Lettera a Mons Adelio Dell’Oro – di Don Savino

Carissimo, mio, Adelio,
oso dire, perché la prima grande scoperta di questa circostanza è il mare di doni che Gesù mi sta elargendo (o meglio, di cui mi sto accorgendo ora!). E tu sei uno dei doni più grandi che Dio mi ha dato!
Sono appena tornato dall’ospedale e sono in attesa di essere richiamato per i cicli di chemioterapia….
Pur nel dolore (lancinante alle ossa!) che adesso è un po’ diminuito, ho il cuore colmo di gioia per quello che sto vedendo accadere, proprio adesso che non posso far niente! In particolare in questi giorni in ospedale con i miei nuovi amici colpiti dal cancro, ma insieme “colpiti” dalla Presenza di Gesù, ai più sconosciuto, eppure così familiare e vicino!
Ieri sera è venuto Scola a Corsico, che avevo invitato per un Quaresimale da tempo. E’ stato di una tenerezza infinita nei miei confronti e poi cordialissimo e preciso con la gente alle cui domande ha risposto con una paternità affettuosa.
Io gli ho fatto questa domanda che racchiude credo, l’esperienza che sto vivendo:
“Eminenza, in questo periodo e per l’ esperienza che sto vivendo, mi sono accorto, in modo quasi prepotente che c’ e’ un grido che emerge inesorabile dal cuore di ogni uomo e che mi accomuna a tutti scoprendoli sorelle e fratelli miei: perché il dolore? Perché la sofferenza? Perché la morte, soprattutto quando arriva ad una giovane età?
Questo grido, quando parte dall’esperienza, facilmente si fa domanda e attesa di una risposta che dia senso a ciò che si sta vivendo.
Ed è qui che ho scoperto, insieme ai miei compagni di viaggio in ospedale, la sorpresa di essere amato!
Gesù, per farmi capire come ama proprio me, si presenta Crocifisso:
il dolore e’ il biglietto da visita dell’amore; anzi non si può amare senza soffrire!
Questo abbraccio tra dolore e amore non potrebbe essere forse la strada per incontrare e raggiungere ogni uomo nelle periferie dell’esistenza e nel più profondo del suo essere oggi?
Quel Gesù che ci abbraccia dalla Croce, (preludio della Vittoria finale) non è forse il vero crocevia dell’incontro con l’uomo contemporaneo così smarrito, ma così assetato di un senso, di un significato che risponda all’interrogativo più vero: per che cosa vale la pena vivere? E come si fa a vivere?”
Caro Adelio, non smettiamo di sostenerci per dire il nostro SI’ a Gesù nella circostanza in cui ci chiama!
Ti ringrazio di tutto e ti abbraccio.
Tuo, Savino

Lettera scritta all’amico Mons.  Adelio Dell’Oro l’11 aprile 2014


Dalla risposta di Mons. Dell’Oro a don Savino – 20 maggio 2014
 
…È esperienza di ciascuno di noi che il dolore dell’uomo è talmente acuto, che non può essere lenito da una “spiegazione”. Per questo Dio capì, che era necessario farsi “Presenza” (Paul Claudel).
La Grazia passa attraverso l’umano, attraverso un segno visibile, che contiene in sé l’invisibile. Per questo il popolo cristiano è sempre andato e va ancora oggi a chiedere la “Grazia” nei Santuari, cioè in un luogo particolarmente significativo perché racchiude il corpo di un Santo, di un uomo nuovo e vero, un luogo dove si è manifestata in modo significativo e imprevedibile la Presenza di Maria o di Gesù.
Non ti dimentico, ma ti affido ogni giorno alla Madonna e ai miei Santi e prego che, per la tua presenza in essa, la tua Parrocchia possa diventare sempre più questo Santuario per tutta la gente di Corsico.
Un grande abbraccio, don Adelio