Valore dell’insegnamento e della dirigenza scolastica

L’insegnamento è un dono, da un certo punto di vista impagabile.

C’è qualcosa in questo scambio tra insegnante e studente,  in questo dono reciproco che non può essere assolutamente misurato.

Esiste ancora una grammatica comune umana solo se si arriva al livello delle esigenze originarie.

Compito del dirigente è che la scuola sia un luogo dove sia possibile parlare la comune lingua umana.

Ciò vuol dire che in questo luogo la tradizione è proposta di vita, dove ci si può capire, dove si parla la stessa lingua, non in senso strettamente tecnico.

In questo senso non c’è contraddizione tra leadership educativa e leadership manageriale.

Il compito dell’insegnante e il compito del dirigente scolastico è quello della memoria, di ritornare sempre all’origine, di ritornare sempre allo scopo per cui si fa tutto.

Bisogna iniziare sempre l’anno scolastico con la seguente domanda: “Che cosa vuol dire per noi educare attraverso l’insegnamento delle discipline?”

C’è sempre un alleato nell’altra persona, che è il suo desiderio di conoscenza e di bene. Nell’altro c’è una positività cui ti puoi appigliare. Bisogna partire dalla certezza che in tutti c’è questo desiderio.

Per l’insegnante l’orizzonte su cui mettersi in gioco è quello della classe, mentre per il dirigente scolastico è l’intera scuola ad essere la sua classe.

Comunque, sempre in entrambi i casi, la cosa importante è quella di essere disposti ad imparare. Non esiste un insegnante se non c’è la voglia di imparare. Persino il preside non può essere solo. Anche il preside deve essere aiutato a fare il proprio lavoro.

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