
Let the journey start (lyrics & music by Gianni Peteani)
20 Maggio 2026L’Intelligenza Artificiale nella scuola è vista solo come supporto alla didattica, ma questo approccio è molto, molto riduttivo. 
La tecnologia informatica introduce in campo culturale una trasformazione analoga a quella che ha investito l’ambito scientifico quando alla meccanica classica è stata affiancata quella quantistica. È cambiato il modo di vedere il mondo: non più prevedibile e continuo, ma probabilistico e discreto.
Se pensiamo all’avvento del calcolo automatico vediamo che la calcolatrice opera su un sistema definito, quello matematico: gestisce RELAZIONI in un
ambito circoscritto e regolato, fondato su significati stabili e su regole determinate.
L’intelligenza artificiale conversazionale appartiene alla stessa famiglia di strumenti, ma la natura del suo ambito è completamente diversa. Le RELAZIONI che istituisce, nell’insieme aperto del sapere umano, non derivano da regole formali, ma da percorsi probabilistici tra significati.
All’univocità dei risultati della calcolatrice si contrappone la variabilità delle risposte dell’intelligenza artificiale, che dipendono dal contesto e dal punto di vista dell’interlocutore.
Il ministero non ha colto che l’IA non è uno strumento, ma un costruttore di significati. Ridurla a supporto didattico dimostra che la scuola è vista solo come servizio all’esistente, non teso alla crescita della persona. La sua attenzione si dovrebbe concentrare sul potenziamento delle capacità dei giovani, traguardo che presuppone l’unitarietà degli insegnamenti, essendo unica la meta.




