Scuola, il decreto precari e’ legge

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Snals-Confsal soddisfatto

SNALS – Comunicato stampa 19/11/2009

Nigi : “Ora il Governo programmi una concreta politica di immissioni in ruolo.
E si favoriscano forme di pensionamento anticipato”
Roma, 19 novembre. “Lo Snals Confsal esprime soddisfazione per il voto positivo del Senato che ha convertito in legge il decreto sui precari, anzitutto perché nel provvedimento legislativo vengono recepite le proprie richieste: assicurare ai precari che non sono stati confermati nelle nomine annuali continuità lavorativa e retributiva con il riconoscimento giuridico dell’attuale anno scolastico.” Lo ha dichiarato Marco Paolo Nigi, segretario generale del sindacato autonomo dei lavoratori della scuola.
“Riteniamo estremamente innovativo che altri soggetti istituzionali, come l’Inps e le Regioni, concorrano con risorse finanziarie proprie – le Regioni, anche con la promozione di iniziative didattiche che ampliano l’offerta formativa delle scuole – a trovare soluzioni positive al precariato della scuola che ha un forte impatto su migliaia di famiglie”, ha proseguito Nigi.
“L’estensione degli ammortizzatori sociali al personale della scuola, con forme di sostegno al reddito, come richiesto dallo Snals-Confal – ha concluso Nigi -, è un segnale positivo che viene dal ministro Gelmini, alla quale ora chiediamo un impegno per programmare un piano di immissioni in ruolo fondato sulla salvaguardia degli organici e la copertura del turnover, favorendo anche forme di pensionamento anticipato”.

 

Il decreto “salva-precari” diventa legge: tutto confermato

Tecnica della scuola

di Alessandro Giuliani

Il Sanato approva, in un unico articolo, lo stesso testo licenziato dalla Camera un mese fa. Hanno votato a favore Pdl e Lega; contrari Pd e Idv; mentre Udc e Svp si sono astenuti. Si blocca così sul nascere l’opera del commissario ad acta, voluto dal Tar del Lazio, per verificare l’inserimento a “pettine” dei precari: dovranno attendere fino al 2011.
Nessuna modifica: approvando in toto il testo approvato dalla Camera lo scorso 20 ottobre, il Senato, con 137 voti a favore, 113 i contrari e 7 astenuti, ha convertito in legge il decreto 134/09. Che ha così efficacia immediata, già dall’attuale anno scolastico.
Hanno votato a favore Pdl e Lega. Contrari Pd e Idv, convinti che, nonostante sia stato ribattezzato “salva-precari”, il provvedimento di fatto produce effetti opposti. Udc e Svp si sono astenuti.
Anche per motivi tecnici, legati ai pochi giorni a disposizione (il 24 novembre il provvedimento sarebbe automaticamente decaduto), il testo approvato dall’aula del Senato – riassunto nell’unico articolo “Disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico per l’anno 2009/2010” – è identico a quello dalla Camera: i circa cento emendamenti, presentati da opposizione, ma anche da alcuni esponenti “autorevoli” in seno alle Commissioni parlamentari, sono stati tutti bocciati.
Tra le modifiche più discusse passa quindi la conferma, fino al 2011, del regolamento, introdotto lo scorso aprile, delle graduatorie dei precari con il sistema delle “code” su tre province in sostituzione di quello tradizionale a “pettine”. Poi, tra due anni, tornerà in vigore la possibilità, come avveniva fino al 2007, di spostarsi solo su una seconda provincia ma rispettando l’effettivo punteggio acquisito. Si blocca così quasi sul nascere la verifica, presso gli Uffici scolastici provinciali, del commissario ad acta, Luciano Cannerozzi De Grazia, disposta dal Tar del Lazio, che da alcuni giorni aveva cominciato a verificare se gli uffici periferici del Miur avevano effettivamente inserito a “pettine” i precari vincitori dei ricorsi (in prevalenza condotti dai legali dell’Anief) sulle tre province prescelte.
Tra le novità introdotte definitivamente dal decreto c’è poi quella, chiesta da più parti, che non permetterà più ai candidati privatisti agli esami di maturità di avere ‘sconti’: già dal 2010 per accedere alle prove finali del quinto anno i privatisti dovranno infatti sostenere un esame preliminare sulle materie previste dal piano di studi del quinto superiore. L’esame non fa eccezioni: anche chi risulta in possesso della promozione all’ultimo anno dovrà sottoporsi all’esame. Tra le altre novità che coinvolgeranno circa 18.000 precari c’è quella dell’accesso agli ammortizzatori sociali (per un massimo di 8 mesi) i tutti quelli che hanno svolto supplenze per almeno 180 giorni nello scorso anno scolastico ed anche attraverso la loro candidatura nelle graduatorie d’istituto. Oltre all’indennità, già da quest’anno avranno la precedenza assoluta (nei distretti prescelti) in caso di necessità da parte delle scuole per lo svolgimento di supplenze brevi derivanti da assenze temporanee dei docenti titolari.
Spazio poi alla “sanatoria” per l’ultimo concorso svolto dagli aspiranti presidi siciliani (non avrà così efficacia l’annullamento previsto con il decreto 140/2008) e la per una seconda verifica, ad opera di una doversa commissione medico-legale, della necessità di assistere in via esclusiva persone invalide ed alla base delle precedenze per l’assegnazione dei trasferimenti.
Soddisfazione da parte del ministro Gelmini: “il Parlamento ha dimostrato una grande sensibilità”, ed è “un segnale importante”, poichè “la maggioranza prosegue sulla strada delle riforme”. Il responsabile del Miur ha anche ringraziato “il Parlamento che ha dimostrato una grande sensibilità sul tema dei precari della scuola: si tratta di un segnale importante perché i provvedimenti presi sono finalizzati a garantire il regolare svolgimento dell`anno scolastico e ad assicurare la continuità didattica”.
Amaro il commento dell’opposizione. “Sarebbe stato sufficiente applicare il piano di assunzione triennale previsto nella Finanziaria del 2007 del Governo Prodi – ha detto il senatore del Pd Antonio Rusconi, capogruppo in commissione Istruzione – invece questo decreto non è altro che la piena applicazione dell’articolo 64 della legge 133 del 2008, la norma che prevede tagli per 8 miliardi nella scuola italiana”.
Anche per il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia, la decisione di approvare il testo “è figlia del decreto taglia spese fortemente voluto dal ministro Tremonti”. Per il senatore si tratta di un “provvedimento tampone che trasforma i precari in cassa integrati. Di fronte a tanta irresponsabilità la nostra astensione vuole essere un modo per stare vicino ai precari della scuola – ha concluso D’Alia – che sono tali non per demerito ma a causa delle scelte politiche dei governi che si sono succeduti dal 99 ad oggi”.
 

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