Lombardia/Progetto Braindrive”


campagna guida sicura

Gli studenti mettono in rete la sicurezza stradale
La Stampa – 20 gennaio 2010

Milano

Al via la prima fase del progetto per le scuole Braindrive” con gli studenti delle superiori che hanno messo on line alcuni materiali sulla sicurezza stradale adesso è su internet.
Due spot (già in onda), un sito con giochi, test, simulatori di ubriacatura e anche un counter con il numero di incidenti che viene aggiornato in tempo reale e anche una pagina su Facebook sono gli elementi principali della campagna che in futuro si dovrebbe allargare a prove di guida sicura, a documentari e a una minifiction, tutto fatto con il contributo dei ragazzi.
«Siamo stanchi di andare ai funerali dei nostri studenti, o a trovarli in ospedale o a seguirli a scuola con la carrozzella» ha detto alla presentazione dell’iniziativa Giuseppe Colosio, il direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia. E per questo, ha spiegato, è stato deciso «un salto di qualità» coinvolgendo direttamente i ragazzi, che hanno fra l’altro ideato i due video, visto che la maggior parte degli incidenti riguardano proprio persone fra i 19 e i 30 anni.
L’ufficio scolastico ha così prodotto Braindrive con l’istituto Artemisia Gentileschi, con lIpsia di Monza e con lItsos Albe Steiner di Milano, che è specializzato in comunicazioni multimediali (e sta fra l’altro lavorando alla creazione di una propria web tv). A collaborare alla realizzazione del progetto, del valore di 200 mila euro, è però intervenuta anche Telelombardia srl.
Gli spot invitano a mettere il casco e guidare con il cervello”, ma lo fa anche una delle applicazioni previste sul web che permette di mandare dei gift ai propri amici come premio per azioni virtuose (ad esempio se una sera eviteranno di bere per fare da autisti agli altri). E facebook permetterà ai ragazzi di mandare direttamente dei contributi: video girati con il telefonino, storie, pensieri.
«Facciamo un salto di qualità – ha concluso Colosio, ricordando l’attenzione su questo del ministro Mariastella Gelmini che non ha potuto partecipare alla presentazione – con strumenti di comunicazione più moderni, dalla tv ai social network, facendo in modo che siano i ragazzi a parlare con i loro amici».