
1 Smarrimento Divina … la musica di Dante
28 Dicembre 2019
Il cantastoria a Gudo Gambaredo
28 Dicembre 2019Analisi del testo, confronto con il pensiero dantesco e spiegazione musicale della composizione “Francesca” (Inferno II) del prof. Luigi Gaudio su testo di Dante
1. Analisi del testo e confronto con il pensiero dantesco
Il canto V dell’Inferno è uno dei più celebri della Divina Commedia, noto per l’incontro di Dante con Paolo e Francesca, due anime dannate che si trovano nel secondo cerchio dell’Inferno, destinato ai lussuriosi. La loro storia è intrisa di amore, passione e tragedia, elementi che Luigi Gaudio ha saputo trasformare in musica con grande efficacia.
a) Il contesto: il secondo cerchio e la bufera infernale
Dante, accompagnato da Virgilio, arriva nel cerchio dei lussuriosi, dove le anime sono trascinate da una bufera incessante, simbolo della loro passione incontrollata che in vita li ha travolti.
L’incontro con Francesca da Rimini avviene quando Dante la invita a raccontare la sua storia d’amore con Paolo Malatesta.
→ Confronto con il pensiero dantesco:
Dante, pur condannando il peccato, mostra un atteggiamento di grande compassione verso Francesca, tanto da svenire alla fine del canto. L’amore tra Paolo e Francesca, pur essendo peccaminoso, viene descritto con toni struggenti, rendendoli figure tragiche più che semplici dannati.
b) Il racconto di Francesca: l’amore fatale
Francesca inizia descrivendo la sua città natale:
“Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ’l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.” (vv. 97-99)
Si riferisce a Ravenna, città situata sulla costa adriatica, dove il fiume Po sfocia nel mare.
→ Confronto con il pensiero dantesco:
Questi versi introducono il racconto con toni dolci e malinconici, preparando il lettore alla tragedia che seguirà.
Musicalmente, l’accordo iniziale sospeso (LAm4 – LAm) crea un’atmosfera delicata e introspettiva, come se Francesca sussurrasse la sua storia.
c) L’amore inevitabile e la condanna eterna
Francesca prosegue spiegando come si è innamorata di Paolo:
“Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.” (vv. 100-102)
→ Confronto con il pensiero dantesco:
Francesca descrive un amore irresistibile e inevitabile, che nasce spontaneamente nei “cuori gentili”. L’uso dell’anafora “Amor, Amor, Amor” nei versi successivi enfatizza l’idea di una forza che domina gli amanti.
Musicalmente, gli accordi (DO – SOL – LAm – MI4 – MI) danno un senso di sospensione, come se l’amore fosse un destino ineluttabile.
“Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.” (vv. 106-107)
Qui Francesca svela il tragico epilogo: il marito Gianciotto Malatesta, scoperta la relazione, li ha uccisi entrambi. Lei lo maledice, alludendo al suo destino nel nono cerchio dell’Inferno (Caina), riservato ai traditori dei parenti.
Musicalmente, la tensione cresce con l’uso di accordi minori e dissonanze, trasmettendo un senso di tragedia e fatalità.
d) Il bacio e il libro di Lancillotto: il punto di non ritorno
Francesca racconta il momento preciso in cui l’amore per Paolo si è concretizzato:
“Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.” (vv. 127-129)
→ Confronto con il pensiero dantesco:
Il libro su Lancillotto e Ginevra diventa il catalizzatore della loro passione. Leggere della storia d’amore proibito tra il cavaliere e la regina li spinge inconsciamente a ripetere quel gesto.
Musicalmente, il passaggio alla tonalità di SI minore (SIm – LA – SOL – FA#4 – FA#) esprime una tensione crescente, culminando nell’inevitabile bacio.
“Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.” (vv. 133-136)
→ Confronto con il pensiero dantesco:
Il bacio è il punto di non ritorno. La passione, fino a quel momento latente, si concretizza in un atto proibito.
Musicalmente, l’accompagnamento diventa più intimo, con un arpeggio che segue la delicatezza e la trepidazione del momento.
“Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.” (vv. 137-138)
La frase “Galeotto fu ‘l libro” è diventata celebre per indicare qualcosa che facilita un incontro amoroso. Il libro non è solo la causa scatenante, ma diventa un simbolo della fatalità del loro amore.
Musicalmente, la canzone si chiude su SIm, lasciando una sensazione di malinconia e incompiutezza, proprio come la storia d’amore di Paolo e Francesca.
2. La spiegazione musicale della composizione di Luigi Gaudio
a) Struttura musicale e resa emotiva
-
Intro malinconica (LAm4 – LAm)
- Crea un’atmosfera intima e sospesa.
- Il suono delicato suggerisce il tono nostalgico di Francesca.
-
Strofe con progressione armonica dolce (LAm – SOL – FA – MI4 – MI)
- Accompagnano la narrazione con un senso di dolcezza e ineluttabilità.
-
Crescendo emotivo nel ritornello (DO – SOL – LAm – MI4 – MI)
- La ripetizione di “Amor, Amor, Amor” è enfatizzata da un’armonia più intensa.
-
Cambio di tonalità (SIm – LA – SOL – FA#4 – FA#) per il bacio
- La musica diventa più passionale e tesa.
- Il punto culminante del brano è enfatizzato dall’accompagnamento crescente.
-
Outro su SIm: chiusura malinconica
- La scelta di terminare su un accordo minore lascia una sensazione di tristezza e destino tragico.
3. Conclusione: il significato della storia di Francesca attraverso la musica
Luigi Gaudio riesce a tradurre perfettamente in musica le emozioni del canto V dell’Inferno:
- Dolcezza iniziale → per la speranza e il ricordo nostalgico.
- Tensione crescente → per il desiderio e la passione proibita.
- Finale malinconico → per la condanna eterna e il rimorso.
La musica amplifica la tragicità della vicenda, facendo emergere la dimensione umana dei personaggi. Francesca e Paolo non sono solo peccatori, ma vittime di un amore più grande di loro, condannati a riviverlo per l’eternità. 😊
Testo e accordi Francesca Inferno V
| Intro: LAm4 LAm
LAm SOL Siede la terra dove nata fui su la marina dove ’l Po discende per aver pace co’ seguaci sui. 99 FA MI4 MI Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende DO SOL prese costui de la bella persona che mi fu tolta; MI4 MI e ‘l modo ancor m’offende. DO SOL Amor, ch’a nullo amato amar perdona, LAm MI4 MI mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona. REm MI4 MI Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense”. Queste parole da lor ci fuor porte. 108 […] |
SIm LA
Noi leggiavamo un giorno per diletto SOL FA#4 FA# di Lancialotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. 129 SOL FA#4 FA# Per più fïate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. RE LA Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, SOL FA#m MIm FA#4 FA# MIm FA#4 FA# Outro: SIm |




