L’avventura della scienza, a scuola

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L’attenzione alla dimensione storica della conoscenza scientifica è un elemento basilare nell’impostazione di un insegnamento delle discipline scientifiche che intenda essere rispettoso della natura del sapere scientifico e al tempo stesso delle esigenze educative e culturali degli studenti. La storicità infatti è una caratteristica intrinseca del fare scienza e dovrebbe esserlo, a maggior ragione, del suo comunicarla; è una dimensione che pervade tutti i momenti dell’attività scientifica e deve innervare l’esperienza scolastica quotidiana.

Una volta raggiunta questa consapevolezza e assunta la decisione di prendere in piena considerazione l’aspetto storico, nella pratica didattica bisogna evitare due possibili soluzioni estreme: da un lato accontentarsi di inserire qualche riferimento biografico o cronachistico, che può suscitare l’interesse degli studenti ma non va al di là di una sterile aneddotica; dall’altro la riduzione della disciplina al puro e semplice resoconto cronologico della sua storia. Tali posizioni non fanno che esprimere la scarsa sensibilità dell’attuale contesto culturale verso la dimensione storica del sapere scientifico; ma ciò ha una radice più profonda: è la trascuratezza del soggetto della conoscenza scientifica. È come se nei luoghi dove la scienza vive – siano essi un centro di ricerca internazionale o il più modesto laboratorio di un liceo – la persona non c’entrasse e tutto fosse immerso in un distillato di asettica oggettività.

Non trascurare il soggetto significa concepire e presentare la scienza come esperienza, come avventura umana interessante, con tutta la sua drammaticità, il suo fascino, i suoi limiti. La storia della scienza è storia di gente che ha saputo spalancare lo sguardo lasciandosi provocare dalla realtà per poi reagire provocando a sua volta la natura, ponendole domande; più che accumulazione di risultati e di successi, è storia di curiosità, di interrogativi, di aspettative.

Il primo desiderio dell’educatore sarà di vedere gli studenti non tanto proiettati sulle risposte quanto incuriositi dalle domande; la preoccupazione costante sarà quella di far affiorare i perché che hanno mosso gli uomini di scienza e di farli entrare in risonanza con i nostri perché.

Con questa attenzione pedagogica può essere utilizzato lo storytelling, nelle diverse forme e con gli strumenti oggi disponibili. In proposito segnaliamo il volume Scienziati in città. Storie di scienza per viaggiatori curiosi, pubblicato da chi scrive con Editoriale Delfino (https://www.facebook.com/ScienziatInCitta). Con stile narrativo, il volume ci fa incontrare venti personaggi e ci invita a visitare venti città dove si sono svolte vicende a vario titolo significative per il cammino della scienza: venti storie vissute da scienziati noti e meno noti, attraversando il tempo, dall’antichità, al Medioevo, all’epoca moderna e contemporanea; toccando luoghi diversi e incrociando a più riprese i flussi della storia. Vengono quindi ricostruiti e raccontati alcuni momenti della storia delle scienze, ricollocando gli scienziati nei loro ambienti, nelle loro epoche e nei contesti che certamente hanno avuto qualche incidenza anche sul loro modo di “fare scienza” e in qualche caso sugli stessi risultati delle ricerche. Il testo consente di seguire l’intrecciarsi di tante vicende umane e di storie personali con le grandi trame della storia e anche di percorrere luoghi, alcuni molto noti altri meno, toccando ma andando oltre gli aspetti geografici e turistici.

Le vicende raccontate non esauriscono ovviamente la ricchezza delle storie scientifiche raccontabili e sono state scelte dall’autore con criteri personali, selezionando tra le tante quelle nelle quali l’abbinamento con i luoghi merita una speciale attenzione e consente di dare risalto agli aspetti umani della ricerca scientifica; senza trascurare la possibilità di ritrovare oggi, negli stessi luoghi, tracce e testimonianze di quelle esperienze passate.

La citazione delle principali fonti di storia della scienza e il riferimento ai testi di storici, biografi e narratori di scienza consente numerosi approfondimenti e suggerisce possibili utilizzi didattici, come indicato anche in un recente articolo su una nota rivista (Scienziati in città – Percorsi didattici, Nuova Secondaria, Maggio 2019).

 

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