Ripassone Prove scritte Concorso Dirigente Tecnico
27 Dicembre 2025
Hugo von Hofmannsthal: il poeta della crisi del linguaggio e della bellezza decade…
1 Gennaio 2026Il MIM, affrontando l’impatto formativo dell’intelligenza artificiale, ha trascurato la storia di privilegi perduti. L’uomo ha cessato di occupare il centro dell’universo con Copernico, ha scoperto con Darwin di non essere il fine della natura, e con Freud ha dovuto ammettere di non essere padroni nemmeno della nostra vita psichica. Oggi ha perso il monopolio dell’intelligenza.
La mente umana, secondo la psicologia cognitiva, è in grado di mettere in relazione solo un numero limitato di elementi, non più di sette. L’intelligenza artificiale, invece relaziona quantità di dati surclassando le nostre potenzialità. Il privilegio che oggi abbiamo perduto non è quello dell’intelligenza in sé, ma quello della complessità relazionale: dominare il campo delle connessioni che producono significato.
In questo scenario, il MIM deve smettere le “braghette di tela” per diventare il motore d’una trasformazione culturale tesa al potenziamento della capacità d’astrarre, d’immaginare, d’intuire, di elaborare, di realizzare e, soprattutto, di dare senso alle relazioni.




