
07 Ahi serva Italia Walter Muto dal canto di Dante di Luigi Gaudio
28 Dicembre 2019
05 Casella Il canto di Dante di Luigi Gaudio
28 Dicembre 2019La canzone “Manfredi – Purgatorio III” dal progetto Il Canto di Dante del prof. Luigi Gaudio traduce in forma canora uno dei momenti più commoventi e teologicamente intensi della Divina Commedia.
1️⃣ Testo poetico e significato 🌿🕊️
Nel canto III del Purgatorio, Dante incontra Manfredi di Svevia, figlio di Federico II e re di Sicilia, scomunicato dalla Chiesa ma pentito in punto di morte. La sua figura incarna il messaggio centrale del Purgatorio: nessuno è escluso dalla misericordia divina, se si pente sinceramente prima della fine.
❝ Orribil furon li peccati miei;
ma la bontà infinita ha sì gran braccia,
che prende ciò che si rivolge a lei. ❞
💬 È la voce di speranza e redenzione per tutti gli uomini, anche per chi è caduto profondamente nel peccato. La Chiesa può anche condannare e maledire, ma la grazia divina è più grande, e Manfredi, umiliato e ferito, confida in questa infinita bontà.
🎶 La musica di questo brano esalta la dolcezza e la malinconia, l’intima spiritualità del testo, rendendo viva e commovente la confessione di Manfredi.
2️⃣ Analisi narrativa in tre parti 🎤🎸
🔹 PRIMA PARTE – L’Incontro e la Rivelazione
“Chiunque tu se’, così andando, volgi ’l viso…”
Dante incontra un’anima luminosa e ferita, che si rivela a lui con dolcezza e fierezza. Il dettaglio della ferita sopra il petto è simbolico: Manfredi è segnato nel corpo ma vivo nello spirito.
“Io son Manfredi, nipote di Costanza imperadrice…”
🎵 La musica qui accompagna il tono intimo e rivelatorio. È un incontro che unisce storia e pietà, e introduce subito la richiesta commovente: dire la verità a sua figlia, perché non si vergogni del padre scomunicato.
🔹 SECONDA PARTE – Il Pentimento e il Perdono
“Dopo ch’io ebbi rotta la persona / di due punte mortali…”
Manfredi racconta la sua morte violenta, e il suo pentimento sincero sul letto di morte. La sua conversione estrema viene accolta da Dio, a dimostrazione che non è mai troppo tardi per tornare a Lui.
“La bontà infinita ha sì gran braccia…”
🎶 Il ritmo si fa più profondo e spirituale. Il brano eleva la teologia della grazia: Dio abbraccia anche chi la Chiesa ha scomunicato, se il cuore è sincero. Manfredi diventa un simbolo di misericordia, come modello per ogni anima smarrita.
🔹 TERZA PARTE – La Maledizione della Chiesa e la Fiducia nel Paradiso
“Se ‘l pastor di Cosenza… / l’ossa del corpo mio sarieno ancora…”
Manfredi denuncia come le autorità ecclesiastiche abbiano perseguitato il suo corpo anche dopo la morte, esiliandone le ossa. Ma la speranza non muore.
“Per lor maladizion sì non si perde, / che non possa tornar, l’etterno amore…”
🎵 Il finale è un canto di speranza e fede: la grazia divina non può essere fermata dagli uomini, e chi spera, anche se lontano, può tornare all’amore eterno.
Il suono accompagna le parole come un lamento dolce ma sicuro, come se le note stesse fossero abbracci di Dio.
🎯 Conclusione
La canzone “Manfredi” del prof. Gaudio non è solo un adattamento musicale: è una riflessione cantata sulla misericordia, un dialogo tra storia e fede, tra colpa e redenzione.
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Manfredi
Purgatorio III
| Intro DO FA DO SOL DO (FA DO)
DO FA E un di loro incominciò: “Chiunque tu se’, così andando, volgi ’l viso: pon mente se di là mi vedesti unque”.105 FA SOL DO Io mi volsi ver’ lui e guardail fiso: biondo era e bello e di gentile aspetto, ma l’un de’ cigli un colpo avea diviso.108 Intro (DO FA DO SOL DO)
DO FA Quand’io mi fui umilmente disdetto d’averlo visto mai, el disse: “Or vedi”; e mostrommi una piaga a sommo ’l petto.111 DO FA Poi sorridendo disse: Io son Manfredi, nipote di Costanza Imperadrice; ond’io ti prego che, quando tu riedi, FA SOL DO Vadi a mia bella figlia, genitrice dell’onor di Cicilia e d’Aragona, e dichi a lei il ver, s’altro si dice. Intro (DO FA DO SOL DO) RE SOL RE LA RE
RE SOL Poscia ch’io ebbi rotta la persona di due punte mortali, io mi rendei, |
SOL LA RE
piangendo, a quei che volontier perdona. RE7 SOL Orribil furon li peccati miei; ma la bontà infinita ha sì gran braccia, che prende ciò che si rivolge a lei. 123 SOL LA RE Se ’l pastor di Cosenza, che a la caccia di me fu messo per Clemente allora, avesse in Dio ben letta questa faccia, 126 Intro SOL RE LA RE
RE SOL l’ossa del corpo mio sarieno ancora in co del ponte presso a Benevento, sotto la guardia de la grave mora. 129 Or le bagna la pioggia e move il vento di fuor dal regno, quasi lungo ’l Verde, dov’e’ le trasmutò a lume spento. 132 Per lor maladizion sì non si perde, che non possa tornar, l’etterno amore, mentre che la speranza ha fior del verde. Outro SOL RE LA RE
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