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28 Dicembre 2019Analisi del testo, confronto con il pensiero dantesco e spiegazione musicale della composizione “Ulisse” (Inferno XXVI) del prof. Luigi Gaudio su testo di Dante
1. Analisi del testo e confronto con il pensiero dantesco
L’episodio di Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno è uno dei più celebri e affascinanti della Divina Commedia. Dante reinventa la figura dell’eroe omerico, trasformandolo da simbolo dell’astuzia e del coraggio a emblema della hybris, ovvero la tracotanza dell’uomo che sfida i limiti imposti da Dio.
a) Il viaggio oltre le colonne d’Ercole
Ulisse racconta a Dante e Virgilio come, dopo la guerra di Troia e la lunga permanenza presso Circe, non sia tornato a Itaca, ma abbia intrapreso un’ultima avventura verso l’ignoto, superando le Colonne d’Ercole (l’attuale Stretto di Gibilterra), che nell’antichità rappresentavano il confine estremo del mondo conosciuto.
→ Confronto con il pensiero dantesco: Per Dante, le Colonne d’Ercole simboleggiano il limite imposto da Dio alla conoscenza umana. Ulisse, spinto dal desiderio di sapere (“divenir del mondo esperto”, v. 98), oltrepassa questo limite, compiendo un atto di superbia intellettuale. Questo lo condanna all’Inferno.
b) Il celebre discorso agli uomini
Ulisse incita i suoi compagni con parole memorabili:
“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.” (vv. 118-120)
Questi versi sono tra i più famosi della Commedia. Dante mette in bocca a Ulisse un messaggio potente: l’uomo non deve vivere solo per istinti primordiali (“come bruti”) ma è chiamato a elevarsi attraverso la virtù e la conoscenza.
→ Confronto con il pensiero dantesco: Il desiderio di conoscenza, sebbene positivo, diventa peccaminoso quando è privo di limiti e guidato dalla superbia. Ulisse non cerca la verità divina, ma una conoscenza fine a sé stessa, che lo porta alla rovina.
c) La punizione di Ulisse
Ulisse e i suoi compagni proseguono il viaggio finché vedono un monte (probabilmente il Purgatorio), ma vengono travolti da un vortice e muoiono. Il loro destino è segnato: per aver osato troppo, Ulisse è condannato a bruciare in una fiamma per l’eternità, condividendo il fuoco con Diomede, altro eroe greco colpevole di inganni e furti sacrileghi.
→ Confronto con il pensiero dantesco: L’Inferno di Dante non punisce il sapere, ma la presunzione di voler conoscere oltre i limiti umani, sfidando Dio. Ulisse è il simbolo del peccato della curiositas sfrenata, ovvero della conoscenza che ignora i limiti morali e religiosi.
2. La spiegazione musicale della composizione di Luigi Gaudio
Luigi Gaudio traduce in musica il dramma e la tensione epica del canto dantesco attraverso una serie di scelte melodiche e armoniche che enfatizzano i momenti chiave del racconto.
a) Struttura musicale e resa emotiva
Il brano alterna momenti di solennità e di tensione crescente, seguendo fedelmente l’andamento narrativo dell’episodio:
-
Introduzione solenne (SOL – DO – RE)
- Un’introduzione epica con accordi aperti richiama l’inizio di un viaggio avventuroso.
- Il canto è scandito con un ritmo quasi marziale, evocando l’avanzata eroica di Ulisse.
-
Momento centrale: l’ardore della conoscenza
- L’intensità cresce man mano che Ulisse spiega le sue motivazioni (“né dolcezza di figlio, né la pieta del vecchio padre”, vv. 94-95).
- La melodia si fa più incalzante per sottolineare l’irresistibile spinta verso l’ignoto.
-
Il celebre discorso motivazionale (“O frati”)
- Qui la musica si apre con una linea melodica coinvolgente, quasi trionfale, per enfatizzare il potere persuasivo delle parole di Ulisse.
- Gli accordi maggiori rendono la frase “Considerate la vostra semenza…” un vero e proprio inno al coraggio.
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L’epilogo drammatico: la rovina di Ulisse
- Dopo il culmine dell’entusiasmo, la musica cambia drasticamente: la tensione aumenta, il ritmo accelera e gli accordi si fanno più cupi, anticipando la tempesta finale.
- L’ultimo passaggio musicale suggerisce un senso di discesa, come se il viaggio finisse in un abisso sonoro, evocando la tragedia della fine di Ulisse.
3. Conclusione: Il significato dell’episodio di Ulisse attraverso la musica
L’episodio di Ulisse è uno dei più iconici della Divina Commedia perché incarna la tensione tra il desiderio di conoscenza e il rispetto dei limiti imposti da Dio. La musica di Luigi Gaudio riesce a restituire questa tensione attraverso:
- L’uso di accordi solenni e maestosi, che danno un senso di grandezza e ambizione.
- Un ritmo incalzante e coinvolgente, che simboleggia il fervore esplorativo di Ulisse.
- Momenti di contrasto tra entusiasmo e drammaticità, che rispecchiano la gloria e la rovina dell’eroe.
La scelta di enfatizzare il celebre verso “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” con una melodia potente lo rende un vero inno all’aspirazione umana, ma anche un monito sulla pericolosità della superbia intellettuale.
Gaudio, attraverso la sua composizione, non solo accompagna il testo di Dante, ma lo amplifica e lo rende ancora più emozionante, trasformandolo in una narrazione musicale che esalta la grandezza e la caduta di Ulisse. 😊
Testo e accordi Ulisse Inferno XXVI
| Intro (SOL DO RE DO RE )
Oh oh oh oh oh oh oh oh SOL […]”Quando 90 DO RE DO mi diparti’ da Circe, che sottrasse me più d’un anno là presso a Gaeta, prima che sì Enëa la nomasse, 93 MIm RE né dolcezza di figlio, né la pieta del vecchio padre, né ’l debito amore SOL lo qual dovea Penelopè far lieta, 96 (SOL) DO RE DO SOL Oh oh oh oh oh oh oh oh DO RE DO vincer potero dentro a me l’ardore ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto e de li vizi umani e del valore; 99 MIm RE ma misi me per l’alto mare aperto sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto.102 (SOL) DO RE DO SOL Oh oh oh oh oh oh oh oh […] SOL DO RE “O frati,” dissi, “che per cento milia perigli siete giunti a l’occidente, a questa tanto picciola vigilia 114 |
MIm RE
d’i nostri sensi ch’è del rimanente non vogliate negar l’esperïenza, di retro al sol, del mondo sanza gente (SOL) DO RE DO SOL Oh oh oh oh oh oh oh (MI) LA RE MI RE LA Oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh LA RE MI RE LA Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. FA#m MI Li miei compagni fec’io sì aguti, con questa orazion picciola, al cammino LA che a pena poscia li avrei ritenuti; RE MI RE LA RE MI RE LA Oh oh oh oh oh oh oh oh Oh LA RE MI RE LA Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. FA#m MI Li miei compagni fec’io sì aguti, con questa orazion picciola, al cammino LA che a pena poscia li avrei ritenuti; RE MI RE LA RE MI RE LA Oh oh oh oh oh oh oh oh Oh oh oh |




