
Omelia dell’8 febbraio 2017 primo anniversario don Savino
28 Dicembre 2019
Canzone degli uomini liberi Claudio Chieffo
28 Dicembre 2019“Il mio cuore assetato di infinito” di don Savino Gaudio
Grazie Gesù per avermi scelto e amato ricordandomi tutti i giorni di questi 40 anni: “Che importa all’uomo se prende tutto il mondo e perde se stesso?” o “che darà l’uomo in cambio di sé?”. La vita infatti mi si è presentata subito come qualcosa di bello e misterioso e che volevo scoprire! Così mi sono trovato addosso un grande desiderio di possedere tutto; un cuore assetato di infinito, ma non gli sapevo dare il nome. Quel nome si è manifestato sempre più nel cammino della vita, ma soprattutto si è svelato quando a 23 anni il sorriso e l’abbraccio di un uomo che mi vedeva per la prima volta, me l’hanno fatto vedere: era il servo di Dio Don Luigi Giussani da cui mi aveva portato Angelo Scola che avevo incontrato da pochi mesi. Da quel giorno ho incominciato a scoprire il nome di tutto quello che il mio cuore desiderava: la bellezza, la verità, la giustizia, la gioia di vivere, il bisogno di amare e di essere amati; tutto questo si chiamava Gesù, che aveva fatto tutto per me!
Ma il dono ancora più straordinario è che dal 1972 ad oggi, più sperimentavo la debolezza come San Paolo o il rinnegamento come San Pietro, più diventavo spettatore del miracolo più grande che un uomo – credo – possa sperimentare. Addirittura la debolezza – come dice San Paolo – è perché dimori in me la potenza di Cristo, e il rinnegamento è per farmi accorgere che l’unica domanda a cui rispondere nella vita è: “MA TU MI AMI PIÙ DI COSTORO?”.
E così si è sempre più fatta evidente la mia consistenza che è la stessa che ha ogni uomo. È solo l’incontro con Cristo che fa ritrovare se stessi! Il miracolo è che questo incontro riaccade in me e riaccade in altri, senza che io faccia nulla; e quanto più mi accorgo che accade negli altri, riaccade in me! Così mi capita di stupirmi di quello che Gesù mi fa dire perché un altro è colpito più di me. Così, in questi 40 anni ho verificato la promessa che Gesù aveva fatta quando Pietro domandò: “Ma noi che abbiamo lasciato tutto, che cosa ci guadagniamo? – rispose Gesù – IL CENTUPLO QUAGGIÙ E LA VITA ETERNA”. Come è stato vero per me! Molto più del centuplo in figli nella Fede che sono diventati padri e madri per me, e in padri e madri che sono stati per me guide e maestri!
Tutto ho ricevuto in questi 40 anni ed è giusto festeggiarli perché è stato esattamente così per ciascuno di voi!
“Chi di voi può aggiungere un solo minuto alla sua vita? Eppure anche i capelli del vostro capo sono tutti contati”. Che tenerezza infinita ci avvolge tutti! Ma a volte non ce ne accorgiamo. Per questo vi ringrazio uno per uno perché con la vostra amicizia ricordate a tutto il mondo, a incominciare dai vostri figli, che la vita è una cosa buona, come ci ha ricordato il Santo Padre quando è venuto qui, e che vale la pena dire di sì ad un Altro che ti chiama.
Ed infatti per me in questi 40 intensi anni, ogni SÌ che ho cercato di dire – dopo uno strappo e un grande dolore – mi ha sempre portato una ricchezza di umanità e di santità che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Dal primo e travolgente amore a Baranzate, all’euforia missionaria tra i giovani di Cesano Boscone, alla prima e lunga esperienza di Parroco a Molinazzo di Cormano, alla appassionata missione tra il grande popolo di Dergano, al guizzo di fraternità e bellezza a Brugherio, fino ad arrivare all’abbraccio del popolo di Mezzate.
Quante grazie abbiamo ricevuto! Sì, abbiamo, perché nel corpo di Cristo che siamo, ogni cosa che accade a uno, accade a me e a te.
Ringraziamo tutti quindi la bontà infinita di Dio e ci conceda – con l’aiuto di Maria nostra Madre – di camminare ancora più consapevoli e insieme verso la realizzazione del sogno della giovinezza: GESÙ, TU SEI VITA DELLA MIA VITA, questo sia sempre più l’unico nostro desiderio.
Ci conforti e ci sostenga in tutte le circostanze la promessa che ci ha fatto Gesù: “IO SONO CON VOI PER SEMPRE”.
Omelia Quarantesimo anniversario di Sacerdozio, 24 giugno 2012




