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8 Ottobre 2026La legge 5 marzo 2020 n.12, recante disposizioni urgenti per l’istituzione del Ministero dell’istruzione e del Ministero dell’università e della ricerca, ricorda che il servizio scolastico deve «sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali».
La struttura grammaticale della disposizione associa gli aggettivi «generali» e «specifiche» ai sostantivi «conoscenze» e «abilità». Una simile interpretazione non supera tuttavia il vaglio della razionalità: le abilità sono infatti, per definizione, riferite all’esecuzione di compiti o procedure determinate; l’espressione «abilità generali» risulta pertanto problematica. In termini geometrici, capacità e abilità stanno tra loro come una retta e i suoi segmenti: la prima rappresenta una dimensione generale, le seconde ne costituiscono manifestazioni particolari e osservabili.
Collocando la norma all’interno dell’architettura decisionale del sistema scolastico, delineata dalla normativa vigente, appare più coerente attribuire l’aggettivazione «generali e specifiche» al concetto di competenza.
La gestione scolastica si fonda sulla progettualità, principio sancito dal DPR 275/1999; si sviluppa secondo la sequenza formazione -> educazione -> istruzione -> insegnamento. In tale prospettiva, le competenze generali descrivono i comportamenti che gli studenti dovranno essere in grado di manifestare al termine del percorso formativo; le competenze specifiche individuano invece i traguardi riferiti ai singoli insegnamenti.
Il MPI, nei regolamenti di riordino del 2010, ha indicato alcune competenze generali: sostenere una propria tesi e saper ascoltare e valutare criticamente le argomentazioni altrui; utilizzare criticamente gli strumenti informatici e telematici nelle attività di studio e di approfondimento; ragionare con rigore logico e identificare problemi individuando possibili soluzioni: tutti traguardi riferibili alla dimensione unitaria del percorso formativo. Le capacità ne costituiscono il principio organizzatore e l’elemento unificante.
Le competenze specifiche indicano i comportamenti necessari per verificare se un determinato obiettivo è stato conseguito: saper utilizzare Excel; parlare una lingua straniera; saper suonare uno strumento; saper programmare; saper utilizzare Photoshop; saper fare una presentazione. Le abilità ne costituiscono il nucleo portante.
La distinzione tra competenze generali e competenze specifiche non rappresenta dunque una semplice precisazione terminologica, ma riflette la struttura stessa del processo educativo. Le prime orientano la pianificazione formativa; le seconde ne rendono possibile la concretizzazione attraverso attività e apprendimenti osservabili.
Il superamento dell’ambiguità presente nel testo legislativo costituisce pertanto una condizione essenziale per collocare la scuola entro una prospettiva sistemica, nella quale i rapporti tra finalità, progettazione, organizzazione e valutazione risultino chiaramente identificati e coerentemente governati.




