Buoni scuola in Piemonte

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Aiuti per chi ha perso il lavoro – La Regione cambia il bando. Agevolazioni dal Comune per asili nido e Tarsu

di Marco Trabucco e Diego Longhin – la Repubblica di Torino 3.2.2009

I bandi per il diritto allo studio e cioè per i buoni scuola pubblici e privati, sono pronti. La Regione però, pensa che la grave crisi economica che ha colpito anche il Piemonte renda necessari ulteriori aiuti soprattutto a chi è più in difficoltà. Così nella consueta conferenza stampa del lunedì, la presidente Mercedes Bresso ha annunciato che quest’anno, oltre alla dichiarazione Isee, cassintegrati, disoccupati e precari che abbiano visto modificata (in peggio) la loro situazione di lavoro nel corso del 2008 potranno presentare un’autocertificazione che lo attesti. E saranno favoriti nelle graduatorie che assegneranno sia il buono scuola per chi ha figli iscritti alle scuole private che i contributi per iscrizione, buoni libro, abbonamenti ai trasporti pubblici e così via, per chi invece frequenta le scuole pubbliche.
Bresso ha spiegato la ragione di questo provvedimento: «La dichiarazione Isee – ha detto – tiene ovviamente conto del reddito del 2007. Ma sono troppe le persone nella nostra regione che magari in quell’anno avevano un reddito alto, che non consentiva di accedere ai nostri aiuti e che invece negli ultimi dodici mesi hanno vista modificata la loro situazione perché sono state messe in cassa integrazione o hanno perso il lavoro. A loro vogliamo dare la possibilità di avere comunque il contributo».
Facile a dirsi, meno facile da tradurre in pratica, però. La questione è stata delegata all’assessore all’Istruzione Gianna Pentenero che da qualche giorno sta cercando la soluzione. Ad oggi l’ipotesi che ha la maggiore possibilità di realizzarsi è quella di inserire un’apposita voce nel modulo per la richiesta del contributo che verrà distribuito dalla prossima settimana in tutte le scuole pubbliche o paritarie del Piemonte e che sarà disponibile anche in Internet sul sito della Regione e negli Uffici relazione con il pubblico. Il problema è legato alla possibilità di controllare (almeno a campione) i dati che chi chiede il contributo fornirà autocertificando il suo stato: esistono infatti forme diverse di cassa integrazione e conseguenti diverse penalizzazioni del reddito. Così come sarà necessario trovare un modo per verificare chi tra i precari non ha avuto il contratto rinnovato o tra i lavoratori è stato licenziato, ma non ha diritto ad ammortizzatori sociali. «Noi – spiegano in assessorato – stiamo cercando di trovare un elenco aggiornato e puntuale dei cassintegrati. È la difficoltà più grande, ma è necessario farlo per evitare abusi e truffe. Forse ce lo forniranno i sindacati o i caaf».
Analoghe facilitazioni (e cioè un possibile autocertificazione della situazione 2008 in aggiunta al reddito Isee 2007) sono allo studio in Regione anche per il contributo di integrazione al reddito e in Comune (ma qui la pratica è solo agli inizi) per le tariffe pagate per gli asili nido e per la tassa rifiuti, tutte legate finora solo al reddito Isee. Nel 2007 erano state 94 mila le famiglie in Piemonte che avevano usufruito dei contributi per il diritto allo studio, nel 2008 sono state 108 mila e quest’anno potrebbero aumentare visto che è stato alzato il tetto di reddito massimo Isee a 32 mila euro.

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