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Marino Moretti

A Cesena di Marino Moretti

tra ironia e scoraggiamento

Marino Moretti nasce nel 1885 a Cesenatico
La sua più importante raccolta poetica è Poesie scritte col lapis del 1911
Dopo questa raccolta, però, Moretti lascia la poesia per la prosa, e ritorna alla poesia solamente negli anni sessanta e settanta
Muore a Cesenatico nel 1979

A Cesena

di Marino Moretti

Piove. È mercoledì. Sono a Cesena,
ospite della mia sorella sposa,
sposa da sei, da sette mesi appena.

Batte la pioggia il grigio borgo, lava
la faccia della casa senza posa,
schiuma a piè delle gronde come bava.

Tu mi sorridi. Io sono triste. E forse
triste è per te la pioggia cittadina,
il nuovo amore che non ti soccorse,

il sogno che non ti avvizzì, sorella
che guardi me con occhio che sostina
a dirmi bella la tua vita, bella

bella! Oh bambina, o sorellina, o nuora,
o sposa, io vedo tuo marito, sento,
oggi, a chi dici mamma, a una signora;

so che quell’uomo è il suocero dabbene
che dopo il lauto pasto è sonnolente,
il babbo che ti vuole un po di bene…

« Mamma! » tu chiami, e le sorridi e vuoi
chio sia gentile, vuoi chio le sorrida,
che le parli dei miei vïaggi, poi…

poi quando siamo soli (oh come piove!)
mi dici rauca di non so che sfida
corsa tra voi; e dici, dici dove,

quando, come, perché; ripeti ancora
quando, come, perché; chiedi consiglio
con un sorriso non più tuo, di nuora.

Parli duna cognata quasi avara
che viene spesso per casa col figlio
e non sai se temerla o averla cara;

parli del nonno chè quasi al tramonto,
il nonno ricco, del tuo Dino, e dici:
« Vedrai, vedrai se lo terrò di conto »;

parli della città, delle signore
che già conosci, di giorni felici,
di libertà, d’amor proprio, d’amore.

Piove. È mercoledì. Sono a Cesena,
sono a Cesena e mia sorella è qui
tutta dun uomo chio conosco appena.

tra nuova gente, nuove cure, nuove
tristezze, e a me parla… così,
senza dolcezza, mentre piove o spiove:

« La mamma nostra tavrà detto che…
E poi si vede, ora si vede, e come!
sì, sono incinta… Troppo presto, ahimè!

Sai che non voglio balia? che ho speranza
dallattarlo da me? Cerchiamo un nome…
Ho fortuna, è una buona gravidanza…»

Ancora parli, ancora parli, e guardi
le cose intorno. Piove. Savvicina
l’ombra grigiastra. Suona lora. È tardi.

E l’anno scorso eri così bambina!

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

Ascolta “Letteratura del novecento” su Spreaker.

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