L’inseguimento

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

racconto tratto da “Ti con zero”

Italo Calvino

TI CON ZERO 
 

 L'INSEGUIMENTO

Relazione di De Ciechi  Marco – 1 F – 06/03/2006

Autore:

Italo Calvino nacque nel 1923 a Santiago de Las Vegas, un sobborgo di L’Avana a Cuba, dove lavorava suo padre Mario, agronomo, che dirigeva una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola di agraria. Sua madre invece, Evelina Mameli, di origine sarda, era laureata in scienze naturali.

Nel 1925 la famiglia tornò a Sanremo.

Dopo la maturità, Calvino si iscrisse alla facoltà di agraria all’Università di Torino, dove suo padre insegnava agricoltura tropicale.

Dopo pochi mesi però, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Calvino interruppe gli studi: nel 1943 eluse la chiamata di leva della Repubblica Sociale Italiana e si unì alle Brigate partigiane Garibaldi insieme al fratello, mentre i genitori erano ostaggi dei tedeschi.

L’ambiente della casa editrice fu fondamentale per la sua formazione culturale tanto che, già nel 1947, pubblicò il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, basato sulle sue esperienze partigiane. Ambedue le opere nacquero nell’ambiente del neorealismo, anche se mantengono, in modo particolare la prima, un tono quasi fiabesco.

Nel 1952, consigliato da Vittorini, abbandonò la letteratura neorealistica dai risvolti sociali per dedicarsi ad una narrativa in apparenza fantastica, però leggibile a vari livelli interpretativi: scrisse Il visconte dimezzato che, con Il barone rampante (1957) ed Il cavaliere inesistente (1959). Nei primi anni ’60 Calvino scrisse due articoli (Il mare dell’oggettività e La sfida al labirinto) in cui enunciò una poetica etico-conoscitiva che mirava a rappresentare la condizione dell’esistenza dell’uomo contemporaneo all’interno di un mondo sempre più complesso e difficile da decifrare, entrando in contrasto con la nascente corrente neoavanguardistica, nella cui poetica Calvino vedeva un cedimento alle ragioni della tecnologia e dell’industria.

Lo scrittore ligure pubblicò poi Marcovaldo, ovvero le stagioni in città, una raccolta di favole moderne in cui è evidente il contrasto natura e progresso.

Nel 1964 Calvino sposò l’argentina Esther Judit Singer e si trasferì a Roma, dove l’anno seguente nacque la figlia Giovanna. L’atmosfera culturale italiana era molto cambiata: la neoavanguardia aveva consolidato la sua posizione di prestigio e lo strutturalismo e la semiologia erano diventate le scienze sociali a cui tutti facevano riferimento. A questi anni risalgono Le Cosmocomiche (1965), raccolta di racconti apparentemente fantascientifici, in realtà basati su una vena fantastica e surreale e Ti con zero (1967).

Nel 1967 si trasferì a Parigi e intensificò il suo interessamento per le scienze naturali e sociologiche, entrando in contatto con il gruppo dell’Oulipo. Tali interessi influirono sulla sua opera: nacquero infatti Le città invisibili (1972) e Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979).

Nel 1980 Calvino tornò a Roma con la famiglia. Nel 1983 pubblicò i racconti di Palomar, in cui l’intereccio narrativo è ridotto al minimo: in primo piano sono posti la riflessioni metafisica e la descrizione.

Calvino si senti male nel 1985, venne trasferito a Siena all’ospedale Santa Maria della Scala ma non riuscì a superare la notte fra il 18 e il 19 settembre.

 

Riassunto:

Il narratore, alla guida di unauto, si trova inseguito da un individuo, incaricato di ucciderlo, che in precedenza ha già tentato di farlo fuori” con due proiettili. Inseguito ed inseguitore, entrano tra le vie della città e si trovano bloccati nel traffico di un semaforo. Il nostro protagonista, ha un distacco di parecchie macchine sul suo inseguitore che lo tiene sotto mira e cerca di calmarsi pensando ai diversi modi e alle possibili soluzioni per poterlo seminare quando la coda creata dal semaforo inizia a muoversi. La prima tesi che viene in mente al protagonista è la possibilità di attraversare il semaforo appena scatta il verde del semaforo, cercando di lasciare l’avversario bloccato al semaforo  rosso, basandosi sullirregolare alternanza dei colori. Non sentendosi sicuro della sua tesi, inizia ad escludere le mosse che non potrebbe fare il suo rivale: non potrebbe mai affiancarsi a lui per sparare, perché se tentasse una manovra di questo genere sarebbe subito visto dallinseguito che farebbe la sua medesima mossa spostandosi su un’altra corsia. Non potrebbe sparagli, a causa dei numerosi testimoni che chiamerebbero immediatamente la polizia e non potrebbe neppure abbandonare lauto per ucciderlo perché sarebbe bloccato dalla furia degli automobilisti, non tanto per l’omicidio commesso ma soltanto perché bloccherebbe il traffico. Linseguito, inizia dunque a esaminare il rapporto tra spazio e velocità basandosi sulle sue conoscenze ed entra in una elaborazione scientifica molto articolata e complessa arrivando così a una conclusione: il rapporto inseguitore-inseguito è uguale anche se si scambiassero le macchine.

Il narratore cerca di immaginare che anche le altre auto si stiano inseguendo, o scappando, e così proietta fuori di sé la paura che lo perseguita. Nonostante le sue supposizioni  si considera un uomo finito, non riesce a pensare ad una soluzione. Continua a pensare alle sue ipotesi assurde ma arriva finalmente ad una conclusione concreta: tutte le macchine sono legate da una catena inseguitore- inseguito. Quando scatta il verde, prende una pistola dal portaoggetti della sua auto e spara al conducente che lo precede, pensando che l’elemento decisivo sta con chi lo precede e non con chi lo insegue alle sue spalle e scappa rimanendo sempre schiavo di questa interminabile catena.

 

Personaggi:

Durante tutto il monologo il personaggio centrale è linseguito”, che durante la fine del monologo riesce a intuire la cosa da un altro punto di vista e attraverso lunghe elaborazioni si trasforma psicologicamente in un inseguitore riuscendo così a salvarsi.

Non viene mai specificato il nome di questo personaggio, ma si intuisce che il soggetto è una persona attenta, svelta ed intuitiva.

Vengo inoltre accennati linseguitore e la vittima, protagonista del finale.

 

Spazio:

La vicenda si svolge interamente su strade urbane, inizialmente in una strada scorrevole per poi finire in un traffico intenso. In questo caso, per il protagonista, il semaforo è simbolo di angoscia  che si trasforma nell’elemento di salvezza.

 

Tempo:

La vicenda si svolge in pochi minuti interminabili. Prevalgono i momenti di riflessione dai quali dipende la  sorte del protagonista e solo nel finale ci sono scene di azione. Non ci sono anticipazioni né flashback.

 

Stile:

Il linguaggio adottato dall’autore è abbastanza semplice, ma vi sono molti pensieri difficilmente comprensibili, laboriosi e complessi ed è facile perdere il filo del racconto.

 

Tecniche:

E presente solo il discorso indiretto ed i monologhi interiori prevalgono per tutto il racconto.

 

Narratore:

Il narratore è interno alla vicenda ed è l’unico protagonista del racconto.

 

Tematiche:

Questo libro è caratterizzato soprattutto da processi logici che costringono il lettore ad avere maggiore attenzione nella lettura. Il protagonista si crea un mondo intorno a sé da cui trae le possibili soluzioni dalle quali dipende il suo destino aiutandosi attraverso le proprie conoscenze sullo spazio e sul tempo. Nelle molteplici vicende vi è quasi sempre in gioco la vita del protagonista, quasi a significare che la logica aiuta a superare gli ostacoli della vita.

 

Commento:

Questo libro è caratterizzato da una serie di racconti sorprendenti e complessi sulla scienza e sulle dimensioni spazio-temporali; è molto difficile comprendere il filo logico del racconto e occorre una grande capacità di concentrazione. È stata la prima volta che ho letto un libro di carattere scientifico e posso dire che non mi è risultato facile comprendere alcune parti del racconto. A volte occorre rileggere alcune fasi del racconto per riuscire a comprendere dove vuole portarci Italo Calvino con la sua fantasia.

Pubblicità
shares