L’amministrazione scolastica ignora la cultura informatica – di Enrico Maranzana

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L’informatica è una
disciplina che vive nello spazio che intercorre tra i problemi e le risorse
tecnologiche.
Inizialmente l’informatico,
nel rispetto dei vincoli, analizza il problema e lo modella, successivamente
procede alla sua codifica.
Il modello è una
rappresentazione semplificata della realtà, semplificazione funzionale allo
scopo.
La costruzione di modelli è
il momento generativo della cultura informatica.
                                                                        °
° ° ° ° ° °       
Negli enti pubblici vige il principio
di distinzione tra le funzioni d’indirizzo politico e quelle di gestione,
principio richiamato dal d.lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 – dirigenza pubblica –
Art. 37 che afferma la necessità di “rafforzare
il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti
agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla
dirigenza”.
La proiezione della norma
sulla scuola restituisce la separazione netta tra le due funzioni: la dirigenziale
non può e non deve essere sovrapposta e confusa a quella di governo [i].
Solo
lo spazio tridimensionale può veicolare la distinzione.
Si
pensi a una piramide al cui vertice sia collocato il dirigente scolastico che,
oltre a rappresentare la scuola, abbia il compito di portare a unità l’attività
dell’istituzione. A tal fine redigerà ordini del giorno che vincolino i diversi
organismi alle responsabilità previste dal mandato ricevuto [ii].
Il
modello grafico bidimensionale, utilizzato nelle sedi scolastiche e visibile in
rete, altera il sistema di regole in cui vive la scuola: le attribuzioni e le
responsabilità originarie dei soggetti sono stravolte.
Non
si tratta di una questione di rappresentazione: è l’espressione del modo in cui
il dirigente scolastico intende e gestisce la propria posizione all’interno
della struttura decisionale.
La modellazione della base
della piramide prende avvio dalla definizione di autonomia scolastica: “Garanzia di libertà di insegnamento e di
pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione
di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della
persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle
caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il
successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del
sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo
di insegnamento e di apprendimento”
[Dpr 275/99].
Progettazione,
educazione, formazione, istruzione sono le parole chiave, il cui significato è
desumibile dal TU 297/94.
L’attività
degli organi collegiali a livello di circolo e d’istituto è “progettuale”: le finalità sono
scomposte in obiettivi, i percorsi per il relativo conseguimento sono
ipotizzati, gli scostamenti risultati attesi-risultati conseguiti sono
capitalizzati.
La
scuola è vista come un sistema orientato alla “formazione” di persone in grado d’interagire positivamente con
l’ambiente in cui s’inseriranno al termine del loro itinerario scolastico.
Il
Consiglio di circolo/istituto sovraintende la funzione formativa:
·       
elabora
e adotta gli indirizzi generali
” per identificare le competenze generali [iii] che gli studenti devono
essere in grado di manifestare al termine del loro itinerario scolastico;
·       
Delibera i “criteri generali della programmazione educativa” per orientare i
lavori degli organi sottordinati;
·       
“invia
annualmente una relazione al provveditore agli studi”;
Il
Collegio dei docenti “Cura la
programmazione dell’azione educativa
”:
·       
Analizza le competenze generali indicate dal
Consiglio di circolo/istituto per derivarne le capacità [iv] sottese;
·       
Elabora strategie per il relativo
conseguimento;
·       
Valuta
periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne
l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati,
proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività
scolastica
”;
Il
Consiglio di classe realizza il coordinamento didattico per prefigurare piani
di “istruzione” che adattino le
indicazioni del Collegio dei docenti alla specificità della classe:
·       
Ha “competenze
relative alla valutazione periodica e finale degli alunni
L’insegnamento
chiude la scomposizione del problema formativo: i docenti ideano e gestiscono
occasioni d’apprendimento per conseguire i traguardi collegialmente individuati
e per trasmettere una fedele immagine della disciplina d’appartenenza.

note

[i]
La legge 107/15
avrebbe voluto liberarsi dal vincolo: non c’è riuscita.
Al punto 4 del comma 14 dispone: “Il piano triennale dell’offerta formativa è
elaborato dal collegio dei docenti sulla base 
degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione
e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico.  Il piano è approvato dal consiglio d’istituto
”.
Decodificando: Il
consiglio d’istituto, organo strategico della scuola, elabora gli indirizzi
generali per orientare l’attività definitoria del dirigente scolastico.
Il Collegio dei
docenti, in base alle direttive del dirigente, elabora il piano e lo sottopone
per l’approvazione dal consiglio d’istituto che ne verifica la corrispondenza
con le indicazioni fornite.
[ii] Adempimento sistematicamente eluso dai i
dirigenti scolastici: la partecipazione alla vita collegiale è stata
scoraggiata!
[iii]
I profili dei
regolamenti di riordino del 2010 propongono ampi repertori di competenze
generali
[iv] Se ne trascrive un
sottoinsieme:    Analizzare   Applicare 
Argomentare/Giustificare  
Comunicare  Comprendere    Decidere/Scegliere  Generalizzare   Interpretare    Memorizzare    Modellare   
Progettare   Relativizzare   Riconoscere    Ristrutturare   Sintetizzare    Sistematizzare   Trasferire  
Valutare …
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