50% insegnanti lombardi


sono senza laurea

Nuovi assunti, metà è senza laurea il caso degli insegnanti in Lombardia
Repubblica – 18 dicembre 2009

Milano

Un record negativo che colloca la Lombardia all´ultimo posto nella classifica sul livello di istruzione dei docenti: un’indagine della Fondazione Agnelli
di Franco Vanni
Metà degli insegnanti assunti quest´anno nelle scuole statali lombarde non ha la laurea. Un record negativo che colloca la Lombardia all´ultimo posto nella classifica sul livello di istruzione dei docenti. Il dato shock è il cuore di un´indagine della Fondazione Agnelli, che ha studiato il profilo professionale dei docenti assunti nel 2009 in otto regioni.
«Se il 47 per cento degli insegnanti inseriti a tempo indeterminato non è laureato – spiega Stefano Molina, dirigente di ricerca – è perché nella scuola lombarda, rispetto ad altre regioni, si assume di più e i candidati sono meno numerosi. Per questo, entrano anche gli ultimi in graduatoria». Per capire il fenomeno, bisogna però tenere in conto una serie di fattori: i concorsi troppo rari (l´ultimo è del 2000), la poca propensione dei lombardi a insegnare, la disponibilità di posti che attira da tutta Italia i candidati meno titolati e un meccanismo di assunzione che premia l´anzianità più che i titoli di studio. Per intendersi: nelle graduatorie da maestra elementare, un anno in cattedra dà 12 punti, una laurea solo 6.
Ad avere ottenuto il posto sono in maggioranza docenti precari, che insegnando da anni hanno raggiunto un punteggio sufficiente a scavalcare i colleghi laureati più giovani. In teoria, una legge del 1974 prevederebbe la laurea obbligatoria anche per i maestri elementari, ma la norma non è stata mai applicata. Nel 2001, l´allora ministro Letizia Moratti cercò di frenare l´assunzione dei non laureati, ma chi ottiene il posto oggi spesso è in cattedra da prima che la riforma cominciò a escludere i diplomati. E se il ministro Gelmini immagina ora un ulteriore giro di vite, rimangono ancora da assumere centinaia di precari senza laurea.
Per Silvio Colombini, segretario regionale di Cisl Scuola, «è ovvio che non si può andare avanti con un corpo docente senza adeguata istruzione, ma non si deve nemmeno penalizzare insegnanti che attendono l´assunzione da tempo. È necessario fare formazione a chi già oggi lavora». In pratica, se i docenti non hanno studiato prima, lo facciano adesso. Per Molina, «il meccanismo di formazione iniziale e reclutamento degli insegnanti va però rivisto al più presto, dal momento che ovunque in Europa la professione dell´insegnamento è altamente qualificata». Ma per trovare casi più felici di quello lombardo basta guardare alle Marche, dove 68 neoassunti su 100 hanno almeno un diploma di laurea, o alla Liguria, con il 66,7.
Sul dato lombardo, rilevano i sindacati, pesa il fatto che la maggioranza delle 4.773 assunzioni è stata fatta alle elementari, dove l´80 per cento dei maestri non ha più della maturità, anche se c´è una quota di non laureati (dal 10 al 15 per cento) anche alle medie e alle superiori. «In Lombardia – spiega Molina – si assume tanto alle materne e alle elementari perché i figli degli immigrati, sempre più numerosi, sono in maggioranza piccoli».