Problemi dell’organizzazione della scuola

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L’autonomia è rimasta sulla carta e le istituzioni scolastiche sono troppo spesso condizionate da un modello organizzativo obsoleto, burocratico-ministeriale

Spesso nelle scuole prevale un modello organizzativo “a matrice”. In altri termini, il lavoro è suddiviso, da un lato facendo capo a un modello organizzativo funzionale (cioè del coordinamento), mentre da un altro lato a un modello divisionale (tenendo conto della specializzazione).

In altri termini, il DS ha un suo staff di presidenza, costituito, oltre che da lei, dal vicepreside e da un collaboratore della presidenza, ma accanto a questo staff, contribuiscono alla gestione delle attività i referenti di progetto e i responsabili degli ambiti disciplinari (di materia).

Sussidiarietà verticale

Insomma, la necessità da parte del Dirigente scolastico di valorizzare le risorse interne, ai fini della realizzazione del ricco Piano dell’Offerta Formativa, ha indotto alla creazione di unità organizzative diverse (non una unica, come nel caso del modello funzionale). Si sono creati (o consolidati) i seguenti gruppi di lavoro: le commissioni (per la realizzazione dei progetti) e gli ambiti disciplinari. In particolare, mi sembra che il punto di riferimento continuo del DS siano i responsabili degli ambiti disciplinari, cui spesso si rivolge per diffondere a tutti i docenti le direttive pratiche riguardo la didattica (ad esempio i corsi di recupero) e riguardo la disciplina (ad esempio i permessi di entrata e uscita disciplinati nel regolamento di istituto).

Tuttavia, mi sembra che gli ambiti di intervento e valorizzazione dei docenti siano limitati. Ad esempio, le funzioni strumentali non danno un apporto significativo, e non collaborano visivamente alla gestione dell’istituzione scolastica, mentre il DS è troppo irrigidito su questioni di carattere normativo, e manca una capacità di intervento propositivo e di reale condivisione delle responsabilità.

Sussidiarietà orizzontale

In queste condizioni, non si favorisce la cosiddetta sussidiarietà orizzontale.

Se è prevalente la preoccupazione per gli aspetti burocratici (come se compito del DS fosse quello di avere “tutte le carte in regola”) di fatto, nella pratica quotidiana, l’impostazione del DS vede la prevalenza di un impianto tradizionale (funzionale), in cui l’aspetto burocratico è privilegiato rispetto all’autonomia scolastica, e le iniziative di collaborazione con gli enti locali e le altre associazioni presenti sul territorio (sussidiarietà orizzontale) sono ridotte rispetto a quanto auspicato dal DPR 275 del 1999 (Regolamento sull’Autonomia).

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