
I Longobardi in Italia
28 Dicembre 2019
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28 Dicembre 2019Il Sesto Canto del Paradiso rappresenta, come negli altri due canti sesti della Divina Commedia (Inferno e Purgatorio), un momento di riflessione sulla politica e sulla storia. Mentre nel canto sesto dell’Inferno si affronta la situazione politica di Firenze e in quello del Purgatorio si parla dell’Italia frammentata e divisa, qui il discorso si amplia fino a una visione universale dell’Impero.
Contesto e Struttura
Nel Cielo di Mercurio, il secondo cielo del Paradiso, Dante incontra Giustiniano, l’imperatore bizantino che riformò e codificò le leggi dell’Impero Romano (Corpus Iuris Civilis). Giustiniano racconta la storia dell’Impero Romano, sottolineandone la missione divina e il suo declino, per poi soffermarsi sulla decadenza politica dell’epoca di Dante.
Temi Principali
- L’Impero Romano come strumento della volontà divina
- La figura di Giustiniano come simbolo di giustizia e riforma
- Il contrasto tra il valore dell’autorità imperiale e la degenerazione della politica medievale
- La condanna delle fazioni guelfe e ghibelline, che tradiscono l’ideale imperiale
Giustiniano, nella sua narrazione, esalta l’Impero come forza ordinatrice del mondo, ma denuncia la corruzione della sua epoca. L’idea centrale è che l’Impero, se guidato dalla giustizia, è uno strumento della provvidenza divina.
Importanza del Canto
Il Sesto Canto del Paradiso è un momento chiave nella riflessione dantesca sulla storia e sulla politica. Dante esprime qui la sua visione dell’Impero come entità necessaria per garantire la giustizia e la pace universale. La lezione che ne emerge è una critica alla divisione politica dell’epoca, che impedisce il raggiungimento dell’ordine voluto da Dio.




