
Le poesie dei grandi
28 Dicembre 2019
Capitolo trentatreesimo dei Promessi Sposi
28 Dicembre 2019“Euridice” di Roberto Vecchioni è una canzone intensa e malinconica, ispirata al mito di Orfeo ed Euridice.
Vecchioni rielabora la storia classica, conferendole una profondità emotiva e una riflessione sulla perdita e sul dolore.
Analisi del testo:
- La paura della morte:
- L’inizio della canzone esprime la paura di Orfeo di affrontare l’oltretomba, un luogo di oscurità e freddo.
- “Morirò di paura a venire là in fondo / Maledetto padrone del tempo che fugge / Del buio e del freddo”.
- Il ricordo di Euridice:
- Il ricordo di Euridice è vivo e struggente. Vecchioni sottolinea la sua giovinezza e la sua vitalità, in contrasto con la morte.
- “Ma lei aveva vent’anni e faceva l’amore / E nei campi di maggio, da quando è partita / Non cresce più un fiore”.
- Il canto come espressione del dolore:
- Il canto di Orfeo diventa un modo per esprimere il suo dolore e per celebrare la memoria di Euridice.
- “E canterò, stasera canterò / Tutte le mie canzoni canterò / Con il cuore in gola canterò”.
- La descrizione di Euridice:
- Vecchioni descrive Euridice con immagini poetiche e suggestive, esaltando la sua bellezza e la sua grazia.
- “E canterò la storia delle sue mani / Che erano passeri di mare / E gli occhi come incanti d’onde / Scivolanti ai bordi delle sere”.
- La rabbia e la disperazione:
- Il canto di Orfeo si trasforma in un grido di rabbia e disperazione contro la morte e l’ingiustizia.
- “Gli uomini, segni dimenticati / Gli uomini, lacrime nella pioggia / Aggrappati alla vita che se ne va / Con tutto il furore dell’ultimo bacio / Nell’ultimo giorno dell’ultimo amore”.
- La consapevolezza della perdita:
- Orfeo, pur avendo superato le prove dell’oltretomba, è consapevole che Euridice è ormai perduta per sempre.
- “Ma non avrò più la forza / Di portarla là fuori / Perché lei adesso è morta / E là fuori ci sono la luce e i colori”.
- La scelta di voltarsi:
- Il momento in cui Orfeo si volta è descritto con grande intensità emotiva. È una scelta dolorosa, ma inevitabile.
- “E mi volterò perché l’ho visto il gelo / Che le ha preso la vita / E io, io adesso, nessun altro / Dico che è finita”.
- La vita che continua:
- Nonostante il dolore, Orfeo è consapevole che la vita deve continuare.
- “E ragazze sognanti mi aspettano / A danzarmi il cuore / Perché tutto quello / Che si piange non è amore”.
- L’addio definitivo:
- La canzone si conclude con un addio definitivo a Euridice, un’accettazione della sua assenza.
- “E mi volterò perché tu sfiorirai / Mi volterò perché tu sparirai / Mi volterò perché già non ci sei / E ti addormenterai per sempre”.
Significato della canzone:
“Euridice” è una riflessione profonda sulla perdita, sul dolore e sulla difficoltà di accettare la morte. Vecchioni utilizza il mito di Orfeo ed Euridice per esplorare temi universali come l’amore, la memoria e la resilienza. La canzone è un inno alla vita, nonostante le sue tragedie, e un tributo alla forza dell’amore.
Testo di “Euridice”, canzone di Roberto Vecchioni ‧ 1993
Morirò di paura a venire là in fondo
Maledetto padrone del tempo che fuggeDel buio e del freddoMa lei aveva vent’anni e faceva l’amoreE nei campi di maggio, da quando è partitaNon cresce più un fiore
E canterò, stasera canteròTutte le mie canzoni canteròCon il cuore in gola canterò
E canterò la storia delle sue maniChe erano passeri di mareE gli occhi come incanti d’ondeScivolanti ai bordi delle sere
E canterò le madri che accompagnano i figliVerso i loro sogniPer non vederli più, la seraSulle vele nere dei ritorni
E canterò, canterò finchè avrò fiatoFinchè avrò voce di dolcezza e rabbiaGli uomini, segni dimenticatiGli uomini, lacrime nella pioggiaAggrappati alla vita che se ne vaCon tutto il furore dell’ultimo bacioNell’ultimo giorno dell’ultimo amore
E canterò finchè tu piangeraiCanterò finchè tu perderaiCanterò finchè tu scoppieraiE me la ridarai indietro
Ma non avrò più la forzaDi portarla là fuoriPerché lei adesso è mortaE là fuori ci sono la luce e i colori
Dopo aver vinto il cieloE battuto l’infernoBasterà che mi voltiE la lascio alla notteLa lascio all’inverno
E mi volterò (le carezze sue di ieri)Mi volterò (non saranno mai più quelle)Mi volterò (e nel mondo, su, là fuori)Mi volterò (s’intravedono le stelle)
Mi volterò perché l’ho visto il geloChe le ha preso la vitaE io, io adesso, nessun altroDico che è finita
E ragazze sognanti mi aspettanoA danzarmi il cuorePerché tutto quelloChe si piange non è amore
E mi volterò perché tu sfioriraiMi volterò perché tu spariraiMi volterò perché già non ci seiE ti addormenterai per sempre




