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20 Novembre 2025La presenza di animali domestici a scuola solleva spesso dubbi tra genitori, insegnanti e dirigenti: è permesso portare il cane a prendere i figli? Si possono svolgere attività con animali in classe? Esistono divieti generali a livello nazionale o tutto dipende dal singolo istituto?
Il quadro normativo è meno semplice di quanto sembri. Non esiste una legge unica che disciplini in modo dettagliato l’ingresso degli animali negli edifici scolastici, ma una combinazione di norme su tutela degli animali, sicurezza, autonomia scolastica e regolamenti locali. A questo si aggiunge la crescente diffusione di progetti strutturati di interventi assistiti con gli animali, spesso indicati come pet therapy, che seguono regole specifiche e non vanno confusi con il semplice “portare il proprio cane in classe”.
Il quadro normativo generale
Per capire cosa è consentito e cosa no, è utile partire da alcune fonti di riferimento:
- le leggi nazionali sulla tutela degli animali d’affezione e contro il maltrattamento, che riconoscono agli animali uno specifico valore e impongono obblighi di cura e rispetto ai proprietari
- l’autonomia delle istituzioni scolastiche, prevista dal DPR 275/1999, che attribuisce a ogni scuola la possibilità di adottare propri regolamenti interni in materia organizzativa e didattica
- i regolamenti comunali sul benessere animale e le ordinanze sindacali, che spesso disciplinano l’accesso dei cani a luoghi pubblici e aperti al pubblico, includendo talvolta le pertinenze scolastiche
- le ordinanze nazionali sulla gestione dei cani in contesto urbano, che richiamano l’obbligo del guinzaglio, della museruola al bisogno e della raccolta delle deiezioni, con l’obiettivo principale di tutelare la sicurezza e l’igiene degli spazi condivisi
In assenza di una norma che consenta o vieti in modo esplicito l’ingresso di animali domestici nelle scuole, la regola pratica è che gli edifici scolastici sono luoghi destinati a finalità istituzionali e didattiche. Ciò porta molti dirigenti a limitare o vietare l’accesso agli animali, anche solo nelle pertinenze esterne, per motivi di sicurezza, igiene e tutela di chi potrebbe avere paura o allergie.
Animali domestici nei locali scolastici: chi decide
Nel caso dei cani o gatti dei genitori che accompagnano i figli a scuola, l’ultima parola spetta in pratica a una combinazione di fattori:
- eventuali regolamenti comunali specifici, che possono prevedere restrizioni nelle aree scolastiche e nei cortili degli istituti
- il regolamento di istituto, che può consentire o vietare l’accesso degli animali alle pertinenze, o limitarlo a particolari situazioni (ad esempio progetti educativi)
- le valutazioni del dirigente scolastico in tema di sicurezza e responsabilità civile, considerando il rischio di incidenti, la presenza di bambini piccoli, eventuali fobie o allergie
Diversi istituti hanno emanato circolari che vietano in modo esplicito l’ingresso dei cani sia all’interno dell’edificio sia nei cortili, proprio per prevenire incidenti e tutelare chi non si sente a proprio agio in presenza di animali.
Non va però confuso questo tipo di divieto con la scelta di integrare gli animali nei percorsi educativi in modo regolamentato. Portare il proprio cane “da casa” durante l’ingresso o l’uscita non è la stessa cosa di un progetto didattico approvato dal collegio docenti e inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, con animali selezionati e personale formato.
Progetti con animali a scuola e pet therapy
Una situazione diversa è rappresentata dai progetti strutturati di interventi assistiti con gli animali, in cui la presenza del cane o di altri animali è programmata e finalizzata a obiettivi educativi, riabilitativi o relazionali. È qui che trova posto la cosiddetta pet therapy, termine con cui spesso si indicano in modo generico le attività con animali, ma che in ambito istituzionale viene regolata dalle Linee guida nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) approvate con Accordo Stato-Regioni del 25 marzo 2015.
Queste linee guida stabiliscono in particolare:
- le diverse tipologie di interventi (terapia assistita con animali, educazione assistita con animali, attività assistite con animali)
- i requisiti degli animali coinvolti, che devono essere idonei dal punto di vista comportamentale e sanitario
- la composizione dell’équipe multidisciplinare, che include figure sanitarie, educative e il coadiutore dell’animale
- le modalità di progettazione, gestione e valutazione dei percorsi, con attenzione sia al benessere delle persone sia a quello dell’animale coinvolto
Molte scuole, di diverso ordine e grado, hanno attivato progetti IAA in collaborazione con enti specializzati, proprio per favorire inclusione, motivazione allo studio, miglioramento delle competenze relazionali e sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali.
Un progetto ben strutturato deve prevedere autorizzazioni specifiche, l’informativa alle famiglie, protocolli di igiene e sicurezza, oltre a un chiaro inquadramento nel piano formativo della scuola. Non si tratta quindi di un ingresso “libero” degli animali, ma di un’attività regolata, supervisionata e basata su evidenze scientifiche riguardo ai benefici potenziali per gli studenti.
Diritti, doveri e buone prassi per famiglie e scuole
Per ridurre dubbi e conflitti, è utile che famiglie e istituti scolastici adottino alcune buone prassi condivise. Di seguito, un riepilogo in forma di elenco puntato, nel rispetto delle regole essenziali di sicurezza e convivenza:
- Verificare sempre il regolamento di istituto: genitori e studenti dovrebbero informarsi sulle norme interne relative all’accesso degli animali nelle pertinenze scolastiche, evitando iniziative personali che possano creare problemi al dirigente o al personale.
- Rispettare i divieti motivati: se la scuola vieta l’ingresso degli animali, la scelta è generalmente legata a valutazioni di sicurezza, responsabilità e tutela di chi ha paura o allergie. Ignorare tali indicazioni può esporre a richiami formali e creare situazioni di tensione.
- Distinguere tra animale “privato” e progetto educativo: portare il proprio cane al guinzaglio all’uscita non equivale a un progetto IAA autorizzato. Le attività strutturate con animali devono essere condotte da professionisti formati e con animali selezionati, nel rispetto delle linee guida nazionali.
- Valutare sia il benessere dei bambini sia degli animali: l’eventuale presenza di animali nelle attività scolastiche deve sempre tenere conto non solo dei benefici per gli alunni, ma anche dello stress che un ambiente affollato e rumoroso può provocare all’animale.
- Collaborare in modo trasparente: se un gruppo di genitori o insegnanti desidera proporre un progetto con animali, è importante presentare un’idea chiara, supportata da enti competenti, per permettere alla scuola di valutare costi, benefici, aspetti normativi e assicurativi.
Per i dirigenti, può essere utile prevedere una sezione specifica nel regolamento di istituto dedicata agli animali domestici: chiarire fin da subito cosa è consentito e in quali modalità riduce incomprensioni e contenziosi.
In sintesi, la presenza di animali domestici a scuola non è automaticamente vietata da una legge nazionale, ma richiede di muoversi con attenzione tra norme generali, regolamenti locali e responsabilità dei singoli attori. Il semplice ingresso del cane del genitore segue logiche di prudenza e ordine pubblico, mentre i progetti di interventi assistiti con gli animali, se ben strutturati, rappresentano uno strumento riconosciuto e regolato per arricchire l’esperienza educativa, a vantaggio degli studenti e nel rispetto degli animali coinvolti.




