L’agire quotidiano del Dirigente Scolastico

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Il dirigente scolastico deve occuparsi di piccoli problemi ogni giorno.

Qualcuno potrebbe pensare che questo sia un “perdere tempo”, poiché spesso il Dirigente è tenuto a spendersi in rapporti e incontri non programmati, rimandando alcuni suoi compiti istituzionali.

Eppure è in questo modo che dà un indirizzo alla sua scuola.

E’ ascoltando i genitori e gli alunni che si lamentano dei docenti, ascoltando i docenti che parlano male degli alunni, è facendo tutte queste cose, spesso impreviste ed estemporanee, che può far capire, in maniera pratica e concreta, quale è la sua idea di scuola.

E’ partecipando ai consigli di classe, che, con la sua stessa presenza, condiziona i docenti a lavorare in un certo modo.

E’ con la presenza, con la sua presenza, che il Dirigente condiziona positivamente il clima della sua scuola, e svolge la sua funzione essenziale di facilitatore del clima di apprendimento-

E’ inutile fare proclami, interventi, convegni, ecc..

E’ nella pratica quotidiana che un dirigente fa capire e ribadisce fini e obiettivi.

La macchina della scuola funziona nell’imperfezione, quindi occorre essere pronti all’imprevisto, bisogna cogliere l’imprevisto non come un inciampo, un ostacolo, ma come un’occasione preziosa.

Accettare il principio dell’imperfezione e della fatica quotidiana del fare scuola: questa è la sfida più arricchente, anche dal punto di vista professionale, per il Dirigente Scolastico.

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