Gli errori del caso Lombardia

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Leggo articoli di critica a come sono state gestitele cose in Italia che hanno spunti molto interessanti, ma che io però leggo come un ragionamento “con il senno del poi”, validissimo quando si tratterà di stabilire protocolli per evenienze simili.

Leggo anche in vari articoli che questo virus è entrato in Europa, ed anche in Italia, già lo scorso autunno, girando tra “asintomatici”, per poi contagiare in maniera esponenziale e far morire un sacco di persone da Febbraio in poi, iniziando dalla Lombardia.

Francamente, non riesco a mettere le due cose insieme: se è così contagioso e può essere letale per le persone vulnerabili, perché mai prima avrebbe dovuto aggirarsi segretamente tra “asintomatici” o “lievi” per poi colpire in maniera travolgente i vulnerabili tutti nel giro di qualche settimana?…

Continuo a trovare le critiche che si fanno in Italia costruttive solo quando le si fanno umilmente sedendosi tutti e ragionando insieme. Non capisco questo puntare l’indice giocando ad essere sempre quelli che “avrebbero saputo fare meglio”…. Io non mi permetto di dire che non siano stati fatti errori, ed appunto su quelli si dovrà e si deve ragionare. Ma tutto questo chiasso mi sembra eccessivo: l’Italia è stato il primo Paese colpito, la Lombardia non ha avuto vantaggi di tempo e gli errori lì fatti avrebbero potuto ed hanno in molti casi dato ad altri la possibilità di pensare meglio…

Nel Nord Europa, per esempio, gli ospedali FORSE sono meno travolti perché gli anziani, che costituiscono il grosso della popolazione più colpita, FORSE non sono neppure portati in ospedale per un criterio di scelta imposto a priori, o, lì dove inizialmente lo sono stati, sono stati dimessi. Per esempio. E dimettere un anziano ancora contagioso, facendogli infettare tutta la struttura che lo accoglie, quando ancora poco si sapeva dei tempi del contagio e si annaspava nella piena emergenza, è cosa ben diversa, anche se non in termini di esito, dal farlo ora fingendo di non sapere nulla di quanto di questo tema ormai si sa e si dice altrove…

Quindi, ben vengano le riflessioni… ma ricordiamoci di non essere giudici in Tribunale: il primo a sbagliare sbaglia sì, ma non ha a portata di mano nessun riferimento contreco sul quale misurarsi. Certo… la Cina… Mah, direi che tutti gli altri Paesi occidentali hanno cominciato a prendere il caso “Lombardia” sul serio solo quando hanno iniziato a contare i loro morti…

Io mi auguro che da questa storia usciremo tutti con la coscienza che le tasse vanno pagate e che i soldi debbano assicurare ai cittadini sanità e sicurezza: operatori sanitari che muoiono e ponti che cadono non vanno bene. Chi lavora nei Tribunali e decide sul diritto di libertà dei cittadini, costretto ora a stare a casa rifletta molto bene sulle conseguenze psicologiche che le sentenze sbagliate o le accuse false significano.

E così via… quanti di voi sono andati a gennaio/febbraio ad appuntamenti di lavoro e non importanti pur sentendosi non del tutto bene – e notiamo che allora solo di lieve febbre e di tosse si parlava, tutto il resto non era menzionato neppure tra i medici di famiglia, in gran parte loro stessi poi travolti dall’infezione…

Che ognuno, insomma, affronti la quarantena come periodo di umile autocritica ed autoriflessione… “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”, venne scritto… Chi ha peccati e responsabilità grossi dovrà pagare, certo… ma abbassiamo i toni, noi del popolo: lasciamo al passato il gusto dei tempi del Colosseo…

Cristina Rocchetto

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