Edouard Manet

Prima parte della biografia

Édouard Manet nasce a Parigi il 23 Gennaio 1832 da una famiglia benestante.

Emblematica la figura del padre, da sempre avverso alla passione del figlio.

Tenta l’iscrizione all’Accademia Navale ma fallisce miseramente il test.

Si arruola come mozzo su di una nave mercantile, durante il viaggio e la permanenza a Rio de Janeiro coltiva il suo talento.

Nonostante il suo disprezzo per l’arte accademica si unisce all’Atelier di Thomas Couture dove resta per sei anni, e anche se questo comportò una sua grande maturazione artistica espresse comunque i suoi ideali di ribellione.

Ottobre 1863 matrimonio con Suzanne Leenhoff, musa per svariati dei suoi corpi femminili.

1865 Partenza per la Spagna patria di Velàsquez, che gli aveva ispirato molti quadri.

 

La colazione sull’erba

Questo quadro è senza dubbio uno tra le opere più famose al mondo realizzate da Manet, e anche questa volta, fin dalla sua presentazione al pubblico, tale lavoro ha fatto parlare di se, nel bene e nel male.

Il quadro, originariamente era intitolato Le Bain, e la sua traduzione in italiano è il bagno; tale titolo è dovuto sicuramente alla presenza della donna quasi completamente nuda al centro ella composizione, ma anche quella presente in secondo piano che effettivamente si sta lavando.

Seconda parte della biografia e rapporti con l’impressionismo

I parigini di metà Ottocento erano abituati a veder rappresentati nudi idealizzati, cioè ripresi in contesti non attuali, antichi, e il loro senso della decenza viene urtato da un nudo inserito in una scena della vita moderna nella Colazione sull’erba, in cui potrebbero immedesimarsi. Soprattutto, non sono abituati alla pennellata di Manet, che sembra imprecisa e approssimativa. Quel quadro è in realtà la prima opera moderna e contribuì ad incoraggiare i giovani artisti, e soprattutto gli impressionisti a cambiare le regole della pittura.

Osserviamo per esempio l’Olympia del 1863, opera contestata a causa della posa sfrontata della modella nuda, sebbene ispirata alla celebre Venere di Urbino di Tiziano.

Édouard Manet è considerato il precursore della pittura impressionista per aver portato la luce del Sole nei toni scuri dei quadri del suo tempo. Come gli esponenti del realismo (ad es.: Eugène Delacroix), anch’egli pensa che sia giunto il momento di rappresentare la realtà circostante. Si dimostra tuttavia anche pittore fedele alla tradizione dei grandi maestri del passato come Tiziano, Diego Velázquez e Francisco Goya per i quali il colore è il vero protagonista.

Innovatore e tradizionalista, Manet ha ritratto la vita parigina con un’audace e originale tecnica che consisteva nel ‘disegnare’ il soggetto con i pennelli intrisi di colore direttamente sulla tela, senza un disegno preparatorio, con poche pennellate sciolte che conferiscono vitalità al quadro.

Manet è stato tuttavia un pittore poco incline alle posizioni avanguardistiche. Egli infatti pur non condividendo gli insegnamenti impartiti dall’Accademia di belle arti, che a suo avviso producevano soggetti antiquati e teatrali, voleva giungere al rinnovamento della pittura operando all’interno delle istituzioni accademiche Per questo motivo, pur essendo il primo dei pittori moderni, non espose mai con gli altri pittori impressionisti, preferendo rimanere sempre su posizioni individuali e solitarie anche quando i suoi quadri non furono più accettati dalla giuria del Salon, il prestigioso appuntamento d’arte parigino che nel 1863 rifiuta di esporre molte opere dei nuovi artisti.

Le proteste degli esclusi portano all’apertura nello stesso 1863 del Salon des refusés («Esposizione dei rifiutati»), un fatto mai avvenuto prima. Manet vi partecipa con una tela dal titolo La colazione sull’erba: una scena all’aperto con due personaggi in abiti borghesi, una figura femminile sullo sfondo e una donna nuda in primo piano. Il pubblico reagisce male: il quadro viene deriso, la gente lo trova volgare e provocatorio. Eppure, il tema della gita all’aperto o del concerto campestre era stato dipinto molte volte in passato da artisti come Giorgione e Tiziano.

La tecnica di Manet rende freschi i colori, le figure appaiono luminose perché il pigmento è steso a macchie. Quadri lucenti, vibranti, moderni, come il suo ultimo dipinto, il Bar delle Folies-Bergères, un caffè-concerto animato da spettacoli musicali di cui Manet nel 1882 ritrae la cameriera dietro il bancone. Riflessa nello specchio alle sue spalle si vede l’animata folla del caffè e, più a destra, la sagoma di un uomo che chiede da bere, in un gioco di riflessi che permette all’artista di farci vedere la scena nell’insieme senza perdere il primo piano malinconico della ragazza.

Gli impressionisti lo consideravano un maestro e avrebbero voluto che Manet facesse parte del loro gruppo.

Egli invece rifiutò, volendo più di tutto entrare con un riconoscimento ufficiale tra i grandi della pittura francese. Ci riuscì, ricevendo la Legion d’onore poco prima di morire a Parigi nel 1883.

 

Audio Lezioni sulla Storia dell’arte del prof. Gaudio

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