Destra e sinistra italiana in Europa a difesa del crocifisso

Destra e sinistra italiana in Europa a difesa del crocifisso

Per fortuna, gli steccati ideologici e partitici stanno cadendo. Cos’ come è nell’interesse del popolo italiano che D’Alema diventi ministro degli esteri dell’Unione (o come diavolo si chiama quella carica), cos’ è nell’interesse nostro che si difenda la nostra cultura. Un popolo senza passato è un popolo in balia di ogni dittatura che si presenti sulla scena della storia. Leggi al proposito questo testo tratto dal sito www.tuttoscuola.com

Iniziativa bipartisan degli europarlamentari italiani a difesa del crocefisso

Tuttoscuola – 12 novembre 2009

A difesa del crocifisso gli eurodeputati italiani di maggioranza e opposizione hanno proposto ieri a Bruxelles una dichiarazione “sulla libertà  di esposizione in luoghi pubblici di simboli religiosi rappresentativi della cultura e della identità  di un popolo“.

Presenti i rappresentanti di Pdl, Pd, Udc e Lega, assenti invece quelli dell’Italia dei Valori.

L’iniziativa è nata in seguito alla sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo si é espressa contro la presenza dei crocifissi dalle aule scolastiche in quanto violazione alla libertà  di religione degli alunni.

Mario Mauro, capodelegazione degli europarlamentari del Pdl ha dichiarato, nell’occasione, che il crocefisso non é solo simbolo di fede, ma anche culturale.

La proposta di dichiarazione, presentata da Mauro, da Gianni Pittella e David Sassoli del Pd, da Sergio Silvestris del Pdl, da Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam dell’Udc e da Mario Borghezio della Lega Nord, chiede di “riconoscere il pieno diritto di tutti gli stati membri ad esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e identità  di tutto il paese e dunque elementi unificati dell’intera comunità  nazionale“.

Affinché il testo presentato diventi una dichiarazione scritta del Parlamento europeo é necessario che nel giro di tre mesi venga sottoscritta dalla metà  più uno degli eurodeputati, ossia da 369 membri.