L’impollinazione


di Maria Paola Viale

Le piante, per riprodursi, devono fare in modo che un seme maschile venga unito ad un ovulo femminile. Questo fenomeno si chiama fecondazione. Nelle piante i semi maschili (= il polline) e gli ovuli sono localizzati nei fiori. Nella maggior parte dei casi il polline di una pianta si unisce con un ovulo di un’altra pianta; questa si chiama fecondazione incrociata ed è molto importante in quanto assicura una grande variabilità. Nella maggior parte delle piante i fiori sono ermafroditi, contengono cioè sia gli organi maschili che femminili, mentre in alcuni casi sono separati e si dicono unisessuati. Quindi ci sono due tipi di fiori: uno con soli organi maschili ed uno con soli organi femminili. I due tipi di fiori possono essere presenti sulla stessa pianta (piante monoiche) o su due piante diverse (dioiche). Il polline deve essere quindi trasportato su di un altro fiore e, più precisamente sullo stigma, che è la porta d’ingresso per arrivare agli ovuli. Per alcune piante è il vento che compie questo trasferimento e questi fiori producono molto polline  ma sono di dimensioni ridotte. Le piante che si affidano al vento per l’impollinazione hanno di solito fiori piccoli, poco appariscenti, con molto polline dai granuli piccoli e leggeri; le piante che si affidano agli insetti hanno fiori vistosi e profumati.

Paola Viale

Paola Viale

Insegnante di scuola primaria in Liguria