La terza guerra punica: 149-146 a.C.

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dalla Storia romana

di Carlo Zacco

“Cartago delenda est”. Dopo la seconda guerra punica Cartagine si era ripresa si era ripresa alla grande e aveva saldato tutti i debiti in breve tempo. Roma si sentiva minacciata da questa prosperità, e per una volta tradizionalisti e ceti commerciali si trovarono d’accorso sull’idea di distruggerla.

Lo scoppio. Il pretesto fu offerto nel 149 a. C. da un’aggressione da parte di Cartagine alla Numidia, per una questione di confine provocata dal Re Massinissa. Roma considerò questo gesto una violazione degli accordi, e dichiarò guerra. Cartagine si dichiarò subito disposta a riparare in ogni modo, ma Roma dichiarò comunque di voler distruggere la città, risparmiando i cittadini. Questa ostilità provocò una strenua reazione di difesa di Cartagine che, nonostante l’inferiorità numerica, resistette all’assedio di Roma per tre anni.

Caduta di Cartagine. L’assedio fu portato a termine dal figlio adottivo di Scipione Africa, il cosiddetto ‘Emiliano’, e si concluse nel 146 a.C. con la caduta di Cartagine: la popolazione fu massacrata, i superstiti venduti come schiavi, la città distrutta, e sul suo suolo venne sparso il sale. Il territorio di Cartagine divenne la Provincia d’Africa.

 

Spagna. Sempre Scipione Emiliano condusse una lunga guerriglia in Spagna volta a sottomettere la popolazione dei Celtiberi. Dopo un duro assediò espugnò la capitale Numanzia nel 133 a.C. e da quel momento nasceva la Provincia di Spagna. Nello stesso periodo fu sottomessa a Roma anche la parte meridionale della Francia, e nacque la provincia della Gallia Narbonese.

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