Opinioni dei filosofi sull’istinto delle api

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Virgilio, Georgiche, IV, 219-227

di Carlo Zacco

 

Georgiche, Libro IV

 

219 – 227. Opinioni dei filosofi sull’istinto delle api

 

Dixere

quidam

his signis

atque secuti haec exempla

esse apibus

partem

mentis divinae

Dissero

alcuni

a questi segni

e seguendo questi esempi

che le api hanno

una parte

della mente divina

 

et haustus aetherios;

namque deum

ire

per omnes terrasque

tractusque maris

caelumque profundum.

e un respiro etereo;

e che infatti Dio

va

per tutte le terre

e i tratti di mare

e il cielo profondo.

 

[Dixere]

hinc

pecudes,

armenta,

viros,

genus omne ferarum,

quemque

nascentem

[Dissero che]

da lui

il bestiame,

le mandrie,

gli uomini,

ogni genere di bestia,

ciascuno

alla nascita

 

arcessere

sibi

tenues vitas;

scilicet

omnia

deinde reddi

huc

ac, resoluta, referri

fa venire

a sé

la vita leggera;

che certamente

tutto

poi si rende

a lui

e, disfatta, è riportata

 

nec esse locum morti,

sed

volare [omnia]

viva

in numerum

sideris

né che vi è posto per la morte,

ma

che [tutto] vola

vivo

in mezzo al gran numero

di stelle

 

atque

succedere

alto caelo.

 

e che

si ritira

nel cielo alto.

 

 

 

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