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Le zone d’ombra della programmazione del Ministero dell’istruzione

L’azione del Ministero dell’istruzione per l’anno 2022 e per il triennio 2022-2024 è stata ufficializzata. Essa mira alla “Costruzione di un nuovo modello di Scuola” che preveda sia la riorganizzazione del sistema scolastico, sia lo sviluppo della didattica per competenze.

Sono due aspetti che appartengono, da quasi mezzo secolo, all’ordinamento scolastico dello Stato. Ne risulta, lampante, l’inefficacia normativa. Alla sua origine può essere posta la mancanza di una definizione univoca e condivisa del termine “competenza”.

Assumendo un punto di vista operativo si può affermare che una competenza descrive il comportamento di chi affronta un compito con successo: implica la presenza sia di capacità o di abilità, sia delle conoscenze necessarie.

Le capacità e le competenze sono la finalità del sistema scolastico: da perseguire utilizzando strumentalmente le abilità e le conoscenze [art. 2 legge 53/2003].

Le capacità, che si possono percepire attraverso l’analisi delle competenze, sono traguardi che accomunano tutti gli insegnamenti: “La programmazione dell’azione educativa” del Collegio dei docenti è l’ambito in cui si elabora, si gestisce e si monitorizza la strategia d’intervento volta al loro conseguimento [dpr 416/74 art. 4 lettera c].

A titolo esemplificativo si trascrive l’ipotesi operativa del progetto Mercurio, elaborata dal ministero per il triennio degli istituti tecnici commerciali: “Per ogni anno si predisponga una scala dei fondamentali traguardi formativi, in modo da essere controllabili e misurabili.
Una possibile scansione di obiettivi trasversali, che andranno poi operazionalizzati, è la seguente:
in terza: cogliere l’aspetto sistemico, costruire modelli;
in quarta: procedere dal generale al particolare (approccio top down), usare e produrre documentazione;
in quinta: elaborare strategie, giungere a consapevoli valutazioni”.
“A tale scopo è essenziale costruire un progetto comune a cui ciascuna disciplina concorra con la propria specificità di metodi e di oggetti”.

Si può pertanto asserire che non è necessario costruire un nuovo modello di scuola: è sufficiente accertare l’articolata formulazione delle competenze generali e di quelle specifiche, che i Piani Triennali dell’Offerta Formativa devono elencare. Tali competenze sostanzieranno la progettazione educativa dei Collegi dei docenti che, pubblicizzando la loro strategia, riqualificheranno la funzione docente.

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