Peppe Dell’Acqua

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artefice e testimone storico della liberazione psichiatrica: da Trieste al mondo

VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=T-janmKp30E

Lo psichiatra Peppe Dell’Acqua si racconta: eccezionale colloquio al termine del film di Marco Turco, “C’era una volta la città dei matti” Trieste, 7 agosto 2013.

Peppe Dell’Acqua, nell’equipe coordinata dal prof. Franco Basaglia spicca tra gli artefici fondamentali della Liberazione dell’istituzione manicomiale nella città di Trieste, città divenuta progetto pilota mondiale della riforma civile-etico-morale della diagnosi e cura del disagio mentale. Oggi la sua testimonianza contribuisce a diffondere la conoscenza di quella prestigiosa svolta politico-sociale.

L’abbattimento fisico delle barriere, dei cancelli e dei reticolati che fondavano sulla segregazione la prevalente terapia metodologica è stata accompagnata dalla demolizione dei parametri di ghettizzazione, diffidenza, vergogna e indifferenza in cui la società relegava i suoi scarti.

La diffusione partecipata di una consapevolizzazione solidale ha reso possibile la realizzazione di questo straordinario modello di emancipazione civile in seno alla società moderna e democratica.

La sequenza delle analogie perpetrate a danno dei ricoverati prima della riforma Basaglia risulta assimilabile a quelle inferte dal sistema concentrazionista nei Lager nazisti, entrambe contrassegnate da brutalità indicibili, nefandezze fisiche e psicologiche di ogni genere, in un impianto di repressione assoluta assurto a sistema.

Ondina Peteani, nel 1975, nei prodromi di una severa forma di depressione correlata alla sua propria vicenda nel campo di sterminio di Auschwitz, venne personalmente sostenuta e curata da Peppe Dell’Acqua che in luogo dello strumento farmacologico la ricondusse a salute e rinnovato impegno con l’applicazione diretta del metodo Basaglia fondato sul concetto di liberazione terapeutica, tramite comprensione, ascolto e interazione all’insegna dell’intuizione di fondo: l’esercizio del Dogma della condivisione, aspetto che in lei comprovò e tuttora sancisce l’efficacia superiore a dispetto qualsiasi altra cura.

Basaglia con il pool di Gorizia prima e di Trieste poi, rifacendosi alla Carta fondamentale dei Diritti dell’Uomo, ha rovesciato la preesistente aberrazione legislativa dell’ annullamento formale dell’identità del soggetto affetto da sofferenze mentali, ricostituendo dignità, formalità giuridico-civile, nel processo di libera autodeterminazione del singolo in direzione di una reintegrazione totale in ambito sociale.

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