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intitolato alla triestina Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia Deportata Auschwitz 81672.
Il Municipio IVX, Monte Mario, per tramite de Presidente della Sezione Cultura, Dott. Giuseppe Acquafredda, (figlio di un Ammiraglio di Nave Vespucci) ha realizzato e portato a termine l’iniziativa promossa dalla compianta Carla Di Veroli, nipote di Settimia Spizzichino (unica donna sopravvissuta al rastrellamento nazista del 16 ottobre ’43, che la condusse ad Auschwitz, nelle grinfie del carnefice per antonomasia, Joseph Mengele, che su di lei sperimentò efferate reazioni cutanee sottoponendola, con assoluta indifferenza, a inverosimili sadismi, versandole addosso, in ripetute fasi, acidi di varie tipologie che la marchiarono a vita, nel corpo e nell’anima, portandola nel dopoguerra ad essere una delle più lucide e tenaci testimoni dell’Olocausto/Deportazione dei Lager di Sterminio nazisti).
Nel medesimo spirito si riassume la vicenda umana e storica di Ondina Peteani, che giovanissima scelse di combattere il fascismo, la violenza istituzionale di un regime rivelatosi autore dei peggiori crimini del 900, culminati con l’alleanza alla Germania hitleriana che precipitarono l’Italia e l’Europa nel baratro: Auschwitz, icona del male assoluto, fabbrica di morte di cui, come Settimia, divenne suo malgrado inestimabile testimone in Memoria di quell’umanità straziata che varcò senza ritorno le inferriate beffarde di “ARBEIT MACHT FREI” che la seppellì nel vento.
Carla Di Veroli ed io, uniti dalla comune identità della Memoria di seconda generazione abbiamo dato vita a diverse attività tematiche tra cui le ripetute visite di scolaresche capitoline alla Risiera di San Sabba nonché la partecipazione della nipote Miriam Spizzichino all’edizione seguente a quella con Liliana Segre* e l’ulteriore con le sorelle Bucci”, all’annuale Convegno Internazionale multidisciplinare “Convivere con Auschwitz” che organizzo con l’Università di Trieste con la Direzione scientifica del Decano di Ateneo, Mauro Barberis.
A sua zia Settimia Roma intitolò un Ponte e da quel momento Carla, allora figura di riferimento in Campidoglio, divenne accesa promotrice di un luogo dedicato alla prima staffetta partigiana.
(* per la Sen. Liliana Segre ho ideato la prima Laurea Honoris Causa conferita in Italia nel 2008, 70° del preannuncio a Trieste delle “leggi razziali” a una Deportata/o nei Lager nazisti.
**Esperienza bissata nel 2020 con il doppio conferimento alle “bambine di Auschwitz” , le sorelle Bucci, risparmiate alla camera a gas da Mengele in perdona che le credette gemelle, pertanto cavie per incommensurabili atrocità) .
Molteplici si fondono le motivazioni per cui la Capitale ha scelto di onorare la Memoria della Peteani nell’anniversario della sua nascita, indissolubilmente legata al 25 Aprile: una su tutte l’impegno per la Libertà di questa giovanissima donna che seppe dimostrare, che la Resistenza è sempre esercitabile, come nel sabotaggio dei macchinari, incurante degli aguzzini, nella produzione coatta di armamenti cui fu costretta nel successivo Campo di lavoro a Eberswalde (Berlino). Opporsi sempre alla violenza, alla prevaricazione e alla discriminazione sociale, politica e religiosa, questo è il lascito di Ondina Peteani che Roma ha inteso tributare propriamente dedicandole un’area destinata ai Giovani, a monito di un futuro di Pace e Libertà, primati di Civiltà oggi così pericolosamente sotto attacco.
Gianni Peteani
figlio di Ondina Peteani
Presidente del Comitato permanente Ondina Peteani




