L’istruzione “riparte”… ma senza il fumo – di Daniele Sammartino

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità
“ Abbiamo voluto dare soltanto delle prime risposte, poiché le risorse
sono limitate e sono necessari salti mortali. Crediamo che l’anno scolastico
stia per iniziare in modo molto forte e significativo. Per quanto riguarda Il
funzionamento delle scuole, purtroppo, 
reso molto complesso dall’assenza di personale, bloccato negli ultimi
tempi dalla difficile faccenda degli inidonei, dentro il provvedimento c’è
l’inizio della soluzione della questione del personale ATA e docente.

Dal primo
gennaio partiranno le assunzioni che cercheranno di colmare, almeno in parte,
quella carenza drammatica che caratterizza la nostra scuola. Voglio aggiungere
l’ultimo tema, che sicuramente colpirà abbastanza: abbiamo deciso di accelerare
l’eliminazione del bonus maturità, poiché non è possibile applicare una norma
che avrebbe creato troppe disparità nell’ingresso agli studi universitari.”

Affermazioni fatte dal Presidente del Consiglio Letta durante la conferenza
stampa.
Il nuovo decreto scuola chiamato
“l’istruzione riparte” è stato proposto il 9 settembre 2013 e approvato il 7
novembre dello stesso anno dal Consiglio dei Ministri. La scuola e l’università
si rimettono in cammino; una marcia cadenzata da una serie di provvedimenti
“Sans-culottes” che intervengono, per quello che possono, con possanza e vigore
in ambito formativo. Sono stati stanziati 400.000.000 di euro: 13.000.000
milioni nel 2013, 305.000.000 nel 2014 e 82.000.000 nel 2015. Sono state
annunciate immissioni in ruolo, per gli anni 2014-2016, di circa 69.000.000
posti per i docenti e di 16.000 posti per il personale ATA (gli ausiliari
tecnici e amministrativi).Non sono stati trascurati nemmeno gli insegnanti di
sostegno, ai quali spetta un futuro niente male: 26.000 nuove immissioni in
ruolo nei prossimi tre anni; ciò offre, almeno la chimera di un’opportunità , a
quei poveretti che affollano graduatorie e concorsi. Per alleviare i costi dei
libri alle famiglie,  gli studenti potranno
utilizzare i libri di testo delle edizioni precedenti e inoltre verranno
impiegati, a partire dal 2014, 15.000.000 di euro per supportare economicamente
i ragazzi audaci e meritevoli, ma privi di mezzi per approdare ai più alti
livelli d’istruzione. Per quanto concerne l’Università, oltre al consolidamento
delle borse di studio, si fa notare la discussa abolizione del bonus maturità,
definito dal ministro dell’istruzione Carrozza creatore di sperequazioni.
Grazie al provvedimento, gli insegnanti potranno entrare gratis nei musei (per
implementare la loro formazione), verrà data maggiore importanza a materie come
arte, geografia e musica e udite, udite, ormai sarà vietato fumare sigarette
normali ed elettroniche sia nei locali chiusi, sia in quelli aperti.
Secondo i più, si poteva fare
decisamente meglio. La verità è che anch’io all’inizio ero tra i più, ma
leggendo ed esaminando per bene il decreto ho cambiato rotta, poiché mi sono
reso conto dell’impegno e delle difficoltà che lo Stato italiano sta cercando
di affrontare in questo difficile periodo di crisi. Coloro che cercano di fare
i populisti, pretendendo una radicalità astrusa e metafisica, non sarebbero, a
mio avviso, in grado di rispondere con professionalità e integerrima attenzione
alle vere esigenze del Paese. Lo sta facendo in modo rispettabile il Governo,
che con questo decreto ragionato e mai così efficace è riuscito ad avvicinarsi
grandemente alle famiglie italiane e agli studenti , riducendo i costi
scolastici e offrendo aiuti, degni di uno stato civile a quei ragazzi capaci e
studiosi che hanno intenzione di proseguire gli studi. Sono d’accordo con
l’eliminazione del bonus maturità, perché ritengo che sia corretto che tutti i
ragazzi partano in posizione di parità per giungere poi alla facoltà
universitaria a numero chiuso che più li realizzerebbe come cittadini.
Incredibilmente importanti, saranno anche le assunzioni programmate dal
Governo, che permetteranno di fagocitare nel mondo del lavoro quasi 100.000
persone in cerca di sicurezza e di stabilità economica.
Notevoli sono stati anche i
15.000.000 di euro investiti per migliorare la connettività wireless, al fine
di rendere la nostra Scuola ancora più all’avanguardia in ambito tecnologico e
i 100.000.000 spesi per il potenziamento delle borse di studio universitarie.
Come citato in precedenza verrà dato maggior pregio a discipline trascurate
negli ultimi anni, ma estremamente importanti per gustare e assaporare le
bellezze artistiche dell’Italia. Mi sto riferendo a geografia, arte e musica,
pietre miliari per implementare la cultura generale. Il decreto manifesta una
“spudorata” attenzione alla salute degli studenti, minata in passato
dall’inquietante presenza delle sigarette. Adesso i luoghi al chiuso e
all’aperto saranno sicuramente più vivibili, l’aria respirabile. Era doveroso
nei confronti di coloro che non sopportano, come giusto che sia, il fumo e che
non vogliono respirarlo in ambiente scolastico. Non bisogna dimenticare nemmeno
i provvedimenti sull’edilizia scolastica; sono stati, infatti, favoriti
interventi straordinari di ristrutturazione e messa in sicurezza di
innumerevoli istituti e la costruzione di nuove scuole mediante la stipulazione
di mutui trentennali con la Bei, la banca di sviluppo del consiglio d’Europa e
la Cassa Depositi e prestiti.

Finalmente un decreto che
valorizza l’istituzione scolastica, la cultura e la ricerca (sono stati
contattati 200 studiosi e tecnologi per supportare gli studi all’Istituto
nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e che controbatte stentoreamente
agl’ingiustificati attacchi ricevuti dal Governo. L’Italia ha bisogno di
risposte certe ed esaustive. Questa, sicuramente, lo è. 
Daniele Sammartino         3°G
Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: