Prova Invalsi e certificazione competenze

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disorganica sovrapposizione oppure occasione di cambiamento?=’font-size:16.0pt;line-height:150%;font-weight:bold;mso-bidi-font-weight:normal’>=’mso-bidi-font-weight:normal’>

di Luigi Gaudio

Il prof. Maurizio Tiriticco nell’articolo “Prove Invalsi e certificazione dell’obbligo di istruzione” apparso su education due punto zero il 24 gennaio 2011 lamenta giustamente la mancanza di un nesso (politico, giuridico e pedagogico)  tra la prova Invalsi del 10 maggio e la certificazione delle competenze (sempre nelle classi seconde del secondo ciclo di istruzione), documento che i consigli di classe dovranno stilare in occasione degli scrutini finali di giugno.=’font-size:16.0pt;line-height:150%;font-weight:bold;mso-bidi-font-weight:normal’>=’mso-bidi-font-weight:normal’>

Condivido gran parte del ragionamento illuminante del prof. Tiriticco sulla “disorganica sovrapposizione” di queste due nuove incombenze per la scuola superiore. =’font-size:16.0pt;line-height:150%;font-weight:bold;mso-bidi-font-weight:normal’> =’mso-bidi-font-weight:normal’>

Un ordine di studi che per decenni non ha visto cambiamenti di rilievo, è investito in questi anni da venti di rinnovamento numerosi e spesso non in perfetta simbiosi tra di loro. Tuttavia il quadro di riferimento dei test invalsi di matematica e di italiano dimostra che i test che verranno somministrati il 10 maggio avranno un carattere non strettamente disciplinare, e in un certo senso costringeranno gia’, prima di giugno, i docenti, a riconsiderare il loro insegnamento in termini di competenze, e non piu’ di conoscenze disciplinari rigide. Faccio un esempio: il docente di italiano sara’ costretto a rivedere il proprio insegnamento di “analisi del testo” mortificando aspetti tecnicistici e narratologici (es. flashback, narratore onnisciente, punto di vista, ecc…) per mirare alla sostanza della comprensione di un testo (es. coerenza e coesione testuale; rilevazione delle inferenze, cioè dei contenuti impliciti pertinenti alla comprensione del testo). Si tratta come si puo’ intuire facilmente di operazioni che giovano non alla singola materia, ma a tutte le discipline (comprendere un testo e’ una competenza trasversale), pertanto, se il consiglio di classe (o il consiglio di disciplina) sara’ accorto, potra’ sfruttare questa occasione NON COME UN OSTACOLO , ma come un buon avvicinamento al guado della certificazione delle competenze di giugno.=’font-size:16.0pt;line-height:150%;font-weight:bold;mso-bidi-font-weight:normal’>=’mso-bidi-font-weight:normal’>

Luigi Gaudio

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