Aperture sul contratto


chiusure sulla riforma

2002

Il 9 maggio si è tenuto un incontro ministro-sindacati, in cui le posizioni sono apparse più morbide e concilianti, soprattutto riguardo al contratto. Il ministro Letizia Moratti ha fatto queste tre promesse: 1) le risorse previste dal piano pluriennale di investimenti per la scuola, comprese tra gli 8 e i 10 milioni di euro, verranno inserite nel prossimo Dpef e potranno essere utilizzate dal 2003; 2) sarà emanato a breve termine un atto di indirizzo per l’avvio della trattativa per il rinnovo del contratto degli insegnanti; 3) lunedì 20 maggio si aprirà un tavolo tecnico permanente su tre ambiti: organici, investimenti e ricadute della riforma. I sindacati hanno accolto con favore ed interesse queste aperture, ma hanno poi chiuso la strada sulla Legge Delega della Riforma della Scuola. Per alcuni di essi, in particolar modo la CGIL, il ricorso alla delega appare addirittura anticostituzionale (ma non si erano espressi in questo modo quando erano ricorsi alla delega governi di diverso colore politico). di diverso avviso  Sandro Gigliotti, presidente dell’Apef (Associazione Professionale Europea della Formazione) che ha affermato: «Sono certamente necessarie alcune modifiche all’attuale testo di legge di riforma, ma ritengo che, dal punto di vista dell’interesse generale, è opportuno che il Parlamento licenzi il testo per consentire in tempi rapidi l’attivazione dei decreti operativi»