
Il sacrificio di Lauso, Eneide, X, 762-832
28 Dicembre 2019
L’assalto a Laurento e il suicidio di Amata, Eneide, XII, 554-613
28 Dicembre 2019Analisi, con citazioni in latino e traduzione italiana, del celebre episodio del duello tra Enea e Turno nella Eneide (libro XII, vv. 886–951).
📜 Testo scelto (gg. 928–952)
Versi Latini:
945 …ille, oculis postquam saevi monimenta doloris
exuviasque hausit, furiis accensus et ira,
terribilis:
“tune hoc, Turne, potuisti retro in castra …
Pallante … immolat … vicisti et victum
quem volnere? Pallante …”
950Â Dicens ferrum adverso sub pectore condit,
fervidus; ast illi solvuntur frigore membra,
952Â et vita cum gemitu fugit indignata sub umbras.
Traduzione italiana:
… dopo che ebbe con gli occhi assorbito le «spoglie», monito del dolore crudele,
acceso da furore e indignazione, terribile egli disse:
“Turno, potevi davvero voltarti verso il mio accampamento?
Tu hai vinto, ma il vinto chi sarà ? Pallante ti immola con questa ferita…”
950 Pronunciata tale parola, conficcò la spada nel petto dell’avversario,
furente; ma a Turno le membra si sciolgono dal freddo,
952 e la vita fugge con un gemito indignato nell’ombra.
đź§ Analisi e commento
⚔️ Le fasi decisive del duello
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Furia vendicativa
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Appena Enea riconosce la cintura di Pallante sul petto di Turno, la sua pietas vacilla: la parola “Pallante immolat… vicisti et victum quem volnere?” condensa rabbia, vendetta, perdita del controllo.
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L’uccisione finale
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Il gesto è definitivo: “ferrum sub pectore condit” è un’azione rapida, quasi meccanica, guidata dall’ira.
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La morte di Turno
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Il morente si aggrappa fino all’ultimo, ma “solvuntur… membra” e “vita… fugit indignata sub umbras”: l’eroe cade con angoscia e rimorso, non in gloria.
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🎯 Tematiche chiave
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Vendetta e pulsione personale: la morte di Pallante, giovane allievo di Enea, fa deflagrare una reazione vendicativa estrema nell’eroe troiano.
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Conflitto tra pietas e ira: Enea, simbolo del fato, si lascia vincere dall’ira umana, cedendo alla vendetta.
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Tragico epilogo della storia romanzesca: il mito della fondazione di Roma si chiude con un’uccisione atroce, non con redenzione.
📚 Confronto con l’Iliade (Ettore-Achille)
Virgilio si ispira al duello tra Achille ed Ettore (Iliade, XXII). In entrambi i casi abbiamo:
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Riconoscimento dell’avversario (Achille rimpiange Patroclo, Enea ricorda Pallante).
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Suppliche del vinto (Turno invoca la pietĂ , Ettore chiede il corpo per sepoltura).
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Ripudio della pietĂ : Achille disprezza Ettore, Enea sprofonda nella furia vendicativa.
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Morte con sofferenza: entrambi muoiono invocando pietĂ , ma il vincitore nega e martirizza il nemico.
📝 Conclusione
Nei versi 886–951 del libro XII, Virgilio descrive un duello risolto da un atto di vendetta per la morte di una persona cara (Pallante), che spinge Enea a oltrepassare ogni limite etico.
L’episodio diventa, così, una riflessione sull’umana debolezza, la fragilità della pietas e il prezzo oscuro del destino. Come Achille prima di lui, Enea resta vittorioso ma emotivamente spezzato, sollecitando nel lettore un senso di pietà tragica dal destino del vinto.




