dovuta al fatto che solo una parte della Chiesa era dedicata al Culto, e precisamente la parte chiusa con cancellata verso il coro. Il rimanente era libera. Vi si poteva fare mercato, teatro, passeggio, riunioni politiche. In sostanza era il luogo vivo della città: le case erano piccole e la vita all’esterno era ostacolata dal clima. Ledificio presenta le seguenti caratteristiche: 1° all’esterno, il rosone della facciata è circondato da un arco spezzato; 2° all’interno, le volte sono a pianta bislunga 3° sopra le navate laterali il matronéo è sparito e si vede una stretta galleria di passaggio 4° i pilastri sono delimitati da colonne incassate (tavola IV); 5° le finestre riempiono tutto lo spazio limitato dagli archi formeret 6° le navate laterali, senza matronéo, si ergono ad una grande altezza. Quella di Amiens è la più vasta di tutte le cattedrali francesi, La sua navata è considerata il capolavoro dell’arte gotica al suo apogeo; essa dà l’impressione di un immenso serbatolo di aria e di luce. 1 muri sembrano sparire a causa della grandissima luminosità. Le finestre sono situate molto più in alto e sono molto più larghe (tavola IV) di quelle di Chartres e di Reims. Il triforio del coro è traforato, la qual cosa conferma la tendenza a una maggiore luminosità e leggerezza. Quanto ai pilastri, essi sono dei capolavori di eleganza.

LAON

La nuova cattedrale di Laon, il cui capitolo era uno dei più numerosi e ricchi di Francia, fu costruita contemporaneamente a Notre-Dame di Parigi. La sua pianta, interessante per il transetto fortemente aggettante, provvisto di profonde cappelle a due ordini, orientate, che si aprono all’estremità dei bracci, ricorda certe soluzioni del XII sec.In origine il coro, cinto da un deambulatorio, era poco profondo ma è possibile che il presbiterio si estende fino alla navata nel punto in cui i pilastri circondati da colonette in controvena addossate, immediatamente ad ovest della crociera, avrebbero potuto segnare il suo limite. Il XII sec. modificò completamente le disposizioni del capocroce, oggi molto più vasto e concluso da un semplice muro piatto come in certe chiese degli ordini riformati del XII secolo. L’alzato della cattedrale di Laon con i suoi quattro ordini, le volte esapartite, i pilastri a sezione circolare che sorreggono le grandi arcate, non e fondamentalmente diverso da quello di Notre-Dame a Parigi. A Laon l’articolazione delle campate è più rigorosa. I muri della navata sono ritmati da fasci di colonne il cui aggetto è accentuato da anelli; fasci di cinque colonnette e fasci di tre colonette si alternano poggiando, i primi su abachi quadrati, i secondi su abachi ottagonali attorno alla crociera sormontata da un’alta torre-lanterna, la vastità dei bracci della croce ricorda le chiese romaniche anglo normanne, mentre per la prima volta, nell’architettura gotica, nella facciata occidentale, in quelle dei transetti e del capo croce compaiono immensi rosoni. La concezione della cattedrale, anche se l’altezza non supera i 24 metri, rivela però una certa attenzione; l’arredo liturgico particolarmente ricco e abbondante stando almeno alle fonti documentarie doveva accentuare questeffetto, colmando parzialmente il senso di vuoto dei grandi spazi interni. L’ornamentazione dei capitelli, di reminescenza classica nelle parti più antiche è molto vario: nel transetto fogliame scolpito con estrema libertà che circonda figure, ricorda iniziali di manoscritti od opere doreficeria; nella navata la decorazione a foglie dei canestri diviene di una stilizzazione soffusa di monumentalità. Nel transetto nord della cattedrale compare un rosone, l’ampiezza della sua circonferenza, che abbraccia otto rosoni più piccoli disposti attorno ad un rosone centrale ad otto lobi, stupì i contemporanei e destò la loro ammirazione. Il significato simbolico di queste immense ruote di luce si rivela quando si contemplano dell’interno.  In queste teorie di vetrate, iscritte in un cerchio, le immagini delle teofanie si contrappongono i cicli similari e si dispiegano secondo una grandiosa iconografia teocentrica. La facciata del braccio nord del transetto di Laon, in cui si apre il rosone, dava sul palazzo del vescovo; la facciata occidentale, volta verso la città, fu concepita in modo ancor più ambizioso. L’effetto dei portali fu accentuato dalla presenza di tre profondi archi, a portico, che li precedevano, sormontati da frontoni e pinnacoli, e l’effetto del rosone fu sottolineato dalla profonda arcata che lo corona. Al disopra una galleria aperta ricorda il triforio – un passaggio che corre all’interno dell’edificio. I piani delle due torri delle facciate sono muniti agli angoli di edicole da cui emergono i celebri buoi, ma mancano loro le guglie che dovevano ricordare quella del campanile di Notre-Dame ad Etampes. Il progetto della cattedrale prevedeva sette torri, una torre – lanterna sulla crociera, due all’estremità di ciascuno dei bracci del transetto e infine due nella facciata. Un tal numero, quasi senza precedenti nell’architettura del Medioevo, tradisce la volontà d’ostentazione dei vescovi e del capitolo in modo molto più evidente che in ogni altra cattedrale. A Laon, le relazioni tra vescovo, capitolo e comune restarono tese e conflittuali per tutto il XII° secolo. Ed è significativo che questimmenso progetto si sia concluso bruscamente nel XIII sec. e che le torri del transetto siano rimaste incompiute. In una città come Laon, che ancor oggi a fatica ha oltrepassato la cerchia medioevale, s’impone di primo acchito il carattere irreale di questa cattedrale grattacielo”.

CHARTRES

Sul luogo stesso della chiesa distrutta da un incendio nel 1194 sorse, a partire dallo stesso anno, la nuova cattedrale di Chartres , dedicata a Notre Dame, che segna l’inizio del “gotico maturo”, nel quale tutte le sperimentazioni precedenti vengono utilizzate in modo organico. La facciata, raggiunge un altissimo livello di verticalità, con la sua torre di destra che culmina nei 105 metri della cuspide ottagonale, mentre la navata centrale, con i suoi 36,5 metri d’altezza, è la più alta di tutti gli edifici allora esistenti. Anche le vetrate, che coprono una superficie di 7000 mq, offrono un modello alle future cattedrali, riducendo la struttura muraria al minimo indispensabile, mentre le sculture, offrendo il più monumentale complesso medievale francese, si presentano libere dai condizionamenti teologici precedenti, manifestando una nuova spiritualità, con l’immagine del Dio che perdona in luogo del terribile giudice dell’apocalisse. A Chartres,” in luogo dei mostri, dei simboli irreali, predominano le descrizioni dei personaggi storici,le immagini di vita quotidiana, gli angeli, le verità della Fede, in una sorta di Summa Teologica  per il popolo” (Elena Di Maio Coldagelli).

SIMBOLISMO DELLA PIANTA

La pianta della chiesa era scelta in funzione del culto, della fede e del simbolismo religioso. Con il gotico si aumenta il numero di cappelle che a partire dal X.° secolo si era iniziato ad aggiungere,in numero limitato, alla pianta rettangolare. Ora, infatti , è possibile aggiungerne sia al coro che alle navate laterali, visto che ora la struttura portante è imperniata sui piloni anziché sui muri. Le cappelle possono custodire le reliquie dei santi ad eccezione della cappella dello chevet (capocroce) che è rigorosamente dedicata alla Vergine. L’asse della navata è leggermente deviato a partire dal coro, particolarità che alcuni ritengono voglia rappresentare il capo inclinato del Cristo sulla Croce e che altri spiegano con il desiderio degli architetti gotici di evitare in generale le simmetrie , spesso monotone. In generale la pianta della chiesa richiama la croce latina e anche quando si preferì una pianta rettangolare ( Sens, Senlis) si provvide in seguito ad aggiungere i due bracci del transetto. Sotto lo chevet è posta la cripta, cioè la grotta, il centro iniziatico per eccellenza, il luogo magico ove tutto nasce e tutto vi ritorna. Nella cripta si conserva anche nelle nuove chiese la pianta circolare, retaggio del Santo Sepolcro e simbolo dell’irradiarsi della Chiesa in tutto l’universo. Anche la pianta ottagonale ha la sua simbologia: corrisponde alle otto beatitudini, ovvero, quando è inscritta in un poligono di sedici lati, corrisponde ai vangeli che si propagano ai quattro angoli del mondo.Alcune chiese hanno una pianta a trifoglio, nel segno della Trinità, con il trifoglio simbolo della Resurrezione. I Cavalieri Templari hanno utilizzato sia piante rettangolari con abside (in maggior numero rispetto all’opinione comune) che circolari , ottagonali o comunque poligonali (Laon,Tomar,Eunate,Segovia..).

ORIGINI

Il termine gotico è di incerta etimologia : si vuole che derivi dai Goti, antico popolo germanico, per cui, a partire dal Rinascimento si definiva barbara, gotica, l’architettura d’oltralpe che non si richiamava ai canoni classici. Ma si è anche affermato che l’arte gotica sarebbe l’arte “got” o “cot” cioè della Luce e dello Spirito. Se si vuole datare storicamente il gotico, il riferimento d’obbligo è l’11 giugno 1144. Quella Domenica l’abate di St-Denis, Sugero , inaugurava alla presenza della nobiltà, del clero e dei Sovrani di Francia, Luigi VII ed Eleonora d’Aquitania , il coro della nuova abbaziale. La peculiarità del coro di St-Denis consisteva nel fatto che erano state soppresse le pareti divisorie tra le cappelle così che “l’interno appariva come uno spazioso ambiente poggiante su pilastri , delimitato da un diaframma ondulato di vetrate”(Martindale).  Ma dal punto di vista architettonico è difficile datare il gotico, visto che molti dei suoi elementi erano presenti nel romanico, anche se in via sperimentale. Oggi si afferma che ciò che definisce il gotico è il “come” gli elementi in questione (arco a sesto acuto, costoloni nelle volte, archi rampanti) siano stati utilizzati (ad esempio l’applicazione dell’arco acuto nelle volte originò la volta a crociera ogivale). Elementi sicuramente gotici sono la luce, la dissolvenza della struttura muraria ed il verticalismo (le spinte di forza sono convogliate verso l’alto e si disperdono all’esterno attraverso pinnacoli, guglie e cuspidi che raccolgono le tensioni ascensionali delle costruzioni). Tutte queste caratteristiche compaiono nelle cattedrali di Notre Dame di Parigi e nella cattedrale di Laon , che si contendono il titolo di prima cattedrale gotica . Contemporaneamente alla riedificazione di St-Denis iniziavano i lavori di costruzione della chiesa cistercense di Fontenay,  i cui principi architettonici, come la spiritualità, erano agli antipodi del gotico, a testimonianza dell’ animato dibattito che travagliava la Francia del XII secolo. I cistercensi, infatti attaccano Sugero ed il cl’uniacense Pietro il Venerabile in quanto fautori ” dell’immensa altezza, della smisurata grandezza, della sontuosa decorazione delle chiese” che hanno come effetto di “eccitare la curiosità, stornare l’attenzione dei fedeli diminuendone il raccoglimento”. L’opposizione cistercense alla sontuosità del gotico nascente, durerà fino alla morte di San Bernardo. Infatti, successivamente, anche le loro costruzioni religiose si adatteranno alla nuova arte come testimoniano l’abbattimento del transetto destro, l’utilizzo di absidi rotonde, l’illuminazione naturale del coro delle loro chiese. Riconobbero anche che la decorazione della chiesa istruisce il fedele, crea un ambiente adatto ad evocare le storie sacre e ad amplificare il mistero del Santo Sacrificio.


 

VEZELAY :Basilica della Maddalena

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Gli elementi caratterizzanti il gotico sono molteplici: la verticalità dell’edificio, la frammentazione delle pareti, la crociera ogivale, l’arco a sesto acuto, l’arco rampante ed i contrafforti. La volta a crociera è costituita dall’incrocio di due volte a botte, per cui si costituiscono in essa quattro vele (le quattro porzioni della volta) il cui peso è sorretto dalle strutture che si intersecano (i costoloni) e convergono in un punto centrale (chiave di volta). Per ottenere una maggiore verticalità della volta venne ideata la volta a crociera ogivale , ottenuta avvicinando i quattro pilastri che reggono la volta stessa, trasformando così gli archi a tutto tondo (semicerchi) in archi appuntiti verso l’alto (a sesto acuto). Di conse- guenza, anche i costoloni sono a sesto acuto e la chiave di volta viene ad innalzarsi. Il risultato è una maggior elasticità, solidità e leggerezza della struttura, in quanto il peso delle vele si scarica sui costoloni e da lì sui pilastri o le colonne. Si determinano, però, anche spinte laterali per cui si rimedia con archi rampanti  (apertura di un quarto di cerchio) che fungono da sostegni laterali per la volta. Le volte ogivali delle navate centrali, spesso altissime, richiedono archi rampanti sul tetto delle navate laterali, più basse, così da controbilanciare la spinta scaricandola sugli alti contrafforti  perimetrali della cattedrale. L’interno è a croce latina, lungo la direzione OVEST-EST, con l’altare ad Est (ove sorge il sole), diviso in tre navate (a volte, in cinque). Il transetto  presenta esternamente monumentali facciate, con grandi portali, a volte inquadrate da torri. Il coro si sviluppa in modo notevole, consentendo la presenza di un ampio corridoio (deambulatorio). Archi acuti poggianti su pilastri a fascio separano le navate, consentendo alle crociere ogivali una maggior verticalità. Le pareti sono sottili, colmate da finestre e da vetrate colorate e figurate che assolvono a funzioni di educazione religiosa , oltre che ad illuminare la cattedrale. L’esterno presenta analoghe caratteristiche di verticalità,  sia nella effettiva altezza, sia come effetto ottico determinato dalla mimetizzazione delle linee orizzontali, attraverso la presenza di figure verticali: portali , finestre, rosoni, statue… Le stesse torri laterali favoriscono lo slancio verso l’alto accentuandolo con le grandi aperture e con le guglie di forma conica o piramidale. Il grande rosone, simbolo del sole (Cristo) e della rosa (Maria), alleggerisce l’unica vera parete della cattedrale, oltre che consentire alla luce di penetrare fino al tramonto. La parte est, soprattutto quella absidale con gli archi rampanti ed i contrafforti, è quella che rischia di appesantire la struttura, ma opportuni accorgimenti architettonici, guglie, cuspidi, pinnacoli, statue , sculture, conferiscono anche ad essa il senso dell’elevazione voluto dal costruttore, così come il ripidissimo tetto della navata centrale.


 

SIMBOLISMO DELLA PIETRA

La costruzione della Cattedrale è opera di uomini che appartengono alle “Corporazioni” dei mestieri. Le corporazioni, come le religioni, non hanno mai ammesso che si possa far conoscere a chiunque i fondamenti della ricerca. Vi sono caste che conservano le loro esperienze manuali o spirituali e bisogna appartenere al clan per essere a conoscenza di tutti i segreti; conoscenza che è comunque graduale e sempre più rigorosa via via che si passa dai mestieri, alle arti, alle scienze. alla religione. Il giovane adepto riconosce che l’insegnamento trasmessogli non può essere divulgato, che bisogna essere adatti ad occupare un ufficio, mostrare qualità specifiche, commisurate alle responsabilità che si ricevono. Ciò che si è appreso con difficoltà deve essere poi trasmesso a chi è adatto a comprenderlo e che un giorno dovrà, a sua volta, subentrare al maestro. Per il costruttore medievale di fondamentale importanza è la conoscenza della pietra. Fin dai tempi più antichi “si venerava la pietra” come dimora e corpo di Dio (L. Charpentier, autore di significativi testi sul medioevo francese, segnala che nel “Parzival” W. von Eschenbach afferma che il Graal è una Pietra). Accostandosi ad essa la donna diveniva feconda e l’uomo svelava le sue emozioni, avvertendo entrambi la potenza di questa pietra bruta il cui asse verticale unisce la terra al cielo. Immagine della terra, si rappresenta la pietra in forma quadrata o di cubo, il cielo, volta e cupola, è legato ad essa per mostrare che tutto si lega al tutto. Questa pietra è vissuta nella terra, vi ha subito il fuoco interiore, ha acquisito una vita magnetica, verginale e per ciò è nobile e serve alla costruzione degli edifici sacri. E’ la Pietra della religione druidica, la Pietra Nera di Maometto,la Pietra del Destino (Lia Fail) venuta dall’Irlanda, supporto dell’Arca dell’Alleanza, sulla quale sedevano i Re d’Inghilterra durante la loro consacrazione. E’ la Pietra d’angolo descritta da Isaia e Matteo , che si incorpora nell’edificio come parte della volta celeste, che ne rappresenta il compimento, la perfezione, in senso spirituale, iniziatico, alchemico, in ragione delle conoscenze e delle particolari capacità che richiedono il suo taglio e la sua posa. Ecco perché il taglio (e la pulitura) della pietra si riveste di un significato spirituale, si sublima, conduce ad una presa di coscienza e ad una disciplina interiore: ” i tagliatori hanno scritto l’eco delle Parole Perdute nel secolare silenzio della Pietra che udranno i predestinati”.  Il rituale del tagliatore di pietra è, così, tra i più rigorosi ed il suo mestiere, come quello del carpentiere, ha il valore iniziatico più assoluto. E’ stata evocata come pietra angolare la chiave di volta , quella pietra che si pone in modo di coprire l’apertura del vertice, cioè l’occhio della volta: il suo asse è l’asse del mondo, spesso materializzato da un filo a piombo. L’utensile, prolungamento della mano, è uno strumento onorato: con esso non si fa semplicemente pratica, ma si impara ad utilizzarlo con amore, nel rispetto della tradizione e della personalità di chi l’ha creato. Tale amore è evidente nelle decorazioni che lo completano e che ne fanno, per chi lo detiene un talismano. Il laboratorio in cui lo si utilizza diviene un santuario ove si lavora meditando, con una ripetizione di gesti che porta i membri della corporazione alla solidarietà e alla fratellanza. Il novizio ha diritto di servirsi degli utensili solo dopo un tirocinio nel quale apprende i gesti, i pensieri necessari al proprio perfezionamento, in una sorta di rituale iniziatico alla cui base vi è l’unione tra l’azione e il pensiero. Su tutte le costruzioni si rilevano “marchi”, segni che appaiono misteriosi ma per i quali sono stati individuati vari significati. Vi sono segni che testimoniano il lavoro svolto dal singolo tagliatore o dal suo gruppo, segni lasciati come firma a testimonianza del passaggio in quella città, segni che indicano quale posizione quella pietra dovrà occupare nella costruzione, segni misteriosi che possono essere interpretati simbolicamente e altri ancora… Tutti sono inscrivibili in figure geometriche (triangolo,quadrato, cerchio, pentagramma, esagramma) già presenti nei progetti delle cattedrali ( si veda il carnet di Viellard de Honnecourt ).


 

LA CATTEDRALE ERMETICA

 L’ALCHIMIA

Secondo gli ermetici la cattedrale gotica, Santuario della Tradizione, della Scienza,  dell’ Arte, ” non deve essere vista come un’ opera dedicata esclusivamente alla gloria del Cristianesimo, ma come un vasto agglomerato di idee, tendenze di credo popolari, un insieme perfetto al quale ci si può riferire senza timore ogni volta che vi è da approfondire il pensiero degli antenati in campo religioso, laico, filosofico, sociale” (Fulcanelli ). Infatti, se tutto nella cattedrale invita al raccoglimento, alla meditazione, alla preghiera, la presenza di ornamenti, simboli, la stessa struttura dell’edificio esprimono e riflettono sensazioni laiche, retaggio della vita medievale. N ella cattedrale si andava per assistere alle funzioni religiose ma vi si tenevano anche assemblee politiche, presiedute dal Vescovo, vi si commerciava, ci si scambiavano consigli, vi si svolgevano feste di chiara derivazione pagana, come la Festa dei Pazzi o la Festa dell’ Asino,  si mantenevano bizzarre usanze dalle quali traspariva un chiaro significato ermetico. L’edificio gotico è il nuovo ricettacolo dell’ Arte e della Scienza ( un tempo ospiti nei monasteri ), ben visibili là ove ” si avvinghiano ai campanili, ai pinnacoli, agli archi rampanti, si sospendono alle volte, popolano le nicchie, trasformano le vetrate in gemme preziose, il bronzo in vibrazioni sonore e sbocciano sui portali con una gioiosa volata di libertà e di espressione. Niente di più laico dell’esoterismo di questo insegnamento! Niente di più umano di questa profusione di immagini originali, viventi, libere, movimentate, pittoriche, talvolta disordinate ma interessanti; niente di più commovente di queste innumerevoli testimonianze di vita quotidiana, del gusto dell’ideale, degli istinti dei nostri padri e, soprattutto, niente di più avvincente del simbolismo dei vecchi alchimisti, abilmente raffigurato dagli scultori del Medioevo” (Fulcanelli). Significativa a questo proposito è la cattedrale di Notre Dame di Parigi, chiesa filosofale per eccellenza, come individuato da Victor Hugo là dove la definisce ” il più soddisfacente compendio di scienza ermetica”. D’ altronde gli alchimisti del XIII secolo vi si incontravano una volta alla settimana ( tale usanza era ancora in vigore nel 1539) per discutere e spiegare le allegorie ed i simboli misteriosi “del libro di pietra”. Gli ermetici leggono cabalisticamente la cattedrale: dalle sculture che rappresentano l’alchimia, gli strumenti e i materiali alchemici, alla pianta, ove la croce è il geroglifico alchemico del crogiolo (crucibulum, crogiolo ha per radice crux, crucis, croce); dai rosoni, nei quali si succedono i colori dell’Opera secondo un processo circolare che va dalle tenebre (il rosone settentrionale non è mai illuminato dal sole), al colore bianco (il rosone del transetto meridionale è illuminato a mezzogiorno) e al colore rosso (il rosone del portale, la “rota” medievale, geroglifico alchemico del tempo necessario alla cottura della materia filosofale, era illuminato al tramonto), al labirinto del pavimento, figura cabalistica che fa parte della tradizione magica attribuita a Salomone (il labirinto della cattedrale è anche detto “labirinto di Salomone”); dalle cripte, camere sotterranee degli antichi templi, destinate a conservare la Vergine Nera, l’ antica Iside, simbolo della terra da fecondare (virgo paritura), alle statue di San Cristoforo-Crisoforo (portatore di Cristo – portatore di oro ), presenti originariamente in molte cattedrali, geroglifico della materia nascosta dei filosofi ermetici.

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